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r.e.d.s. rinnovamento evoluzione della sinistra

POLITICA, CULTURA, AMBIENTE, SANITA',
This thing was constructed on October 18, 2011.
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L’articolo in successione fu scritto nel 2004 per “AVVENIRE DEI LAVORATORI” di Zurigo,  storica rivista del Socialismo europeo già diretta da Ignazio Silone. Era l’ipotesi, peraltro non immaginifica, di una via italiana alla Terza Repubblica, essendo la seconda inadatta ai dettami politici ed all’assetto costituzionale soprattutto per via del Bipolarismo, con il tentativo abortito ( per fortuna) del Bipartitismo del 2008. Sin dal 2004 ossia 7 anni addietro, quando fu concepita quell’ipotesi, ipotizzammo un ruolo di Casini ed il tentativo di creare un Centro Maxxi che coagulasse i cattolici e le loro esigenze e che soprattutto fosse in sintonia con le gerarchie ecclesiali e che soprattutto fosse sensibile ai richiami di quest’ultime.Insomma una DC del XXI secolo.

Dopo Colombo ( Cristoforo, non Emilio), ecco un’altro genovese traghettare nel Nuovo Mondo di Centro le forze e le associazioni cattoliche che non si possono ritrovare mescolate ai bunga-bunghisti.

Et voilà, il gioco di Bagnasco sembra fatto, ma.. Ci sono dei ma!

1) innanzitutto le forze cattoliche che si stanno coagulando attorno a Scajola, Pisanu ed altri col PD con la L, non hanno ancora valicato la soglia di casa e quindi le incertezze a lungo andare fanno il gioco di Polifemo che controlla ancora il partito, tramite Angiolino Al Fanoh.
2) bisogna creare quelle condizioni politiche e quegli escamotage che impediscano di far riferimento alcuno alla vecchia DC alla quale Casini giura di non voler tornare. Questione di forma? Certo ma anche di sostanza per recuperare quanto più possibile nella rete dei laicisti del PD con la L.
3) Occorre rimodulare il metodo dell’aggregazione che appare assai eterogenea ( a differenza della vecchia DC ecclesiale e parrocchiale). Mettere insieme ex AN ( FLI), ex radical-chic-demo ( Rutelli), ex DC laici come Tabacci.

4) Poi ci sono gli ex DC del PD senza L e dell’Italia dei Controvalori. Lì la pesca è più complessa ma non impossibile, esercitando la leva del richiamo a comuni ideali quali, assessorati, prebende, consulenze e posti in Parlamento.

Ciò posto la Megattera, che è la versione downsizing della Vecchia Balena, ridotta di cilindrata e di potenza, può cominciare a correre per i mari della vecchissima politica. Ma con un tratto innovativo: spezzare i due anelli della catena bipolare e creare un terzo anello che possa utilizzare la vecchia politica dei due forni. A Roma con la Polverini, a Milano con Pisapia.  Della serie invertendo l’ordine dei Poli, il prodotto finale che è il potere non cambia.

Da Avvenire dei Lavoratori, Zurigo, 2004

la megattera

Aldo Moro, che pure era uomo di idee e non di marketing, disse che tra i suoi allievi prediligeva Casini e Follini perché “uno è bello e l’altro intelligente”. Chissa se direbbe così anche oggi, allorché Follini ha perso l’autobus e Casini lo sta guidando?

Dove va quel bus? Il bus di Casini è diretto a Palazzo Chigi. Senza fermate intermedie. E nessuno se ne è accorto, ad eccezione del Cavaliere. La dissoluzione della Casa delle Libertà passa per le immagini del malore in diretta, che preannunciano un imminente ricambio al vertice, e la presenza di Casini a Palermo anziché a Roma per la manifestazione di sabato 2 dicembre.

Questo non vuol dire che le destre scompaiano, tutt’altro. Non avvenne la dissoluzione della Lega durante la lunga malattia di Bossi e qualcuno ipotizzò la fagocitosi della Lega da parte di Forza Italia. Allora si sottovalutò la Lega e le sue origini più radicate nella piccola borghesia lombardo-veneta di quanto non apparisse. E difatti la Lega proseguì il cammino. Oggi l’uscita di Casini e un naturale ricambio al vertice di quel che resta della CdL, dove l’asso pigliatutto potrebbe essere Fini, indicano un percorso chiarificatore: la destra ritorna ad essere la destra di sempre, un mix capitalista e populista, di piccola e media impresa impastata con idee corporativistiche e un concetto di stato sociale residuo dell’epoca fascista.

Il grosso di Forza Italia, ex-democristiani ed ex- socialisti o pseudo-tali, andrebbe ad infoltire un grande centro, secondo un recente sondaggio commissionato da Repubblica. L’indagine di Ipr Marketing immagina alle prossime elezioni politiche non più due, ma tre coalizioni: Sinistra, Destra, Centro. Ne risulta un quadro per certi versi sorprendente, potenzialmente capace di cambiare la geografia del sistema politico italiano.

Nel dettaglio, con tre coalizioni, quella di destra conquisterebbe il 40%, quella di sinistra il 35% e quella di centro il 25%. E c’è subito da notare che il rassemblement di centro strapperebbe sì un quarto abbondante dei propri suffragi al centrodestra, ma quasi altrettanto avverrebbe nei confronti del centrosinistra, portando via all’Unione il 22% per cento.

Il nascente Partito democratico cederebbe al centro casiniano un quarto degli elettori, Mastella e Di Pietro i tre quarti. Le quote di Margherita e dell’UDEUR si scioglierebbero nella Megattera di Centro.

Ora, la Megattera non potrebbe andare al governo da sola ma neanche le altre forze potrebbero, e dunque farebbe la felicità di certi post-craxiani: sarebbe l’ago della bilancia, come il PSI d’antan, e condizionerebbe le altre due coalizioni, standosene in pratica stando sempre al governo.

Il Bus di Casini resterebbe parcheggiato in eterno a Palazzo Chigi. Fantapolitica? Forse ma non troppo. Per varie ragioni.

1) Casini sa quanto costa alla Margherita, ed in specie al suo innesto popolare ed ex-DC, il connubio con gli ex del PCI nella fusione democratica, che invece è auspicata dall’innesto laico della Margherita (democratici, prodiani, rutelliani). L’arrivo di Casini servirebbe a togliere ogni castagna dal fuoco e mantenere integri tutti i petali per il grande centro, mettendo in relativa minoranza la quota “laica” della Margherita, dove per l’appunto c’è Prodi.

2) La componente UDEUR troverebbe una sua ragion d’essere politico nel catalizzare quest’incontro, poiché oggi ci si chiede qual’è l’identità politica dei popolari mastelliani se non quella di ottenere prerogative di governo ad alta percentuale di rappresentanza;

3) La componente residuale sarebbe dipietrista, da sempre di centro moderato e favorevole a un ritorno politico delle sue origini (oggi Di Pietro non fa politica ma interessi di gruppo).

4) E veniamo alla componente socialista che in questa operazione ha tutto da guadagnare. Innanzitutto un chiarimento e una nuova connotazione rispetto agli pseudo-socialisti, quelli che si sono schierati con la CdL per un piatto di collegi-lenticchie. Andranno nel grande centro ma che non si chiamino più socialisti perché dovranno aderire al Partito popolare Europeo e popolari saranno.

5) Quanto agli altri, quelli della tradizione autentica autonomista, che dovranno conciliare le proprie istanze con i post-diessini, avranno vita più facile in una sinistra ripulita di quanto non possa avvenire nel PD. Chiarezza si farebbe anche nelle fila della sinistra con questa operazione che doveva venire dalla componente socialista e che invece è venuta dalla componente democristiana. Pazienza per questa volta ma la prossima si faccia avanti un uomo di sinistra degno di questi sostantivi, e la conduca lui “l’operazione chiarezza”. Si vede che i pronipotini di Palmiro Togliatti hanno svernato per troppo tempo a Capua.

6) Finalmente potremo avere partiti italiani in linea con la politica europea da sempre contraddistinta dalle due anime di massa che contano sin dalla fine della Grande Guerra: l’anima popolare e quella socialista. Come pensare che un PD italiano, infarcito da popolari di ritorno, possa iscriversi al PSE, Rasmussen richiede? Né è altrettanto pensabile, per i socialisti, un riferimento all’area ELDR dei democratici laici e liberali.

7) Queste le premesse per parlarsi tra socialisti ed ex-comunisti che oggi sarebbe meglio ridefinire sotto il termine di socialisti riformisti e socialisti movimentisti con riferimento alla IV internazionale. La semplificazione, anche nei termini, gioverebbe alla costruzione di un nuovo rapporto politico tra le due aree. Queste in Italia sono rappresentate dal PdCI e dal PCL di Marco Ferrando, da un lato e dall’altro troviamo una miriade di gruppi socialisti nel centro-sinistra, privi di anima programmatica e politica. Quando cominceremo a parlarci?”

P.S. Mi sono posto quale foto di Casini, quella  del 2004 o del 2011?  Cosa cambia? Solo il colore dei derivati epiteliali detti capelli, ma sotto batte da sempre un cuore DC ad oltranza!

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