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	<title>r.e.d.s.   rinnovamento evoluzione della sinistra &#187; TRA EVENTI &amp; BREAKING NEWS</title>
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	<description>POLITICA, CULTURA, AMBIENTE, SANITA&#039;,</description>
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		<title>VESTI STRACCIATE</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Addosso all’untore! Sembra la riedizione manzoniana e Luigi Lusi del PD non sarebbe certo piaciuto a Cesare Lombroso, con quella faccia un po’ così, quel pizzetto arrogante un po’ così che hanno molti signori ( si fa per dire) della sua età. Specie se sono uomini del Rinascimento.
Inteso questo come Corso dove è sito Palazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/02/dp01.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1539" title="dp0" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/02/dp01-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a>Addosso all’untore! Sembra la riedizione manzoniana e Luigi Lusi del PD non sarebbe certo piaciuto a Cesare Lombroso, con quella faccia un po’ così, quel pizzetto arrogante un po’ così che hanno molti signori ( si fa per dire) della sua età. Specie se sono uomini del Rinascimento.</p>
<p>Inteso questo come Corso dove è sito Palazzo Madama. Tuttavia bisogna spezzare una lancia a suo favore perché essere contaminati dal Virus del Valore Immobiliare non è più un reato ed è stato depenalizzato da quando  Tonino Di Pietro lo ha reso azione virtuosa.</p>
<p>Leggiamo cosa scrivevano Chiocci e Rocca su&#8221; il Giornale&#8221; ( 6 marzo 2008)</p>
<p><strong>Gian Marco Chiocci</strong> e <strong>Luca Rocca</strong></p>
<p>da Roma<br />
Si chiama «Antocri» la società che negli ultimi tempi sta togliendo il sonno ad Antonio Di Pietro e al gip di Roma chiamato a decidere sul rinvio a giudizio del ministro delle Infrastrutture indagato per truffa, falso, appropriazione indebita.</p>
<p>Intorno a questa Srl immobiliare, infatti, che si muove l’inchiesta della magistratura romana scaturita dalle rivelazioni di uno dei soci fondatori dell’«Italia dei Valori», l’ex braccio destro di Tonino, Mario Di Domenico. L’immobiliare «Antocri» (acronimo ideato con le iniziali dei tre figli dell’ex pm, Anna, Toto e Cristiano) ha una particolarità non da poco: come socio unico ha Antonio Di Pietro. È stata costituita a Bergamo nel 2003 &#8211; 1 aprile &#8211; all’indomani del giallo sulle presunte firme false apposte sull’atto che ha certificato l’approvazione del bilancio prodromico all’ottenimento dei finanziamenti pubblici.<br />
TUTTO IN CASA<br />
Del suo cda, almeno fino al luglio 2006, faceva parte Silvana Mura, deputata-tesoriera dell’Idv mentre amministratore unico è Claudio Belotti, compagno della Mura. La particolarissima storia dell’«Antocri» corre lungo i medesimi binari dell’«associazione» «Italia dei Valori» creata nel settembre del 2000 e inizialmente composta da tre soci: appunto Di Pietro, che ne diventa presidente, Di Domenico, segretario, e la Mura, tesoriera. Per la sua associazione politica, che ha incassato oltre 22 milioni di euro dallo Stato come rimborso elettorale, Di Pietro ha voluto uno statuto di ferro, più volte modificato, che gli ha consentito un’ampia libertà di manovra. Dopo soli tre anni, infatti, nel novembre 2003 l’ex pm si ritrova socio unico dell’«associazione Idv», proprio come in «Antocri». Un solo nome, lo stesso, per la Srl immobiliare e per il partito senza prestare particolare attenzione ad un conflitto di interessi che via via si faceva palese. C’è chi prova ad opporsi a questo modo di fare. Uno è Mario Di Domenico, che a suo dire sarebbe stato messo da parte dopo aver denunciato la gestione anomala del fondo dell’Idv.<br />
SOCIO UNICO<br />
Stando agli atti depositati in procura da Di Domenico, l’ex pm sarebbe rimasto socio unico dell’Idv per più di 7 mesi, e ciò in barba alla legge che prevede l’estinzione dell’associazione qualora questa resti con un solo socio per più di due mesi. Ed inoltre Di Pietro avrebbe sostanzialmente modificato lo statuto di modo che l’originario progetto associativo «plurale aperto» non fosse più possibile in questa situazione di conflitto d’interessi determinata dal suo socio unico. Se la premessa fosse vera, le conseguenze per l’Idv sarebbero pesanti. Tant’è. Nel luglio del 2004 Di Pietro si farà affiancare da Susanna Mazzoleni, moglie e madre di due dei suoi tre figli, e dall’immancabile Mura. Sostanzialmente non cambia nulla. Tranne il fatto che ora nessuno potrà più mettere bocca negli affari di Tonino. Da qui cominciano le stranezze. «Antocri» ha un capitale sociale molto modesto: appena 50mila euro. Nonostante ciò gli acquisti messi a bilancio sono sorprendentemente alti. La sede dell’«Idv» &#8211; ad esempio &#8211; all’inizio risulta a Busto Arsizio ma dopo qualche anno viene trasferita a Milano, e precisamente in un appartamento di nove vani nella centrale via Casati. L’immobile appartiene al gruppo Pirelli Re, ma poco tempo dopo viene acquistato proprio dall’«Antocri». Dunque l’«Idv», che ha come socio unico Di Pietro, paga l’affitto all’«Antocri» dello stesso Di Pietro. L’ipotesi investigativa è che paghi l’affitto a se stesso con i soldi dello Stato (provenienti dai finanziamenti elettorali). Non solo.<br />
La Srl del ministro compra anche dieci vani nella capitale, in via Principe Eugenio. E l’Idv ci trasferisce la sede. Ancora una volta il partito di Di Pietro paga l’affitto alla società di Di Pietro. Il valore degli immobili è cospicuo: 1 milione 788mila euro. Le cifre del mutuo che pesano sulle fragili spalle dell’«Antocri» e con le quali il suo plenipotenziario acquista le due importanti sedi, le si possono leggere sul bilancio del 2005: 276mila euro per quello milanese, sottoscritto nell’aprile del 2004; 385 per il mutuo romano, stipulato nel giugno del 2005. Totale: 661mila euro da versare alla Bnl. Al Gip Di Pietro ha detto che la metà per l’acquisto di questi due appartamenti l’ha conferita personalmente. Nel bilancio 2006 Antocri risulta un prestito del socio unico per circa 1milione 200mila euro.<br />
PRESTITO A SE STESSO<br />
Di Pietro, quindi, avrebbe prestato i soldi a se stesso. Ma da dove provengono questi denari accumulati nel breve periodo 2003-2004? Di Domenico ha chiesto al gip di appurarlo. Tornando ai due mutui, questi scadranno nel 2019 il primo e nel 2015 il secondo. Si suppone, dunque, che gli interessi saranno onerosi. Si suppone anche che queste cospicue somme saranno riscattate con l’affitto versato dall’«Idv» all’«Antocri», visto che questa non ha introiti provenienti da altra sconosciuta attività. E ci risiamo: da dove saltano fuori i soldi con i quali una società con un capitale di soli 50mila euro è riuscita ad acquistare immobili così costosi? È qui che solo ora il gip fa accertamenti dopo la curiosa richiesta d’archiviazione del pm arrivata a solo una settimana dall’iscrizione nell’apposito registro degli indagati del ministro.</p>
<p>Dunque, il sospetto di Di Domenico è che l’«Antocri» abbia stornato il denaro dai rimborsi elettorali dell’«Idv». Quello che si sa è che nel 2003 il «socio unico» Di Pietro versa alla sua Srl 100mila euro come «prestito infruttifero», l’anno dopo altri 300mila euro e nel 2005, 783mila euro, per un totale di 1 milione 183mila euro in contanti, in soli tre anni. Ma leggendo bene i documenti contabili si scopre un’altra cosa, e cioè che nel 2001, grazie alle tornate elettorali, il partito del gabbiano comincia a incassare i primi denari: circa 250mila euro di rimborsi elettorali come anticipo, più 400mila euro, rateizzati, nei successivi quattro anni. A questi si aggiungono altri 2 milioni di euro nel 2002. Nel 2003, l’anno di nascita di «Antocri», le casse del partito sono piuttosto piene, anche perché ai soldi degli anni precedenti vanno ad aggiungersi altri 2 milioni e mezzo di euro. Nel 2006 l’«Idv» riceve altri 10 milioni e 726mila di euro per le elezioni politiche, che aggiunti a quelli degli anni precedenti, fanno oltre 22 milioni. Il destino di tutti questi quattrini è, dunque, nelle mani di un solo uomo: Antonio Di Pietro.<br />
IMMOBILIARE DI FAMIGLIA<br />
Quando a Di Domenico, assistito dall’avvocato Roberto Ruggiero, gli è stato chiesto se secondo lui l’«Antocri» abbia acquistato i costosi immobili coi soldi dei rimborsi elettorali, l’interessato ha risposto: «Lo sospetto». Precedentemente, però, l’ex uomo ombra di Di Pietro era stato ben più loquace: «La Antocri è una sorta di immobiliare di famiglia, sottocapitalizzata, senza dipendenti, senza mandati immobiliari, senza niente. Ma con un patrimonio da far già invidia a chiunque nel settore». Al di là della decisione che il gip sarà chiamato a prendere su Di Pietro, dalla lettura degli atti giudiziari e dei bilanci dell’«Idv» e della «Antocri» traspare un comportamento eticamente e moralmente non immune da critiche. «Abbiamo passato anni ad attaccare Berlusconi per i suoi macroscopici conflitti d’interesse &#8211; ha dichiarato l’ex deputato dell’Idv, Elio Veltri &#8211; ed ora ce ne troviamo in casa uno grande come una portaerei».</p>
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		<title>Addio  Presidente</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2002 iniziammo la lotta strenua, politica e tecnica, contro il Ponte sullo Stretto. M’eran compagni di quella avventura, non proprio dei giovinetti ma autorevoli esperti del settore. A più mani, stavamo contestualmente scrivendo il volume sulla Sicurezza stradale che, unitamente ad un Libro Bianco sulle Infrastrutture, avremmo presentato al più presto.
Un pomeriggio del 2002, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2002 iniziammo la lotta strenua, politica e tecnica, contro il Ponte sullo Stretto. M’eran compagni di quella avventura, non proprio dei giovinetti ma autorevoli esperti del settore. A più mani, stavamo contestualmente scrivendo il volume sulla Sicurezza stradale che, unitamente ad un Libro Bianco sulle Infrastrutture, avremmo presentato al più presto.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/COSTITUZIONE-Scalfaro-448-340.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1531" title="COSTITUZIONE Scalfaro 448-340" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/COSTITUZIONE-Scalfaro-448-340.jpg" alt="" width="448" height="340" /></a></p>
<p>Un pomeriggio del 2002, annunciai ad alcuni compagni stranulati che avevo semplicemente telefonato a Palazzo Giustiniani e chiesto udienza al Presidente Scalfaro. Andammo io ed un compagno, già componente del CNEL ed autorevole Vicepresidente Lega COOP. La nostra storia originava dal simbolo del libro e del sole nascente, passava, per alcuni di noi attraverso RC, insomma un percorso diversissimo da quello di Scalfaro. Lo trovammo pronto ad aprirci la porta dell’ascensore di Palazzo Giustiniani. Insieme andammo nel suo studio e gli prospettammo l’idea di un Convegno che approfondisse il problema delle infrastrutture specie al Sud. Da buon calabrese, capì al volo e subito indossò le vesti di Ministro dei Trasporti che era stato negli anni settanta.</p>
<p>Con la necessità di organizzare il Convegno, andai più volte a Palazzo Giustiniani. Ricordo che una volta ci fermammo così a lungo a parlare che il commesso di sala venne ad interrompere il colloquio. Cosa avevamo da dirci, Lui, politico di lunghissimo, estenuante corso, uno dei pochi a sedere sui tre vertici più alti dello Stato: Presidente della Repubblica, Camera e per poco tempo anche Senato ed una scheggia impazzita della sinistra rifondaiola e massimalista? La cosa suonava male a molti compagni ma posso assicurarvi che non ho mai avuto conversari politici di così alto livello. Partendo da conoscenze comuni e magari risalendo a Randolfo Pacciardi che mi tenne letteralmente sulle ginocchia, Pietro Nenni e risalendo per Iso, Aldo Aniasi e Sergio Garavini, apprezzai moltissimo quel lungo itinerario storico e cronistorico che faceva del Presidente affabulatore straordinario. Non dimenticherò la notazione su un grande e celebrato politico DC degli anni cinquanta del quale disse: “…lo apprezzavo come cristiano, politico e statista, di più come cristiano però…”. Pochi i ricordi menzionati su Scelba e la cosa mi stupì, conoscendone l’attaccamento politico. Molti di più quelli su Don Sturzo.</p>
<p>Che strana vicenda politica quella di Oscar Luigi, discendente della più nobile Famiglia di Catanzaro ma che tuttavia amava ricordare il lavoro del Padre funzionario delle Ferrovie. Non ci fu colloquio che non scivolasse sull’amatissima Figlia, al ricordo di averla affidata alla Famiglia quando morì la moglie giovanissima.</p>
<p>Che importanza può assumere il contestato, e forse ricamato, episodio del 1953 e del rimbrotto ad una Signora in generoso decolletè?</p>
<p>Oggi, con il Suo decesso, abbiamo perduto la Memoria Storica di questo Paese, un Uomo che è stato coerentemente attaccato alle Istituzioni alla cui nascita contribuì con forza e che da centrista ha lasciato che le forze della sinistra moderata si spostassero verso intendimenti più moderati.</p>
<p>Come non ricordare la scena drammatica in cui è investito dalla folla nella Chiesa di S. Domenico a Palermo per i funerali di Falcone, Morvillo ed agenti della scorta? Un uomo che si assunse, sempre a Palermo, nove anni prima, la responsabilità della morte del giovane Marino in questura. Un uomo che ebbe il coraggio delle sue azioni di fronte all’Impresario straripante. Senza il Presidente non avremmo mai avuto la strenua difesa della Costituzione  che è stata trincea per fermare chi voleva dissolverla.</p>
<p>Nel Convegno che poi si tenne nel 2003, sul Ponte disse amabilmente: “…. Ne parlavano già quando ero giovane deputato alla I legislatura, vedrete che ne parleranno ancora per altri 50 anni senza che nulla succeda…” Oggi il Ponte è stato dichiarato finalmente inutile. Scalfaro aveva sempre ragione.</p>
<p>Addio Presidente hai avuto sempre il coraggio delle Tue azioni e della Tua coerenza. Vogliamo ricordarti anche per questi esempi che ci hai dato.</p>
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		<title>ESISTE ANCORA UNA SANITA&#8217; DAL VOLTO UMANO?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 16:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è ancora chiara la linea della politica sanitaria che  instaurerà il neo Ministro Renato Balduzzi ma il suo compito sarà reso complesso non solo dalle ristrettezze di bilancio quanto  dalla necessità di dipanare una matassa che negli scorsi è stata avviluppata creando conflitti di competenze, disparità e difformità, anche regionali, quanto a rapporto costo/beneficio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è ancora chiara la linea della politica sanitaria che  instaurerà il neo Ministro Renato Balduzzi ma il suo compito sarà reso complesso non solo dalle ristrettezze di bilancio quanto  dalla necessità di dipanare una matassa che negli scorsi è stata avviluppata creando conflitti di competenze, disparità e difformità, anche regionali, quanto a rapporto costo/beneficio ed in definitiva un’offerta di salute carente.</p>
<p>La devoluzione alle Regioni con la modifica del Titolo V della Costituzione non ha dato i risultati sperati, avviando appunto criticità di competenze tra Ministero ed Enti locali. Appare sempre più lontana l’ipotesi del federalismo sanitario e continuano invece le peregrinazioni dei nostri malati in direzione Sud-Nord. I “viaggi della speranza” finiscono per aggravare i costi e rendere centripeta la sanità che invece dovrebbe essere periferizzata. A cascata questo aggrava le liste d’attesa e le Aziende Ospedaliere non sanno più rispondere adeguatamente alla domanda di salute. Se il compagno Luigi Mariotti, Ministro della sanità che avviò una Riforma mai finita, vedesse questo stato di cose, rimpiangerebbe di aver dato il suo nome a quel progetto.</p>
<p>Tra i tanti problemi che rendono la nostra sanità spesso carente vi è quell’annoso problema dell’aziendalizzazione che avrebbe dovuto sanare i costi e quanto meno smaltire la domanda. Alle criticità insite in questo processo, se ne aggiunge un&#8217;altra, dettata da un recente provvedimento della Regione Lombardia, come è evidenziato con molta chiarezza dal Prof. Giorgio Lambertenghi Deliliers, Presidente dell’Associazione Medici Cattolici di Milano, sul Quotidiano Repubblica del 18 gennaio 2012, di cui a seguito il link.</p>
<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/lambertenghi-foto.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1524" title="lambertenghi foto" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/lambertenghi-foto.jpg" alt="" width="160" height="240" /></a></p>
<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/La-Repubblica-18_1_2012.pdf">La Repubblica 18_1_2012</a></p>
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		<title>MICHEL ROCARD: ma siam passi&#8230;&#8230;.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 10:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MICHEL ROCARD, GIA&#8217; SEGRETARIO DEL PARTITO SOCIALISTA FRANCESE, 1967-73, E POI 1993-94, MINISTRO CON MITTERRAND, PRIMO MINISTRO DAL 1988 AL 1991.
Sono cifre incredibili. Si sapeva già che, alla fine del 2008, George Bush e Henry Paulson avevano messo sul tavolo 700 miliardi di dollari (540 miliardi di euro) per salvare le banche americane. Una somma colossale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MICHEL ROCARD, GIA&#8217; SEGRETARIO DEL PARTITO SOCIALISTA FRANCESE, 1967-73, E POI 1993-94, MINISTRO CON MITTERRAND, PRIMO MINISTRO DAL 1988 AL 1991.</strong></p>
<p>Sono cifre incredibili. Si sapeva già che, alla fine del 2008, George Bush e Henry Paulson avevano messo sul tavolo 700 miliardi di dollari (540 miliardi di euro) per salvare le banche americane. Una somma colossale. Ma un giudice americano ha recentemente dato ragione ai giornalisti di “Bloomberg” che domandavano alla loro banca centrale di essere trasparente sull’aiuto che essa stessa aveva dato al sistema bancario. Dopo aver spulciato 20.000 pagine di documenti diversi, “Bloomberg” mostra che la Federal Reserve ha segretamente prestato alle banche in difficoltà la somma di 1.200 miliardi al tasso incredibilmente basso dello 0,01%. Nello stesso momento, in molti paesi i popoli subiscono piani di austerità imposti da governi a cui i mercati finanziari non accettano di prestare miliardi a tassi di interesse inferiori al 6,7 o al 9%!</p>
<p>Asfissiati da tali tassi di interesse, i governi sono “obbligati” a bloccare pensioni, sussidi familiari o salari dei dipendenti pubblici e di tagliare gli <img title="Michel Rocard 2" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/01/Michel-Rocard-2.jpg" alt="Michel Rocard 2" width="230" height="141" />investimenti, e ciò fa aumentare la disoccupazione e presto ci farà sprofondare in una recessione molto grave. É normale che in caso di crisi, le banche private, che si finanziano abitualmente all’1 % presso le banche centrali, possano beneficiare di tassi allo 0,01 % mentre certi Stati sono al contrario obbligati a pagare tassi 600 o 800 volte più elevati? «Essere governati dal denaro organizzato è tanto pericoloso quanto esserlo dal crimine organizzato», affermava Roosevelt. Aveva ragione. Noi stiamo vivendo una cris<a title="Post taggati con crisi" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/crisi/">i</a> del capitalismo non regolamentato che può rivelarsi un suicidio per la nostra civilizzazione. Come affermano lo scrittore Edgar Morin e Stéphane Hessel in “Le Chemin de l’ésperance” (Fayard, 2011), le nostre società devono scegliere: la metamorfosi o la morte?</p>
<p>Aspetteremo che sia troppo tardi per aprire gli occhi? Aspetteremo che sia troppo tardi per capire la gravità della crisi e scegliere insieme la metamorfosi prima dello sfascio delle nostre società? Non abbiamo la possibilità qui di sviluppare le dieci o quindici riforme concrete che renderanno possibile questa metamorfosi. Vogliamo solamente dimostrare che è possibile dar torto a Paul Krugman quando spiega che l&#8217;Europa sta entrando in una «spirale negativa». Come dare ossigeno alle nostre finanze <img title="Franklyn Delano Roosevelt" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/01/Franklyn-Delano-Roosevelt.jpg" alt="Franklyn Delano Roosevelt" width="150" height="199" />pubbliche? Come agire senza modificare i trattati, il che richiederà mesi di lavoro e diverrà impossibile, se l&#8217;Europa è sempre più detestata dai suoi cittadini?</p>
<p>Angela Merkel ha ragione nel dire che niente deve incoraggiare i governi a continuare la fuga in avanti. Ma l’essenziale delle somme che i nostri Stati prendono in prestito sui mercati finanziari riguarda vecchi debiti. Nel 2012 la Francia deve prender in prestito 400 miliardi: 100 miliardi che corrispondono al deficit del bilancio (che sarebbe quasi nullo se si annullassero i ribassi d’imposta concessi negli ultimi dieci anni) e 300 miliardi che corrispondono a vecchi debiti, che arrivano a scadenza e che siamo incapaci di rimborsare se non ci reindebitiamo per le stesse cifre qualche ora prima di rimborsarli.</p>
<p>Far pagare tassi d’interesse colossali per debiti accumulati cinque o dieci anni fa non aiuta a responsabilizzare i governi ma ad asfissiare le nostre economie facendo guadagnare le banche private; con il pretesto che ci sia un rischio, prestano a tassi molto elevati sapendo che non c’è alcun rischio reale, perché il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria garantirà la solvibilità degli Stati debitori. Bisogna finirla con questa concezione del due pesi due misure: ispirandoci a quello che ha fatto la banca centrale americana per <img title="Mario Draghi" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/01/Mario-Draghi.jpg" alt="Mario Draghi" width="150" height="173" />salvare il sistema finanziario, proponiamo che “il vecchio debito” dei nostri Stati possa essere rifinanziato a tassi vicini allo 0%.</p>
<p>Non c’è bisogno di modificare i trattati europei per metter in atto questa idea: certo, la Bce non è autorizzata a prestare agli Stati membri, ma può prestare senza limite agli organismi pubblici di credito (articolo 21.3 dello statuto del sistema europeo delle banche centrali) e alle organizzazioni internazionali (articolo 23 dello stesso statuto). Essa può dunque prestare allo 0,01 % alla Banca Europea degli Investimenti (Bei) o alla Cassa dei depositi; ed esse, a loro volta, possono prestare allo 0,02 % agli Stati che si indebitano per rimborsare i loro vecchi debiti. Niente impedisce di attuare tali finanziamenti fin da gennaio! Non lo si dice abbastanza: il bilancio dell’Italia presenta un’eccedenza primaria. Esso sarebbe dunque in equilibrio se l’Italia non dovesse pagare dei costi finanziari sempre più elevati. Bisogna lasciare che l’Italia affondi nella recessione e nella <a title="Post taggati con crisi" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/crisi/">c</a>risi politica o bisogna accettare di porre fine alle rendite bancarie private?</p>
<p>La risposta dovrebbe essere evidente per chi agisce in favore del bene comune. Il ruolo che i trattati attribuiscono alla Bce è di quello di vegliare sulla stabilità dei prezzi. Come può non reagire quando alcuni paesi vedono i rendimenti dei loro buoni del Tesoro raddoppiare o triplicare in qualche mese? La Bce deve anche controllare la stabilità delle nostre economie. Come può non agire quando il prezzo del debito minaccia di farci cadere in un recessione che, secondo il governatore della Banca d’Inghilterra, sarebbe «più grave di quella del 1930»? Se ci si attiene ai trattati, niente impedisce alla Bce d’agire con forza per far abbassare il costo del debito. Non solo non ci sono ostacoli che le impediscano di agire, ma anzi, ogni elemento la spinge <img title="Pierre Larrouturou" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/01/Pierre-Larrouturou.jpg" alt="Pierre Larrouturou" width="150" height="194" />in questa direzione. Se la Bce fosse fedele ai trattati dovrebbe far di tutto per diminuire il costo del debito pubblico. É parere comune che l’inflazione sia la cosa più inquietante.</p>
<p>Nel 1989, dopo la caduta del Muro di Berlino, è bastato un mese a Helmut Kohl, a François Mitterrand e agli altri capi di Stato Europei per decidere di creare la moneta unica. Dopo quattro anni di crisi, cosa aspettano ancora i nostri dirigenti per dare ossigeno alle nostre finanze pubbliche? Il meccanismo che proponiamo potrebbe applicarsi immediatamente, sia per diminuire il costo del vecchio debito che per finanziare gli investimenti fondamentali per il nostro avvenire, come ad esempio un piano europeo di risparmio energetico.</p>
<p>Quelli che richiedono la negoziazione di un nuovo trattato europeo hanno ragione: con i paesi che la vogliono bisogna costruire una Europa politica capace di agire sulla globalizzazione: un’Europa  veramente democratica come già la proponeva Wolfgang Schäuble e Karl Lamers nel 1994 o Joschka Fischer nel 2000. Occorre un trattato di convergenza sociale e una vera governance economica. Tutto ciò è indispensabile. Ma nessun nuovo trattato potrà esser adottato se il nostro continente sprofonda in una «spirale negativa» e i cittadini iniziano a detestare tutto quello che viene deciso a Bruxelles. È urgente inviare ai cittadini un segnale molto chiaro: l&#8217;Europa non è nelle mani delle lobby finanziarie. È al servizio dei suoi cittadini.</p>
<p>(Michel Rocard e Pierre Larrouturou, “Perché gli Stati devono pagare 600 volte più delle banche?”, da “<a title="Le Monde, Rocard e Larrouturou: perché pagare 600 volte più delle banche?" href="http://www.lemonde.fr/idees/article/2012/01/02/pourquoi-faut-il-que-les-etats-payent-600-fois-plus-que-les-banques_1624815_3232.html" target="_blank">Le Monde</a>” del 2 gennaio 2012. Tradotto da “<a title="Come don Chisciotte: l'intervento di Rocard" href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=9623" target="_blank">Comedonchisciotte.org</a>”, l’intervento è stato ripreso da “<a title="L'intervento di Michel Rocard su Megachip" href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7445-perche-gli-stati-devono-pagare-600-volte-piu-delle-banche.html" target="_blank">Megachip</a>”. <em>Già premier socialista francese, Rocard è ora ambasciatore; politico della “gauche” ed economista, Larrouturou è esponente di “Europe Écologie”</em>).</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>PIEZZ&#8217;E CORE</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 08:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Esplode un nuovo caso universitario a Pavia, denunciato sulla stampa. E’ il caso di una dottoressa che vince un concorso per ricercatrice, auspice i due genitori docenti entrambi nella Facoltà di Medicina e Chirurgia di Pavia. Ecco i fatti descritti da “Blitzquotidiano” ( 08.01.21, Fonte Corriere della Sera 07.01.12, Mario Pappagallo) di cui riportiamo l’articolo:
“ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esplode un nuovo caso universitario a Pavia, denunciato sulla stampa. E’ il caso di una dottoressa che vince un concorso per ricercatrice, auspice i due genitori docenti entrambi nella Facoltà di Medicina e Chirurgia di Pavia. Ecco i fatti descritti da “Blitzquotidiano” ( 08.01.21, Fonte Corriere della Sera 07.01.12, Mario Pappagallo) di cui riportiamo l’articolo:<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/università.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1511" title="MI150604INT_0001" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/università.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>“ &#8230;.<em>d</em><em>i qui il ricorso alla commissione etica. “No – dice la docente chirurga, mamma di Silvia, al Corriere della Sera -. Dietro al ricorso c’è un eccezione del Senato accademico preoccupato che il finanziamento privato possa in qualche modo l’indipendenza della programmazione universitaria. Ma questo era già stato appurato quando l’Ateneo ha autorizzato la convenzione”. <strong>E come ricorda il Corriere della Sera, nell’ottobre del 2010 l’università approva una convenzione con la onlus Humana Forma che si impegna a finanziare un posto per un ricercatore, che sarà pagato per 5 anni dall’ente privato e poi passerà a carico dell’ateneo</strong>. Novembre 2010: viene pubblicato il bando sul sito dell’ateneo pavese e su quello del ministero, rispondono un ricercatore di Napoli e Silvia Scevola. Agosto 2011: è nominata la commissione che giudicherà i candidati; ne fanno parte Aurelio Portincasa (università di Foggia), Guido Molea (università di Napoli, Federico II); il membro interno di Pavia è sostituito (da Francesco Moschella, università di Palermo) perché doveva essere un docente del settore disciplinare del concorso e l’unico a Pavia è la mamma di Silvia.</em></p>
<p><em>Il 25 novembre 2011 il colloquio con i candidati, si presenta solo Silvia. Pochi giorni dopo il rettore Angiolino Stella approva e firma gli atti della commissione e dichiara vincitrice del concorso la Scevola, che sarebbe dovuta entrare in servizio dal 31 dicembre scorso. Cosa non avvenuta perché il concorso è stato sospeso&#8221;&#8230;..</em></p>
<p>Nel 2002 avvenivano gli stessi fatti contestati all’Università di Siena. Su questi pende ora il vaglio della magistratura. Ecco di seguito la descrizione che ne facemmo su questo giornale nell’ottobre 2008.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>….“<em>Truffa dei posti con finanziamenti esterni”</em></strong><strong><em> </em></strong></p>
<p><em>Le spese fisse e obbligatorie per il personale di ruolo delle Università statali non possono eccedere il 90% di quanto lo Stato trasferisce sul fondo di finanziamento ordinario. Per aggirare tale vincolo, l’Università di Siena ha deciso di fare ricorso a finanziamenti esterni per istituire nuovi posti di docente. All’inizio i fondi esterni non incidono sul vincolo del 90%, ma una volta cessati i finanziamenti esterni la spesa per i ruoli tornerà a gravare sul limite del 90% e, contestualmente, sarà necessario riassorbire nuove risorse, corrispondenti ai posti di altri docenti che andranno in pensione dopo il 2012. In assenza di un regolamento e delle relative Convenzioni con Enti che disciplinino i criteri e le procedure per attivare nuovi ruoli di docente con finanziamenti esterni, l’iniziativa, piuttosto che una risorsa per l’Ateneo, rischia di renderne caotica l’amministrazione, favorire le clientele e gli imbrogli, danneggiare discipline essenziali e, in alcuni casi, far risultare come fondi esterni le risorse proprie dei Dipartimenti. Su questo argomento vi è l’anarchia più completa. Mancano le deliberazioni del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione relative alla stipula di una convenzione tra l’Università ed i soggetti che propongono il finanziamento. Spesso non è precisato il numero di annualità del contributo. Mancano le necessarie ed adeguate fideiussioni bancarie e/o assicurative a garanzia dell’adempimento delle obbligazioni assunte dal soggetto finanziatore. Non vengono indicate le discipline che, al momento in cui tali risorse vengono meno, perdono posto e budget per continuare a pagare lo stipendio ai docenti assunti con finanziamenti esterni. Tali posti, che non sono</em><em> aggiuntivi </em><em>ma</em><em> sostitutivi </em><em>di altri, vengono attivati al di fuori di una reale ed effettiva programmazione di Facoltà e di Ateneo. In qualche caso sono indicati soggetti che non hanno titolo a stipulare una convenzione. In altri casi vengono usati fondi che non sono destinabili ad attivare posti di ruolo. Infine, non esiste (perchè non inserito nel bilancio d’Ateneo) il budget relativo ai posti di ruolo attivati con finanziamenti esterni. La situazione odierna è la seguente: circa 90 posti di ricercatore, professori associati e ordinari, la maggior parte dei quali senza copertura finanziaria”…</em><em> </em></p>
<p>In pratica cosa succede? L’università non ha più fondi, allora si ricorre ad un finanziamento esterno, di solito Aziende Ospedaliere o Farmaceutiche e si attivano posti anziché progetti di ricerca, acquisti di grandi attrezzature o progetti destinati a brevetti, insomma tutto quello che fanno i Paesi evoluti nel campo della cultura. Noi attiviamo solo i posti destinati più spesso ai meritevoli od ai raccomandati. Questi posti poi, per legge, non possono non  essere riassorbiti dall’Università e quindi ci si muove nelle pieghe della Legge Bindi-Zecchino, che articola i rapporti controversi tra Aziende Ospedaliere e Università. Ora mi domando: Pallo Pinco, nato a Roccafucina e meritevole dottorando dell’Università di XLL è in grado di promuovere un’iniziativa che coinvolga il Direttore Generale di un’Azienda Ospedaliera, entrare nella programmazione della Facoltà XY e con il concerto di entrambi farsi assegnare un posto convenzionato? Se ci riesce, siamo nel Paese dei Sogni…….</p>
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		<title>ENERGIA VO CERCANDO CH&#8217;E&#8217; SI&#8217; CARA&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 10:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[C’era una Ditta di confezioni negli anni Cinquanta che si chiamava Monti: abiti belli abiti pronti. Questo era lo slogan! Il vestito su misura che ci ha confezionato Mister Loden va stretto a tutti e ci farà piangere per ripianare altrui errori.
Nello spiegare a sé stessi ed alla pubblica opinione la manovra  del Governo pro-tempore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’era una Ditta di confezioni negli anni Cinquanta che si chiamava <em>Monti: abiti belli abiti pronti. </em>Questo era lo slogan! Il vestito su misura che ci ha confezionato Mister Loden va stretto a tutti e ci farà piangere per ripianare altrui errori.</p>
<p>Nello spiegare a sé stessi ed alla pubblica opinione la manovra  del Governo pro-tempore, l’attenzione degli analisti economici sviluppa il nodo della pseudo-patrimoniale (IMU), la strettoia pensionistica ma non approfondisce il nodo energetico che da queste pagine abbiamo più volte chiamato in causa come fonte primaria di disavanzo.</p>
<p>Fare la storia della questione energetica significa ripercorrere almeno 50 anni di cronaca italiana, da Mattei che segnò la politica dell’indipendenza alla più recente esperienza di assoluta dipendenza energetica da paesi produttori. Mattei sperimentò la politica dell’aiuto all’estrazione, mettendo la nostra tecnologia a disposizione dei paesi che non sapevano estrarre. Oggi di questa ne abbiamo da vendere e difatti si chiama BTP. Non sono buoni del Tesoro ma è come se lo fossero perché il loro acronimo significa Banca Tecnologica dei Pagamenti. E’ quello che Mattei sperimentò con il Nuove Pignone <em>( ricordate La Pira che gli dice….” La Madonna mi ha detto che tu comprerai il Pignone, vero Enrico?&#8230;”).</em></p>
<p>Oggi l’ENI potrebbe scendere sul mercato<em> </em>petrolifero specie quello a basso costo dei paesi del Caspio (Turkmenistan,Utzbekistan etc) e condividere la BTP in cambio di estrazioni concorrenziali. La domanda crescerà sempre di più e per capirlo basta analizzare i consumi dello scorso anno.</p>
<p>Nel 2011 la quota di approvvigionamento di energia dai Paesi esteri è divenuta proporzionale alla spesa petrolifera, secondo il più classico modello domanda-offerta. Anche se il modello petrolio è atipico. Spesso si verifica che,  a  fronte di un incremento di domanda,  l’offerta venga meno per fenomeni di aggiotaggio al fine di far risalire il costo del greggio.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/800_4_Approvvigionamento_Italia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1497" title="800_4_Approvvigionamento_Italia" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/800_4_Approvvigionamento_Italia.jpg" alt="" width="800" height="534" /></a></p>
<p><strong>Secondo l&#8217;Unione Petrolifera, nel 2011 la spesa ha sfiorato i 62 miliardi di euro con un aumento di 8.9 miliardi rispetto al 2010. </strong>In termini di Pil significa una quota rilevante del 4%. Le stime per il 2012 però sono ancora più infauste, con una spesa energetica che potrebbe salire ancora di 3 miliardi superando la quota complessiva di 65 miliardi.</p>
<p>Rimanendo sul costo specifico dell&#8217;oro nero, <strong>nel 2011 si sarebbero spesi quasi 35 miliardi, ben 6,5 in più rispetto all&#8217;anno precedente</strong>. Un dato che dovrebbe essere incluso nelle previsioni di spesa e di manovra politica, se si considera la contrazione della nostra economia.</p>
<p>Ma questi dati sono calcolati in misura di una stabilizzazione del costo petrolifero, di cui nessuno ha certezza visti i sommovimenti delle aree geopolitiche interessate (Medio Oriente dove impazza l’enigma IRAN, aree del Caspio soggette alle tendenze politiche russe, leggi Putin, aree mediterranee ormai sotto influenza statunitense mediata dalle Sorelle che erano sette ma qualcuna si è mascherata all’uopo.</p>
<p><strong>Il prezzo da qui al 2015, secondo l&#8217;IEA potrebbe dunque salire tranquillamente sopra la soglia dei 150 al barile e dare luogo al sommovimento di domanda-offerta del 2008.</strong></p>
<p>Tutto dipenderebbe da potenziali scoperte di nuovi giacimenti, che farebbero la differenza. Unica consolazione è la quota totale di energie rinnovabili nel nostro paese è cresciuta del 6,1%, arrivando a coprire ben il 10,7% del totale.</p>
<p>Ora se L’ENI facesse davvero il suo mestiere, quello di Mattei per intenderci, ossia comprare e rimettere sul mercato al costo più basso, forse i problemi al distributore di carburante sarebbero minori! Nel frattempo mister B. sta mettendo a frutto i guadagni con l&#8217;Elephant Oil Field, costruito con Gheddafi e Putin. Ma la morte del Colonnello non ha arrestato il progresso dell&#8217;affare e la Lybian Oil non è uscita dal consorzio. <strong>Dunque cosa chiederà Mister Monti ai dirigenti libici nel suo incontro del 21 gennaio a Tripoli?</strong></p>
<p><strong>Un&#8217;altra domanda da fare al Premier pro-tempore: quali saranno gli accordi futuri con la Norvegia per il gas ed il greggio nordico? Che ruolo giuoca l&#8217;Italia nell&#8217;estrazione di quel greggio? Abbiamo forse ripristinato l&#8217;Istituto per il Commercio Estero anche per sviluppare scambi con la Norvegia? e se sì di quale tipo?</strong></p>
<p><strong>Insomma Prof. Monti, abbiamo una politica energetica alternativa allo schema personalistico del Suo predecessore?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>VENGO ANCH&#8217;IO? &#8230;.MA SI&#8217; TU SI&#8217;!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 13:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://associazionereds.com/?p=1486</guid>
		<description><![CDATA[Per comprendere appieno il significato dell&#8217;articolo apparso su PANORAMA, 2011, ANNO XLIX N.51, PAG. 31, qui riportato in copia, basterà far riferimento a quanto scritto negli anni passati sulle vicende poco nobili nelle quali alcuni personaggi  hanno coinvolto l&#8217;Università di Siena, tra le più antiche ed apprezzate in Europa.
http://associazionereds.com/2008/10/05/la-resistibile-ascesa-di-arturo-ui-tosi/

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per comprendere appieno il significato dell&#8217;articolo apparso su PANORAMA, 2011, ANNO XLIX N.51, PAG. 31, qui riportato in copia, basterà far riferimento a quanto scritto negli anni passati sulle vicende poco nobili nelle quali alcuni personaggi  hanno coinvolto l&#8217;Università di Siena, tra le più antiche ed apprezzate in Europa.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">http://associazionereds.com/2008/10/05/la-resistibile-ascesa-di-arturo-ui-tosi/</span></p>
<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/Diapositiva11.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1492" title="Diapositiva1" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/Diapositiva11.jpg" alt="" width="960" height="720" /></a></p>
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		<title>LA SINISTRA E L’EUROPA</title>
		<link>http://associazionereds.com/2011/12/12/la-sinistra-e-l%e2%80%99europa/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 07:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[LA SINISTRA E L’EUROPA
Felice Besostri, portavoce Gruppo di Volpedo, Network per il Socialismo Europeo
La sinistra in Europa e in particolare la sua parte maggioritaria, malgrado le recenti sconfitte, costituita dai partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti del PSE è di fronte ad un bivio. La scelta della direzione da intraprendere  è necessaria a causa  della crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA SINISTRA E L’EUROPA<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/europa.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1484" title="europa" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/europa.jpg" alt="" width="212" height="238" /></a></strong></p>
<p>Felice Besostri, portavoce Gruppo di Volpedo, Network per il Socialismo Europeo</p>
<p>La sinistra in Europa e in particolare la sua parte maggioritaria, malgrado le recenti sconfitte, costituita dai partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti del PSE è di fronte ad un bivio. La scelta della direzione da intraprendere  è necessaria a causa  della crisi della Zona Euro e della ormai evidente incapacità delle istituzioni europee di affrontarla e risolverla: le loro ricette di austerità e di taglio indiscriminato  della spesa sociale e di investimenti pubblici sono anzi destinate ad aggravarla, come il caso greco eloquentemente dimostra. La mancanza di una strategia di cooperazione europea è l’handicap da superare, se l’Europa, in questa crisi finanziaria di grande ampiezza, vuole  riaffermare il suo ruolo centrale di strumento di regolazione e protezione. I due consoli, Merkel e Sarkozy, si sono auto attribuiti un ruolo di comando, senza una legittimazione istituzionale, ma soprattutto con una povertà di visione europea dei problemi e perciò condizionati dagli umori dell’opinione pubblica e da una perdita di consenso nei loro paesi. La Merkel ha perso tutte le elezioni nei Länder, tranne una, dalle federali del 2009 e Sarkozy è dato battuto dallo sfidante socialista Hollande e addirittura minacciato dalla Le Pen per il secondo posto e il successivo ballottaggio. La realtà della UE è ancora marcata dal pensiero unico liberista sostenuto da una maggioranza di governi conservatori, malgrado che la crisi economico-finanziaria del 2008 avrebbe dovuto consigliare di non rivolgersi per curarla  a chi l’aveva provocata. I deficit pubblici di molti Stati hanno diverse componenti,  anche strutturali e di antica data, ma si sono aggravati a causa del salvataggio delle entità bancarie e finanziarie, che non sono state riformate, così come i mercati finanziari sono tuttora largamente sregolati. Il bivio che si presenta alla sinistra è di scegliere se per vincere la crisi, mantenere la coesione politica e sociale, salvaguardando il modello europeo, occorra più Europa o meno Europa con un ritorno  a sovranità nazionali piene. Nell’anti europeismo i partiti di sinistra rischiano di essere surclassati dai movimenti populisti di destra, xenofobi e nazionalisti, ripeterebbero l’errore, su altro versante, di quando si è inseguito la destra sul terreno della sicurezza. Allora erano le componenti moderate della sinistra a compiere l’errore, mentre sul terreno antieuropeista sono le formazioni di sinistra antagonista a battere la grancassa.  La sinistra riconquisterà consensi se saprà indicare come uscire dalla crisi e non semplicemente denunciando le malefatte del capitalismo. Non deve ripetere l’errore della crisi del 1929, in cui sia i socialdemocratici che i comunisti videro semplicemente la conferma delle loro critiche al capitalismo. Dalla crisi si uscì  grazie alle ricette di Keynes, un liberale, ma soprattutto con la Seconda Guerra Mondiale. Se l’Euro salta, va in pezzi anche l’Europa, un’istituzione con gravi difetti e deficit democratici e troppo condizionata dai centri di potere del complesso industrial-finanziario-miiltare, che si estende ai due lati dell’Atlantico. L’Europa va riformata, ma non destrutturata, con un ritorno ad una sovranità nazionale ancora più fragile nel mondo globalizzato e con l’emergenza di grandi economie anche in altri continenti. Se il paso per una Federazione europea di 27 Stati appare un ‘utopia, lo è molto meno una cooperazione rafforzata, consentita dal Trattato di Lisbona, tra i paesi della Zona Euro e che può essere approfondita,  anche a livello politico, tra i sei Paesi fondatori più La Spagna, come propone il gruppo francese di riflessione “<em>Inventer à gauche</em>”.. L’asse del integrazione europea e di un coordinamento  dei bilanci, come proporrà la Merkel al prossimo vertice europeo  del 9 dicembre è inaccettabile senza una monetizzazione del debito da parte della BCE, un allungamento al 2016 del termine per il pareggio di bilancio e un piano di rilancio della crescita della crescita finanziato con <em>eurobond</em> emessi sul mercato con l’aiuto della BEI e destinati a progetti di investimento nei settori prioritari della ricerca e dell’insegnamento superiore, delle infrastrutture di trasporto e telecomunicazioni intereuropee, delle energie rinnovabili e nel risparmio energetico  e della protezione ambientale. Un tale progetto non può che essere compito di forze di sinistra e progressiste con matrice socialista.  La sinistra italiana allo stato è la più arretrata, esclusa come è dal parlamento nazionale e da quello europeo, e per una struttura politica lontana da quella prevalente in Europa, ma tra i suoi meriti storici vi è il Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli e nel campo socialista il pensiero europeista di  Eugenio Colorni e Ignazio Silone e una sensibilità internazionalista pacifista e solidaria largamente diffusa in tutte le sue componenti. Questi elementi dovrebbero però fondersi in un progetto politico unitario, largo e plurale e con respiro europeo da sviluppare prima della prossima scadenza elettorale, da celebrare con un’altra legge, e prendendo occasione dal 120° anniversario della fondazione a Genova  nel 1892 del Partito dei Lavoratori italiani: ricominciamo da capo e riproviamoci ancora potrebbero essere le parole d’ordine.</p>
<p>Lugano 1 dicembre 2011</p>
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		<title>MILANO CAMERA A GAS</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 10:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Era questo il titolo di un articolo edito il 24 novembre 1985 sull&#8217;EUROPEO. Vi si pubblicavano i dati preoccupanti della morbosità e mortalità per malattia respiratoria cronica ( C.O.L.D.)a cura della Clinica Tisiologica dell&#8217;Università, frutto delle ricerche dell&#8217;allora Consulente del Comune sui problemi ambientali. Dopo 26 anni siamo &#8221; da capo a 12&#8243;. Adesso Pisapia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era questo il titolo di un articolo edito il 24 novembre 1985 sull&#8217;EUROPEO. Vi si pubblicavano i dati preoccupanti della morbosità e mortalità per malattia respiratoria cronica ( C.O.L.D.)a cura della Clinica Tisiologica dell&#8217;Università, frutto delle ricerche dell&#8217;allora Consulente del Comune sui problemi ambientali. Dopo 26 anni siamo &#8221; da capo a 12&#8243;. Adesso Pisapia continuerà a farci volare ma in un mare di smog. Ecco alcuni possibili rimedi:</p>
<p><strong>PROPOSTE DI MISURE DI CONTROLLO DEGLI EFFETTI DELLA QUALITA’ DELL’ARIA A MILANO</strong></p>
<p>Premettendo che l’inquinamento atmosferico delle metropoli era di tipo industriale ( Londra fine XIX secolo), adesso la polluzione è del tipo Los Angels anni settanta ( ossidi di azoto da traffico) FIG.1<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/Diapositiva3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1476" title="Diapositiva3" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/Diapositiva3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>I maggiori nemici erano negli anni passati i motori a combustione che utilizzano benzina. Sollevato il problema del PB Tetra-etile leucemogeno, e sostituito questo con l’addizione di benzene, ci ritroviamo una polluzione da BENZINA che è costituita da emissione di benzene libero e di NOx.</p>
<p>I nuovi post-combustori catalizzati hanno enormemente ridotto l’inquinamento da Monossido di Carbonio, oggi in pratica inesistente, ma forniscono una polluzione da Metalli pesanti, nocivi per l’apparato riproduttore ed immunocompetente. ( FIG. 2)</p>
<p>D’altra parte l’inquinamento più temibile per l’apparato cardiovascolare, ancorchè quello respiratorio, è costituito dalle PM ( 10 , 5, 2.5, 0.5) particolato liberato dall’aggregazione su un atomo di zolfo di altri compound. Recenti studi (Am. Heart Ass., 2009) hanno indicato che picchi di inquinanti creino le premesse per un picco di morbosità cardiovascolare ( ipertensione e crisi coronariche) nei quattro giorni immediatamente successivi. Il crossing-over delle vetture diesel su quelle benzine crea il problema della liberazione dei PM non solo nelle grandi città dove il rapporto tra numero di vetture/ numero di abitanti è inferiore all’unità ma soprattutto nei piccoli centri dove l’offerta di trasporto pubblico è necessariamente inferiore a quello metropolitano. In una città come Busto Arsizio il rapporto è di 1000 vetture su 1000 abitanti, mentre a Milano su 1000 vetture registriamo 728 vetture.</p>
<p>Il problema risiede dunque in due sottotipi:</p>
<p>La congestione da traffico che significa paralisi delle attività produttive della metropoli</p>
<p>L’inquinamento non tanto da CO2 ( che è un falso problema) quanto da gas tossici e asfissianti ( So2, Nox, Metalli pesanti)<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/Diapositiva4.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1478" title="Diapositiva4" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/Diapositiva4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>PROPOSTE A BREVE TERMINE:</p>
<p>Controllo della qualità dei carburanti per mezzi pubblici e di pubblica utilità, ricorrendo ai carburanti ecologici quali quelli desolforati, metanizzati e cetanizzati;</p>
<p>Incentivi fiscali per l’impiego di gasolii cetanizzati.( vedi pdf in calce).</p>
<p>Incentivi per la conversione dei mezzi di pubblica utilità (taxi, autoambulanze etc.) da propulsione benzina a propulsione GPL o metano (incentivi non inferiori a 4 milioni di euro nel quinquennio 2007-2012).</p>
<p>Costituzione di Consorzio costituito da Banche, Compagnie Petrolifere e Comune al fine di varare una Credit Card (Green Card) dedicata esclusivamente all’acquisto di gasolii ad alta cetanizzazione, con contributo del Comune. I fruitori della Credit Card, utilizzata esclusivamente per l’acquisto del gasolio verde, possono accedere o circolare liberamente</p>
<p>Introduzione di misure di controllo per i camini domestici, applicando la legge n.16 del 4-11-05 della Regione Lombardia, con eliminazione delle caldaie a BTZ, olio combustibile e carbon-coke;</p>
<p>Ulteriori incentivi fiscali ( DPR  9 del 1991)</p>
<p>Controllo della salute respiratoria nel comprensorio di Milano mediante apposite Convenzioni tra Comune e Ospedali, ivi compresi i Poli Universitari, per l’impiego nel territorio delle Unità Operative, Servizi,ed Ambulatori di Fisiopatologia Respiratoria.</p>
<p>Istituzione di Osservatori Epidemiologici sulle Malattie da Inquinanti Atmosferici che si faranno carico di censire le popolazioni da studiare individuandole nelle seguenti categorie:</p>
<p>- popolazione studentesca,nell&#8217;ambito della scuola dell&#8217;obbligo</p>
<p>- popolazione di lavoratori addetti ad industrie limitrofe,esposti ad esalazioni da combustioni e da vernici del manufatto artigianale.</p>
<p>- lavoratori esposti a rischio di traffico quali forza pubblica addetta ed operatori ecologici, autoferrotranviari e vigili della Polizia Locale ( lavori usuranti).</p>
<p>PROPOSTE A MEDIO TERMINE</p>
<p>Rinnovo parco autobus e mezzi pubblici, con sostituzione degli Euro 0 in Euro 4;</p>
<p>Eliminazione delle vetture più inquinanti ( attualmente il 16% dell’intero parco).</p>
<p>Incremento delle Corsie preferenziali per mezzi pubblici fino a 150-200 km.</p>
<p>Incentivazioni per i processi di conversione delle vetture private a motorizzazione benzina versus GPL e metano;</p>
<p>Verifiche sui Controlli per il Bollino Blu (attualmente sul 12% dell’intero parco auto privato).</p>
<p>Incentivazioni per gli abbonamenti ai mezzi pubblici ed uso di ticket unico di scambio acquisibile nei parcheggi ed utilizzabile per un giorno sui mezzi pubblici.</p>
<p>Appendix</p>
<p>Principali Combustibili</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="918">
<tbody>
<tr>
<td>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="100%" valign="top">La     nafta è la frazione di greggio contenente principalmente     idrocarburi</p>
<p>alifatici lineari  con punto di ebollizione tra 125° e 240°C.</p>
<p>È quindi un prodotto intermedio tra la benzina e     il kerosene.</p>
<p>È un liquido incolore che viene utilizzato come     solvente, diluente</p>
<p>per vernici, carica per la produzione di  olefine (etilene) e diolefine</p>
<p>(butadiene) e carica del reforming catalitico per     ottenere benzine.</p>
<p>La nafta è correntemente nota anche come benzina     pesante.</p>
<p>Nell’accezione italiana corrente si indicano con     questo nome sia</p>
<p>l’olio combustibile, costituito da residui della     lavorazione</p>
<p>degli oli minerali, sia il gasolio per     autotrazione.</p>
<p>Nell’agosto      del 1973 il Sindaco Aniasi converti</p>
<p>l’uso della     nafta a gasolio per ridurre le emissioni. Nafta , gasolio</p>
<p>e gasolio “cetanizzato” si distinguono per un     numero sempre minore</p>
<p>dell’uso dello zolfo che da luogo al particolato.     Le caratteristiche  antidetonanti     (numero di ottano) e quelle di</p>
<p>accendibilità (numero di cetano) di un     combustibile sono inversamente proporzionali.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="100%" valign="top">Le caratteristiche antidetonanti (numero di     ottano) e quelle di accendibilità (numero di cetano) di un combustibile</p>
<p>sono inversamente proporzionali. Per questo motivo     il gasolio non può essere usato nei propulsori a ciclo Otto</p>
<p>mentre la benzina sì.</p>
<p>Il gasolio ha normalmente valori del numero di     cetano intorno a 50-52: un aumento del numero di cetano</p>
<p>a 58 consentirebbe di far diminuire il particolato     del -20% ed i COx del- 25%.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>E IO PAGO&#8230;&#8230;..</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 04:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Le lacrime di Elsa Fornero, per quanto sincere e forse naturali, che ricordano vagamente la commozione di Marida Bolognesi all&#8217;atto della fiducia al Governo DINI ( 1995) non rendono giustizia agli italiani delle iniquità assurde del Governo Tecnocratico che attua palesi forme di ingiustizia fiscale.
Le spese per armamenti, le spese per la produzione di armi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Le lacrime di Elsa Fornero, per quanto sincere e forse naturali, che ricordano vagamente la commozione di Marida Bolognesi all&#8217;atto della fiducia al Governo DINI ( 1995) non rendono giustizia agli italiani delle iniquità assurde del Governo Tecnocratico che attua palesi forme di ingiustizia fiscale.</div>
<div>Le spese per armamenti, le spese per la produzione di armi pesanti, veicoli militari e indotto non sono state toccate e neanche sfiorate. Il Ministro della Difesa Di Paola ha tenuto le posizioni. Ribadiamo la necessità che il Governo si ponga ALMENO il problema delle proprietà immobiliari del Vaticano in Italia. Rammentiamo a Monti il lungo elenco di immobili, romano ed anche milanese. con la preghiera di dirlo agli italiani: &#8221; Scusatemi ho questo problema ed aiutatemi a risolverlo&#8230;..&#8221;<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/250px-Roma14_flickr.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1470" title="250px-Roma14_flickr" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/250px-Roma14_flickr.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/ferrovia_cavalcavia1_5.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-1471" title="ferrovia_cavalcavia1_5" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/12/ferrovia_cavalcavia1_5-300x234.gif" alt="" width="300" height="234" /></a></div>
<div>Ecco l&#8217;elenco degli immobili del Vaticano &#8220;deicizzati&#8221; a Roma e Milano</div>
<div id="_mcePaste">ROMA</div>
<div id="_mcePaste">1. AEDES PLACIDA via Como 45 ang. via Pavia,23 00161 Roma (RM) 2. AL CASALETTO – CASA PER FERIE ANCELLE DELLA CARITÀ Via del Casaletto, 538 00151 Roma (RM) 3. ALBERGO ”GIUSTI”vIstituto Suore di S.Anna della Provvidenza Via Giusti, 500185 Roma (RM) 4. ALBERGO NOVA DOMUS Via Girolamo Savonarola, 38 00195 Roma (RM) 5. ANCELLE DI MARIA IMMACOLATA Via Gualtiero Castellini, 29 00168 Roma (RM) 6. ASSOCIAZIONE CATTOLICA INTERNAZIONALE AL SERVIZIO DELLA GIOVANE – ACISJF Via Urbana, 158 00184 Roma (RM) 7. ASSOCIAZIONE FARNESE Via del Mascherone, 59 00186 Roma (RM) 8. CASA ACCOGLIENZA DON ORIONE Via della Camilluccia, 120 00135 Roma (RM) 9. CASA ACCOGLIENZA ISTITUTO PICCOLE ANCELLE DI CRISTO RE Via Aurelia, 325 00165 Roma (RM) 10. CASA ADELE Via Biagio Pallai, 4 00151 Roma (RM) 11. CASA BEATA MARIA MARGHERITA CAIANI Via Fabio Massimo, 26 00192 Roma (RM) 12. CASA BETANIA Via Portuense, 741 00148 Roma (RM) 13. CASA BONUS PASTOR VICARIATO DI ROMA Via Aurelia, 208 00165 Roma (RM) 14. CASA BUON PASTORE VILLA DUE LEONI Via Siculiana, 4 00133 Roma (RM) 15. CASA CATERINA VOLPICELLI Via XX Settembre, 68/B 00187 Roma (RM) 16. CASA D’ACCOGLIENZA TRINITA’ DEI MONTI P.za Trinità dei Monti, 3 00187 Roma (RM) 17. CASA DEL PELLEGRINO DEL SANTUARIO MADONNA DEL DIVINO AMORE Loc. Castel di Leva – Via Ardeatina, Km 12 00134 Roma (RM) 18. CASA DELFINA Via Tommaso Salvini, 10 00197 Roma (RM) 19. CASA DELLA GIOVANE Annibale di Francia Circ. Appia, 142 00179 Roma (RM) 20. CASA DELL’AVIATORE V.le dell’Università, 20 00185 Roma (RM) 21. CASA DELL’AVIATORE dipendenza Via Lazzaro Spallanzani, 42 00161 Roma (RM) 22. CASA DI ACCOGLIENZA Borgo Santo Spirito, 41 00193 Roma (RM) 23. CASA DI ACCOGLIENZA BETANIA MARIANA V.le Jonio, 10 00141 Roma (RM) 24. CASA DI ACCOGLIENZA DELLE RELIGIOSE DEI SACRI CUORI DI GESÙ E MARIA Via Tuscolana, 327 00181 Roma (RM) 25. CASA DI ACCOGLIENZA E SPIRITUALITÀ ENRICO DE OSSÓ Via Valcannuta, 134 00166 Roma (RM) 26. CASA DI ACCOGLIENZA PER STUDENTESSE DELLE RELIGIOSE DI GESÙ E MARIA Via Nomentana, 325 00162 Roma (RM) 27. CASA DI ACCOGLIENZA SUORE FIGLIE DI CRISTO RE Via della Pisana, 332 00163 Roma (RM) 28. CASA DI ACCOGLIENZA TABOR Via Paolo III, 9 00165 Roma (RM) 29. CASA DI ESERCIZI SS. GIOVANNI E PAOLO PER IL CLERO E RELIGIOSI P.za Ss.Giovanni e Paolo, 13 00184 Roma (RM) 30. CASA DI NAZARETH Via Vicenza, 33 00185 Roma (RM) 31. CASA DI NAZARETH (LA) Via Martino V, 25 00167 Roma (RM) 32. CASA DI PROCURA DELL’ORDINE TEUTONICO Via Nomentana, 421 00162 Roma (RM) 33. CASA DI S.TA BRIGIDA P.za Farnese, 96 00186 Roma (RM) 34. CASA DI S.TA BRIGIDA Via delle Isole, 34 00198 Roma (RM) 35. CASA DI SPIRITUALITÀ S.TA RAFFAELLA MARIA Via XX Settembre, 65/B 00187 Roma (RM) 36. CASA DIVINA PROVVIDENZA Via Matteo Bartoli, 255 00143 Roma (RM) 37. CASA DON DOMENICO LEONATI Via Fabiola, 65 00152 Roma (RM) 38. CASA DOMITILLA Via delle Sette Chiese, 280 00147 Roma (RM) 39. CASA FAMIGLIA SUORE BENEDETTINE DI CARITÀ Via di Torre Argentina, 76 00186 Roma (RM) 40. CASA FIGLIE DI S. GIUSEPPE Via degli Estensi, 133 00164 Roma (RM) 41. CASA GIUSEPPE ALLAMANO Via Piero Foscari, 52 00139 Roma (RM) 42. CASA IL ROSARIO Via Sant’Agata dei Goti, 10 00184 Roma (RM) 43. CASA IMMACOLATA SUORE IMMACOLATINE Via Quintiliano, 4 00136 Roma (RM) 44. CASA LA SALLE Via Aurelia, 476 00165 Roma (RM) 45. CASA LOPEZ VICUNA Via Palestro, 23 00185 Roma (RM) 46. CASA MADRE DELLA DIVINA PROVVIDENZA Via del Forte Braschi, 75 00167 Roma (RM) 47. CASAMADRE E REGINA DEL CARMELO Via del Prato, 35 00172 Roma (RM) 48. CASA MADRE TERESA Via del Casaletto, 128 00151 Roma (RM) 49. CASA MARCELLO SPINOLA Via Ticino, 3 00198 Roma (RM) 50. CASA MARIA AUSILIATRICE Via Tito Livio, 24 00136 Roma (RM) 51. CASA MARIA IMMACOLATA Via Ezio, 28 00192 Roma (RM) 52. CASA MARIA SS. ASSUNTA Via Pineta Sacchetti, 261 00168 Roma (RM) 53. CASA MATER CARMELI Via Ludovico di Savoia, 27 00185 Roma (RM) 54. CASA MATER ECCLESIAE Via Pineta Sacchetti, 502 00168 Roma (RM) 55. CASA MATER IMMACULATA Via Monte del Gallo, 38 00165 Roma (RM) 56. CASA MONSIGNOR AURELIO BACCIARINI Via Bernardino Telesio, 4/B</div>
<div id="_mcePaste">00195 Roma (RM) 57. CASA MONTEMARIO RESIDENZA CALASANZIANA Via degli Scolopi, 31 00136 Roma (RM) 58. CASA MYSTERIUM CHRISTI Via Merulana, 174 00185 Roma (RM) 59. CASA NOSTRA SIGNORA DELL’ATONEMENT Via Monte del Gallo, 105 00165 Roma (RM) 60. CASA NOSTRA SIGNORA DI FATIMA Via del Gianicolo, 4/A 00165 Roma (RM) 61. CASA NOSTRA SIGNORA MADRE DELLA MISERICORDIA Via Montecucco, 25 00148 Roma (RM) 62. CASA PADRI VOCAZIONISTI Via Cortina d’Ampezzo, 140 00135 Roma (RM) 63. CASA PAOLO VI V.le Vaticano, 92 00165 Roma (RM) 64. CASA PAPA GIOVANNI XXIII ISTITUTO DELLE SUORE FRANCESCANE ANGELINE Via Villa Troili, 26 00163 Roma (RM) 65. CASA PER FERIE “MARGHERITA TERESA” Via Aci Catena, 4 00133 Roma (RM) 66. CASA PER FERIE “CASA RAVASCO” Via Pio VIII, 28 00165 Roma (RM) 67. CASA PER FERIE ANCELLE DEL SANTUARIO Via David Salinieri, 5 00154 Roma (RM) 68. CASA PER FERIE AUXILIUM CHRISTIANORUM Via Giuseppe Missori, 19 00165 Roma (RM) 69. CASA PER FERIE DOMUS URBIS Opera Don Guanella Via della Bufalotta, 550 00139 Roma (RM) 70. CASA PER FERIE IL ROMITELLO Via Vincenzo Viara De Ricci, 24 00168 Roma (RM) 71. CASA PER FERIE MADRE SERAFINA Via Monte Fumaiolo, 29 00139 Roma (RM) 72. CASA PER FERIE MARIA SS. ASSUNTA Via Casilina, 235 00175 Roma (RM) 73. CASA PER FERIE S. ELISABETTA Via dell’Olmata, 9 00184 Roma (RM) 74. CASA PER FERIE S. JUAN DE RIBEIRA Via Aurelia, 337 00165 Roma (RM) 75. CASA PER FERIE S. RITA Via Nomentana, 514 00141 Roma (RM) 76. CASA PER FERIE S.TA MARIA ALLE FORNACI P.za Santa Maria alle Fornaci, 27/31 00165 Roma (RM) 77. CASA PER FERIE S.TA RITA P.za Madre Maria Teresa Spinelli 00141 Roma (RM) 78. CASA PER FERIE SACRO CUORE &#8211; SUORE PALLOTTINE Via di Porta Maggiore,34 00185 Roma (RM) 79. CASA PER FERIE SANTA EMILIA DE VIALAR Suore di San Giuseppe dell’Apparizione Via Paolo III, 16 00165 Roma (RM) 80. CASA PER FERIE SEVERINO FABRIANI Via Don Carlo Gnocchi, 70 00166 Roma (RM) 81. CASA PER FERIE VILLA BENEDETTA SUORE BENEDETTINE DELLA PROVVIDENZA Via della Moletta, 10 00154 Roma (RM) 82. CASA PER FERIE ”VILLA MARIA ROSA MOLAS” Suore di Nostra Signora della Consolazione Via Cervino, 6 00141 Roma (RM) 83. CASA PIA ADORAZIONE DEL SACRO CUORE Via Pineta Sacchetti, 231 00168 Roma (RM) 84. CASA POLACCA GIOVANNI PAOLO II Via Cassia, 1200 00189 Roma (RM) 85. CASA PRESENTAZIONE Via S. Agatone Papa, 16 00165 Roma (RM) 86. CASA REGINA ANGELORUM Via S. Giovanni della Croce, 33 00166 Roma (RM) 87. CASA REGINA PACIS Via di Bravetta, 267 00164 Roma (RM) 88. CASA S. BERNARDO Via Laurentina, 289 00142 Roma (RM) 89. CASA S. BERNARDO 2 Via Laurentina, 289 00142 Roma (RM) 90. CASA S. CARLO Via del Corso, 437 00186 Roma (RM) 91. CASA S. GIUSEPPE Via Iberia, 21 angolo Via Urbisaglia, 10 00183 Roma (RM) 92. CASA S. PIETRO D’ALCANTARA Via al Quarto Miglio, 117 00178 Roma (RM) 93. CASA S. ROSARIO T. Salvini, 2G Parioli 00197 Roma (RM) 94. CASA S. SISTO SUORE DOMENICANE Via Druso, 2 00184 Roma (RM) 95. CASA S. SOFIA Piazza Madonna dei Monti, 3 00184 Roma (RM) 96. CASA S.TA MARIA Via Appia Nuova, 1009 00178 Roma (RM) 97. CASA S.TA MARIA DEGLI ANGELI Via della Storta, 783 00123 Roma (RM) 98. CASA S.TO SPIRITO SUORE MISSIONARIE BENEDETTINE DI TUTZING Via dei Bevilacqua, 60 00163 Roma (RM) 99. CASA SACRA FAMIGLIA per turismo religioso, sociale e culturale V.le della Primavera, 41 00172 Roma (RM) 100. CASA SACRO COSTATO Via Alberto Vaccari, 9 00135 Roma (RM) 101. CASA SACRO CUORE Via Tommaso Zigliara, 19 00168 Roma (RM) 102. CASA SAN BENEDETTO MENNI Via Morgagni, 41 00161 Roma (RM) 103. CASA SAN GABRIELE Via Trionfale, 12840 00135 Roma (RM) 104. CASA SAN VINCENZO PALLOTTI Via di Porta Maggiore, 34 00185 Roma (RM) 105. CASA SANTA FRANCESCA ROMANA A PONTE ROTTO – PALAZZO DEI PONZIANI Via dei Vascellari, 61 00153 Roma (RM) 106. CASA SANT’AGATA Via Sant’Agata dei Goti, 24 00184 Roma (RM) 107. CASA SANT’ANNA Via Bari, 15 00161 Roma (RM) 108. CASA SANT’ORSOLA DELLE SUORE ORSOLINE Via del Casaletto, 541 00151 Roma (RM) 109. CASA SS. ANGELI CUSTODI Via Palmaria, 10 00141 Roma (RM) 110. CASA VACANZA RAINBOW HOUSE Raffaele Balestra, 44 00152 Roma (RM)</div>
<div id="_mcePaste">111. CASA VERSIGLIA CASA SALESIANA PER FERIE Viale Mazzini, 15 00045 Genzano di Roma (RM) 112. CASALE BOCCALEONE Via Collatina Vecchia, 127 00155 Roma (RM) 113. CATTEDRALE S. CUORE DI GESÙ E MARIA Via del Cenacolo, 43 – Loc. La Storta Roma (RM) 114. CENTRO ACCOGLIENZA “P.G. MINOZZI” Via dei Gigli d’Oro, 15 00186 Roma (RM) 115. CENTRO CULTURALE INTERNAZIONALE GIOVANNI XXIII Via del Conservatorio, 1 00186 Roma (RM) 116. CENTRO DI ACCOGLIENZA S. DOMENICO Congr. Suore Domenicane del SS. Sacramento Via degli Appennini, 37 00198 Roma (RM) 117. CENTRO DI DIFFUSIONE E DI SPIRITUALITÀ Via dei Riari, 44 00165 Roma (RM) 118. CENTRO DI SPIRITUALITÀ MARIA DE MATTIAS Via G. Baccelli, 88 00030 San Vito Romano (RM) 119. CENTRO DI SPIRITUALITÀ NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE Loc. La Storta – Via Cassia, 1826 00123 Roma (RM) 120. CENTRO DI SPIRITUALITÀ S.TA BRIGIDA Via Cassia, 2040 00123 Roma (RM) 121. CENTRO GIOVANILE S. BENEDETTO Via del Gazometro, 23 00154 Roma (RM) 122. CENTRO MISSIONARIO MARIANO CRISTO REDENTORE Via Galatea, 122 – La Rustica 00155 Roma (RM) 123. CENTRO RELIGIOSO BOEMO VELEHRAD Via delle Fornaci, 200 00165 Roma (RM) 124. CENTRO TRA NOI Via Machiavelli, 25 00185 Roma (RM) 125. CENTRO UNIVERSITARIO MARIANUM Via M. Boiardo, 30 00185 Roma (RM) 126. CENTRO UNIVERSITARIO REGINA MUNDI P.le Aldo Moro, 9 00185 Roma (RM) 127. CLARETIANUM L.go Lorenzo Mossa, 4 00165 Roma (RM) 128. COLLEGIO CELIMONTANO Fondazione Rui Via Palestro, 7 00185 Roma (RM) 129. COLLEGIO FRANCESCANO DI S. FRANCESCO A RIPA P.za San Francesco d’Assisi, 88 00153 Roma (RM) 130. COLLEGIO INTERNAZIONALE DI TERRA SANTA Via di Boccea, 590 00166 Roma (RM) 131. COLLEGIO KER MARIA Via E. Tanzi, 67 00135 Roma (RM) 132. COLLEGIO PORTANEVIA Fondazione Rui Via Laurentina, 86/q 00142 Roma (RM) 133. COLLEGIO S. CRISOGONO MARTIRE P.za Sonnino, 44 00153 Roma (RM) 134. COLLEGIO S. DAMIANO Via Villa Maggiorani, 16 00168 Roma (RM) 135. COLLEGIO S. LUCA L.go Francesco Vito, 1 00168 Roma (RM) 136. COLLEGIO SACRA FAMIGLIA – SUORE COLLEGINE DELLA SACRA FAMIGLIA Via Achille Mauri, 14 00135 Roma (RM) 137. COLLEGIO SCOZZESE Via Cassia, 481 00189 Roma (RM) 138. COLLEGIO UNIVERSITARIO VILLA DELLE PALME Fondazione Rui Lungotevere delle Armi, 12/13 00195 Roma (RM) 139. COMPAGNIA DI MARIA NOSTRA SIGNORA Via Nomentana, 333 00162 Roma (RM) 140. COMUNITÀ DELL’ASCOLTO – VILLAVERJUS Via Dronero, 9 00166 Roma (RM) 141. CONCEZIONISTE MISSIONARIE Via Nino Bixio, 75 00185 Roma (RM) 142. CONVENTO FRATIMINORI CAPPUCCINI P.za San Francesco, 2 00045 Genzano di Roma (RM) 143. CONVENTO SANT’AGOSTINO Seminario Agostiniano 00032 Carpineto Romano (RM) 144. CONVITTO ECCLESIASTICO INTERNAZIONALE CASA S. CARLO Via del Corso, 437 00186 Roma (RM) 145. CONVITTO PIO IX Via San Giovanni in Laterano, 73 00184 Roma (RM) 146. DOMUS AURELIA Via Aurelia, 218 00165 Roma (RM) 147. DOMUS AVENTINA Via di Santa Prisca, 11 00153 Roma (RM) 148. DOMUS CARMELITANA Via Alberico II, 44 00193 Roma (RM) 149. DOMUS INTERNATIONALIS PAULUS VI Via della Scrofa, 70 00186 Roma (RM) 150. DOMUS MARIAE Via Aurelia, 481 00165 Roma (RM) 151. DOMUS NOVA BETHLEM Via Cavour, 85/A 00184 Roma (RM) 152. DOMUS NOVA BETHLEM Via Cavour, 85/A 00184 Roma (RM) 153. DOMUS ROMANA SACERDOTALIS FONDAZIONE VATICANA Via della Traspontina, 18 00193 Roma (RM) 154. DOMUS SESSORIANA P.za di S. Croce in Gerusalemme, 10 00185 Roma (RM) 155. DOMUS VITELLIA Via Vitellia, 95 00152 Roma (RM) 156. ELISABETTA VENDRAMINI Via della Pineta Sacchetti, 145 00167 Roma (RM) 157. EREMO DOMENICANE DI S.TA ROSA DA LIMA Via del Pescaccio, 101 00166 Roma (RM) 158. EUGENIA RAVASCO P.za Galeno, 6 00162 Roma (RM) 159. EUGENIA RAVASCO P.za Stazione di San Pietro, 37 00165 Roma (RM) 160. FAMILY HOUSE Via Bixio, 72 00185 Roma (RM) 161. FIGLIE DELLA CROCE Via dell’Arancio, 68 00186 Roma (RM) 162. FIGLIE DI CRISTO RE Via Anicio Paolino, 64 00178 Roma (RM) 163. FONDAZIONE DI SANTO STEFANO D’UNGHERIA – CASA PER FERIE Via del Casaletto, 481 00151 Roma (RM) 164. FONDAZIONE GIOVANNI XXIII Via di Torre Rossa, 68 00165 Roma (RM) 165. FOYER PHAT DIEM</div>
<div id="_mcePaste">Via Pineta Sacchetti, 45 00167 Roma (RM) 166. FRATERNA DOMUS Vic. del Leonetto, 16 00186 Roma (RM) 167. FRATERNITA’ SAN CARLO BORROMEO Via Boccea, 761 00166 Roma (RM) 168. HOTEL C.A.RI.S.MA. Centro Accoglienza Ricreativo Stella Maris V.le Marconi, 700 00146 Roma (RM) 169. HOTEL CASA TRA NOI Via Monte del Gallo, 113 00165 Roma (RM) 170. HOTEL DOMUS PACIS Via di Torre Rossa, 94 00165 Roma (RM) 171. HOTEL PONTE SISTO Via dei Pettinari, 64 00186 Roma (RM) 172. HOTEL S.TA PRISCA L.go M. Gelsomini, 25 00153 Roma (RM) 173. HOTEL VILLA ROSA Via Giovanni Prati, 1 00152 Roma (RM) 174. I GIGLI DELLA MONTAGNA CASA PER FERIE SANT’ORSOLA Via Monte Senario, 83 00141 Roma (RM) 175. ISTITUTO BAMBIN GESÙ Via Urbana, 1 00184 Roma (RM) 176. ISTITUTO CARDINALE G. GUARINO Via degli Urali, 30 00144 Roma (RM) 177. ISTITUTO CAVANIS Via Casilina, 600 00177 Roma (RM) 178. ISTITUTO DELL’ASSUNZIONE V.le Romania, 32 00196 Roma (RM) 179. ISTITUTO DELLE SUORE CARMELITANE Via Trionfale, 6157 00135 Roma (RM) 180. ISTITUTO DON CALABRIA Via Giambattista Soria, 13 00168 Roma (RM) 181. ISTITUTO ECCLESIASTICO MARIA IMMACOLATA Via del Mascherone, 55 00186 Roma (RM) 182. ISTITUTO FIGLIE DI MARIA MISSIONARIE Via Giovanni Battista Canobi, 18 00151 Roma (RM) 183. ISTITUTO FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE Via Cassia, 1826 Loc. La Storta Roma (RM) 184. ISTITUTO IMMACOLATA CONCEZIONE DI N.S. DI LOURDES Via Domenico Tardini, 40 00167 Roma (RM) 185. ISTITUTO LEGA – SUORE DELLA SACRA FAMIGLIA Via Cimone, 19 00141 Roma (RM) 186. ISTITUTO MADRE MARIA ZILERI &#8211; ORSOLINE MISSIONARIE DEL SACRO CUORE Via Nomentana, 309 00162 Roma (RM) 187. ISTITUTO MARCHESA TERESA GERINI Via Tiburtina, 994 00156 Roma (RM) 188. ISTITUTO MARIA CONSOLATRICE Via degli Etruschi, 13 00185 Roma (RM) 189. ISTITUTO MATER DOLOROSA Via Alessandro Torlonia, 14 00161 Roma (RM) 190. ISTITUTO MATER ECCLESIAE Salita Monte del Gallo, 27 00165 Roma (RM) 191. ISTITUTO NOSTRA SIGNORA DELLA COMPASSIONE Via Orti di Galba, 13 00152 Roma (RM) 192. ISTITUTO NOSTRA SIGNORA DI LOURDES Via Sistina, 113 00187 Roma (RM) 193. ISTITUTO PUREZZA DI MARIA SANTISSIMA V.le Parioli, 49/51 00197 Roma (RM) 194. ISTITUTO RELIGIOSE ORSOLINE U.R. CASA PER FERIE Via Nomentana, 34 00161 Roma (RM) 195. ISTITUTO S. GIOVANNI BOSCO V.le dei Salesiani, 9 00175 Roma (RM) 196. ISTITUTO S. GIUSEPPE Via L. Luzzati, 11 00185 Roma (RM) 197. ISTITUTO S. GIUSEPPE DELLA MONTAGNA V.le Vaticano, 88 00165 Roma (RM) 198. ISTITUTO S. GIUSEPPE DI CLUNY Via Angelo Poliziano, 38 00184 Roma (RM) 199. ISTITUTO S. TOMMASO DI VILLANOVA V.le Romania, 7 00196 Roma (RM) 200. ISTITUTO S.TA CATERINA DA SIENA P.le Numa Pompilio, 45 00184 Roma (RM) 201. ISTITUTO S.TA DOROTEA Salita Sant’Onofrio, 38 00165 Roma (RM) 202. ISTITUTO S.TA GIULIANA FALCONIERI Via S. Giuseppe Calasanzio, 1 00186 Roma (RM) 203. ISTITUTO S.TE RUFINA E SECONDA Via della Lungaretta, 92 00153 Roma (RM) 204. ISTITUTO SACRA FAMIGLIA DI URGELL Via Dandolo, 25 00153 Roma (RM) 205. ISTITUTO SACRO CUORE Via Valtellina, 97 00151 Roma (RM) 206. ISTITUTO SALESIANO S. LUIGI VERSIGLIA V.le Mazzini, 15 00045 Genzano di Roma (RM) 207. ISTITUTO SAN GAETANO – CASA PER FERIE – ROMA Viale di Trastevere, 251 00153 Roma (RM) 208. ISTITUTO SANT’ORSOLA DI SAN CARLO A SANT’AMBROGIO Via Livorno, 50 00162 Roma (RM) 209. ISTITUTO SIORE DELLE POVERELLE Via Baccaria, 5 – Loc. La Storta Roma (RM) 210. ISTITUTO SUORE ADORATRICI Via Alessandro Torlonia, 6 00161 Roma (RM) 211. ISTITUTO SUORE BUON SALVATORE Via Leopardi, 17 00185 Roma (RM) 212. ISTITUTO SUORE CARMELITANE TERESIANE Via Tasso, 157 00185 Roma (RM) 213. ISTITUTO SUORE DI S. GIUSEPPE DI CHAMBERY Via del Casaletto, 260 00151 Roma (RM) 214. ISTITUTO SUORE OSPEDALIERE DI S. PAOLO DI CHARTES P.za Sessa Aurunca, 9 00177 Roma (RM) 215. LA NOSTRA FAMIGLIA Via Brenta, 14 00198 Roma (RM) 216. MADONNA CENACOLO Via Vincenzo Ambrosio, 9 Roma (RM) 217. MADRE MARIA EUGENIA V.le Romania, 32 00197 Roma (RM) 218. MAESTRE PIE FILIPPINI L.go Santa Lucia Filippini, 20 00186 Roma (RM)</div>
<div id="_mcePaste">219. MATER MUNDI Via Lorenzo Rocci, 64 00151 Roma (RM) 220. MERCEDARIE DELLA CARITÀ Via Iberia, 8 00183 Roma (RM) 221. MISSIONARIE DELL’IMMACOLATA Via dei Quattro Cantoni, 36 00184 Roma (RM) 222. MONASTERO DI S. BERNARDO ALLE TERME Via Torino, 94 00184 Roma (RM) 223. MONASTERO DI S. PAOLO FUORI LE MURA Via Ostiense, 186 00146 Roma (RM) 224. MONASTERO DI S.TA MARIA DEI SETTE DOLORI Via Garibaldi, 27 00153 Roma (RM) 225. MONASTERO DI S.TA SUSANNA Via XX Settembre, 14 00187 Roma (RM) 226. MONASTERO RUSSO USPENSKIJ Via della Pisana, 342 00163 Roma (RM) 227. MONASTERO SANTI VINCENZO E ANASTASIO Via Acque Salvie, 1 00142 Roma (RM) 228. NUOVO JOANNEUM L.go Francesco Vito, 1 00168 Roma (RM) 229. OASI FRANCESCANA Via Forte Trionfale, 2 00135 Roma (RM) 230. OASI FRANCESCANA Tiburtina km 47,200 loc. San Cosimato 00029 Roma (RM) 231. OASI SAN GIUSEPPE Via del Fontanile Arenato, 277 00163 Roma (RM) 232. OBLATE DI S.TA FRANCESCA ROMANA DEL MONASTERO DI TOR DE’ SPECCHI Via del Teatro Marcello, 32 00186 Roma (RM) 233. OPERA S. PIO X Via degli Etruschi, 36 00185 Roma (RM) 234. OSPITALITA’ PAOLINA VILLA BASSI Via Giacinto Carini, 24 00152 Roma (RM) 235. OSTELLO (TESSERA AIG) Viale delle Olimpiadi, 61, Foro Italico Roma (RM) 236. OSTELLO MARELLO Via Urbana, 50 00184 Roma (RM) 237. PARVA DOMUS MARIAE Via di Valle Alessandra, 35 00133 Roma (RM) 238. PENSIONATO S. PAOLO V.le F. Baldelli, 41 00146 Roma (RM) 239. PENSIONE ANCELLE DELL’AMORE MISERICORDIOSO Via Casilina, 323 00176 Roma (RM) 240. PIE OPERAIE DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE FRANCESCO ANTONIO MARCUCCI Via dei Sabelli, 177 00185 Roma (RM) 241. PONTIFICIO ATENEO SALESIANO P.za dell’Ateneo Salesiano 00139 Roma (RM) 242. PROCURA GENERALE- SUORE MISSIONARIE PALLOTTINE Casa Per Ferie V.le delle Mura Aurelie, 7/B San Pietro 00165 Roma (RM) 243. QUO VADIS Via Luigi Capucci, 4 00147 Roma (RM) 244. RELIGIOSE DI MARIA IMMACOLATA Via Cassia, 585 00189 Roma (RM) 245. RESIDENZA DI OSPITALITÀ PROTETTA AGOSTINO GEMELLI L.go A. Gemelli, 8 00168 Roma (RM) 246. RESIDENZA MADRI PIE ROMA Via Alcide de Gasperi, 4 (Cavalleggeri) A 150 metri dal colonnato di sinistra di P.zza San Pietro 00165 Roma (RM) 247. RESIDENZA SANITARIA DI OSPITALITA’ PROTETTA L.go Francesco Vito, 1 00167 Roma (RM) 248. RESIDENZA UNIVERSITARIA INTERNAZIONALE (RUI) Fondazione Rui Via Sierra Nevada, 10 00144 Roma (RM) 249. SALESIANUM BEATO MICHELE RUA Via della Pisana, 1111 00163 Roma (RM) 250. SANTA CHIARA Via della Cava Aurelia, 17 00165 Roma (RM) 251. SANTA LUCIA FILIPPINI Via delle Botteghe Oscure, 42 00186 Roma (RM) 252. SANTA MARIA Via di Villa Ricotti, 2/4 00161 Roma (RM) 253. SANTUARIO N.S. DI FATIMA Via Ponte Terra, 8 00010 San Vittorino Romano (RM) 254. SEMINARIO INTERNAZIONALE GIOVANNI PAOLO II Via Monte della Farina, 64 00186 Roma (RM) 255. ST. ROSE’S VILLA ROSA Via delle Terme Deciane, 5 00153 Roma (RM) 256. SUORE DEI POVERI DI S. VINCENZO DE’ PAOLI Via Carlo Emanuele I, 14 00185 Roma (RM) 257. SUORE DEL PREZIOSISSIMO SANGUE Santa Maria Mediatrice, 8 00165 Roma (RM) 258. SUORE DEL SACRO CUORE DEL VERBO INCARNATO Via G.A. Guattani, 7 00161 Roma (RM) 259. SUORE DELLA RIPARAZIONE Via Aurelia, 481 00165 Roma (RM) 260. SUORE DELLA S.TA FAMIGLIA DI VILLEFRANCHE L.go Arrigo VII, 2 00153 Roma (RM) 261. SUORE DELLA SACRA FAMIGLIA &#8211; ISTITUTO LEGA Via Cimone, 19 00141 Roma (RM) 262. SUORE DELLO SPIRITO SANTO Via della Pineta Sacchetti, 227 00168 Roma (RM) 263. SUORE DI CARITA’ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE D’IVREA Via della Lungaretta, 92 00153 Roma (RM) 264. SUORE DI CARITÀ DI N.S. DEL BUONO E PERPETUO SOCCORSO Via Merulana, 170 00185 Roma (RM) 265. SUORE DI MARIA SS. DELLA PURITÀ Via S. Croce in Gerusalemme, 96 00185 Roma (RM) 266. SUORE DI NOSTRA SIGNORA DEL BUON SOCCORSO Via degli Artisti, 38 00187 Roma (RM) 267. SUORE DI NOSTRA SIGNORA DEL RITIRO AL CENACOLO P.za Madonna del Cenacolo, 15 00136 Roma (RM) 268. SUORE DI S. FILIPPO NERI Via Monte Pertica, 23 00195 Roma (RM) 269. SUORE DI S. GIOVANNI BATTISTA V.le Giulio Cesare, 108 00192 Roma (RM) 270. SUORE DI S.TA MARIA MADDALENA POSTEL</div>
<div id="_mcePaste">Via di Porta Pertusa, 2 00165 Roma (RM) 271. SUORE DI SANTA BRIGIDA Via Cassia, 2040 – Loc. La Storta Roma (RM) 272. SUORE DOMENICANE DELLA BEATA IMELDA Via Trionfale, 8338 00135 Roma (RM) 273. SUORE FRANCESCANE DELLA CROCE DEL LIBANO Via Fratelli Bandiera, 19 00152 Roma (RM) 274. SUORE MARCELLINE Via Dandolo, 59 00153 Roma (RM) 275. SUORE MERCEDARIE MISSIONARIE DI BERRIZ V.le Pola, 10 00198 Roma (RM) 276. SUORE OBLATE DI S. FRANCESCO SAVERIO Via del Calice, 36 00178 Roma (RM) 277. SUORE ORSOLINE DI MARIA IMMACOLATA Via Dandolo, 46 00153 Roma (RM) 278. SUORE PIE OPERAIE Via di Torre Argentina, 76 00186 Roma (RM) 279. SUORE SALESIANE DEI SACRI CUORI Via Guicciardini, 4 00184 Roma (RM) 280. SUORE SALESIANE OBLATE DEL SACRO CUORE Via Bonvesin de la Riva, 55 00137 Roma (RM) 281. SUORE TERZIARIE FRANCESCANE DELLA MADRE DEL DIVIN PASTORE Via Pio VIII, 16 00165 Roma (RM) 282. TEATRO ORIONE Via Tortona, 7 00183 Roma (RM) 283. VILLA ANGELI Via P. Bentivoglio, 12 00165 Roma (RM) 284. VILLA ANNUNZIATA Via di Villa Maggiorani, 9 00168 Roma (RM) 285. VILLA AURELIA Via Leone XIII, 459 00165 Roma (RM) 286. VILLA AURELIA Via del Casale di San Pio V, 20 00165 Roma (RM) 287. VILLA EUR PARCO DEI PINI P.le Marcellino Champagnat, 2 00144 Roma (RM) 288. VILLA FATIMA – SUORE OBLATE DEL SANTISSIMO REDENTORE Via P. Bentivoglio, 1 00165 Roma (RM) 289. VILLA LANTE Via San Francesco di Sales, 18 00165 Roma (RM) 290. VILLA LETIZIA Via Diomede Marvasi, 30 00165 Roma (RM) 291. VILLA LITUANIA P.za Asti, 25 00182 Roma (RM) 292. VILLA MARIA L.go Giovanni Berchet, 4 Monteverde vecchio 00152 Roma (RM) 293. VILLA MARIA CRISTINA BRANDO Via Cassia, 490 00189 Roma (RM) 294. VILLA MARIA INES Missionarie Clarisse del Santissimo Sacramento Via Cardinal Garampi, 17 00167 Roma (RM) 295. VILLA MARIA PIA Via Aurelia, 564 00165 Roma (RM) 296. VILLA MARIA REGINA Via della Camilluccia, 687 00135 Roma (RM) 297. VILLA MATER REDEMPTORIS Via Francesco Tamagno, 38 00168 Roma (RM) 298. VILLA PRIMAVERA Via della Stazione di Ottavia, 86/88 00135 Roma (RM) 299. VILLA ROSARIO Via Pietro d’Assisi, 15 00151 Roma (RM) 300. VILLA S. GIOVANNI BATTISTA Via del Casale di S. Pio V, 1 00165 Roma (RM) 301. VILLA S. GIUSEPPE Via Antonio Cerasi, 3 00152 Roma (RM) 302. VILLA S. ROMANO Via Casale di Tor di Quinto, 11/13 00191 Roma (RM) 303. VILLA S. VINCENZO FERRERI Via Maria Domenica Brun Barbantini, 151 00123 Roma (RM) 304. VILLA SERENA S.TA MARIA Via della Pisana, 321 00163 Roma (RM) 305. VILLA XIMENES COLLEGIO UNIVERSITARIO Via Bartolomeo Eustachio, 2 00161 Roma (RM) 306. VILLAGGIO S. GIUSEPPE Via Selva Candida, 671 00166 Roma (RM)</div>
<div id="_mcePaste">E A MILANO…1. CASA DEL CLERO DOMUS MATER ECCLESIAE 2. CASA DEL CLERO SAN TOMMASO 3. CASA DEL GIOVANE DELL\’OPERA DON ORIONE 4. CASA IMMACOLATA CONCEZIONE 5. CENTRO GIOVANILE PAVONIANO 6. CENTRO PAOLO VI 7. CENTRO SALESIANO PAOLO VI 8. CENTRO UNIVERSITARIO – COLLEGIO UNIVERSITARIO ARCIVESCOVILE 9. COLLEGIO LUDOVICIANUM 10. COLLEGIO SUORE STIMMATINE 11. COLLEGIO UNIVERSITARIO TORRESCALLA 12. COLLEGIO UNIVERSITARIO VISCONTEA 13. ISTITUTO CASATI 14. ISTITUTO GHISLANZONI 15. ISTITUTO LA CASA 16. ISTITUTO MARIANUM 17. ISTITUTO PREZIOSISSIMO SANGUE 18. ISTITUTO SACRO CUORE 19. ISTITUTO SAN GAETANO 20. MONASTERO SAN BENEDETTO 21. OSTELLO PER LA GIOVENTÙ ”PIERO ROTTA” – AIG 22. PATRONATO S. VINCENZO &#8211; CASA UNIVERSITARIA MASCHILE 23. PENSIONATO EGIDIO TREZZI DEL L’OPERA CARD. FERRARI 24. PENSIONATO FEMMINILE MADRE CABRINI 25. PENSIONATO FEMMINILE SAN PAOLO 26. PENSIONATO FIGLIE DI SANT’ANGELA MERICI 27. PENSIONATO MARIA IMMACOLATA 28. PENSIONATO MARIA SS. CONSOLATRICE 29. PENSIONATO ORSOLINE MISSIONARIE DEL SACRO CUORE 30. PENSIONATO PADRE SEMERIA 31. PENSIONATO SAN FILIPPO 32. PENSIONATO SANTA GIULIANA 33. PENSIONATO UNIVERSITARIO ACISJF 34. PENSIONATO UNIVERSITARIO BERTONI 35. PENSIONATO UNIVERSITARIO S. FRANCESCO 36. RESIDENZA ALTAI &#8211; FONDAZIONE RUI 37. RESIDENZA SANTA MARCELLINA 38. RESIDENZA UNIVERSITARIA ISTITUTO GONZAGA 39. RESIDENZA UNIVERSITARIA TORRIANA – FONDAZIONE RUI 40. SUORE CAPPUCCINE DI MADRE RUBATTO 41. SUORE IMMACOLATINE 42. SUORE ORSOLINE DELLA SACRA FAMIGLIA</div>
<div id="_mcePaste">DAL SITO DE &#8220;IL MALE&#8221;: http://www.ilmale.net/2011/12/ici-sulla-prima-chiesa-lelenco-degli-immobili-del-vaticano-deicizzati-a-roma-e-milano/#comment-78</div>
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		<title>DOPO PAPA MONTINI, PAPA MONTI</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 07:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti anni fa il settimanale EUROPEO pubblicò una serie di  articoli dedicati all&#8217;interminabile elenco di immobili di proprietà del Vaticano, siti in Roma e dintorni. Negli anni Settanta, in piena era DC, la patrimoniale era un bestemmia. Ciò derivava anche dal fatto che molti importanti capoluoghi di regione, erano sede di attacchi massici speculativi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti anni fa il settimanale EUROPEO pubblicò una serie di  articoli dedicati all&#8217;interminabile elenco di immobili di proprietà del Vaticano, siti in Roma e dintorni. Negli anni Settanta, in piena era DC, la patrimoniale era un bestemmia. Ciò derivava anche dal fatto che molti importanti capoluoghi di regione, erano sede di attacchi massici speculativi e di devastazione del territorio. Vedi il &#8220;sacco&#8221;  di Palermo (Ciancimino firmò, in una sola notte del 1959, 3000 licenze edilizie) e la devastante crescita di Roma in mano ai costruttori. Erano gli anni in cui la liquidità, portata dagli spalloni, era depositata nelle banche estere. Erano gli anni in cui il diritto societario era impermeabile agli accertamenti della finanza. Erano gli anni in cui gli italiani del ceto medio-borghese investivano i loro risparmi nella casa di proprietà. Impensabile, dunque, una patrimoniale per i seguenti motivi:</p>
<p>1) avrebbe colpito il ceto medio-borghese, ricco serbatoio della DC ed i grossi costruttori, specie romani (&#8230;della serie &#8220;Ah Frà che te serve?&#8221;)</p>
<p>2) non avrebbe colpito le grandi concentrazioni societarie.</p>
<p>Fausto Bertinotti sbagliò solo i tempi in cui chiedeva, da segretario di RC, la patrimoniale e difatti il Governo Prodi ( 1998) cadde anche su questo. Oggi si riparla di tassazioni debite a grandi concentrazioni proprietarie e dunque dovrebbe tornare in ballo la questione Vaticano, a dispetto dei nuovi accordi concordatari firmati da Craxi.</p>
<p>La Chiesa cattolica ci costa oltre quattro miliardi di euro all&#8217;anno, tra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e mancato gettito fiscale. La prima voce comprende il miliardo di euro dell&#8217;otto per mille, i 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell&#8217;ora di religione, altri 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. E qui c’è da ricordare che nella legge di stabilità, ultima del Governo Burlesquoni, sono stati stanziati altri 70 milioni per ripianare debiti di ospedali di proprietà religiosa ( leggi Ospedali <a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/11/PAPA-MONTI.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1458" title="POPE/" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/11/PAPA-MONTI-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Bambin Gesù e Policlinico Gemelli). Tra le voci “variabili” ma non di certo eventuali ci sono i finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (1,5 mld) all&#8217;ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro), per una media annua, nell&#8217;ultimo decennio, di 250 milioni. A questi due miliardi di contributi diretti alla Chiesa si somma il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, oggi al centro di un&#8217;inchiesta dell&#8217;Unione Europea per &#8220;aiuti di Stato&#8221;. Un elenco sterminato. Sempre con prudenza si può valutare in una forbice fra 400 ai 700 milioni il mancato incasso per l&#8217;Ici , in 500 milioni le esenzioni da Irap, Ires e altre imposte, in altri 600 milioni l&#8217;elusione fiscale legalizzata del turismo cattolico, con un flusso annuale da e per l&#8217;Italia  di quaranta milioni di visitatori e pellegrini. Il totale supera i <strong>quattro miliardi</strong> all&#8217;anno, dunque una mezza finanziaria, un Ponte sullo Stretto. Vorrà Monti intervenire in questo “mare magnum” di benefit alla Sacra Santa Madre Chiesa?</p>
<p>A questo proposito riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta di MASSIMO RAGNEDDA, ricercatore precario,  a Mario Monti dal tenore inequivoco.</p>
<p>Gentile professore</p>
<p>mi permetto di scriverle una lettera pubblica per farle qualche domanda. Abbiamo tutti notato il cambio di stile (finalmente un po’ di sobrietà e serietà), la sua professionalità e signorilità. Aspetti che, personalmente, mi rendono particolarmente felice, ma che da soli, vien da sé, non bastano. Dopo anni di volgarità e teatrini molto tristi, una persona per bene, normale e incensurata ci sembra un miracolo (come Enrico Letta le ha ricordato in quella lettera privata divenuta pubblica), mentre dovrebbe essere la <em>conditio sine qua non</em> per fa politica. Ma non è sullo stile che voglio interloquire con Lei.</p>
<p><strong>Come nostro presidente del Consiglio dovrà prendere delle decisioni molto difficili in nome e per conto degli italiani</strong>.</p>
<p>Sinora lei ha goduto di un trattamento molto speciale da parte dei media nazionali: un po’ come i telegiornali Mediaset o il TG1 e il TG2 trattavano il suo predecessore. Converrà con me che questo non è giornalismo. Il cambiamento di stile lo vogliamo anche in queste cose: la possibilità di avere risposte a domande concrete. L’opinione pubblica ha il diritto di sapere, al di là della sbornia di entusiasmo, da chi è guidata e quali sono, al di là dei proclami, i suoi obiettivi di governo. Insomma, vogliamo sapere chi pagherà la crisi.</p>
<p><strong>Mi permetto, perciò, di farle qualche domanda. Sarò chiaro e diretto, nel solco del nuovo stile da Lei inaugurato</strong>.</p>
<p>Secondo Lei c’è la Goldman &amp; Sachs dietro all’ondata di speculazioni che ha in pochissimo tempo innalzato artificialmente lo <em>spread</em> tra i buoni del tesoro italiani e quelli tedeschi portando così alle dimissioni del suo predecessore? E se sì per quale motivo? Lo chiedo a lei perché, oltre che esimio economista, è stato consulente della Goldman Sachs (come Gianni Letta e Mario Draghi). La domanda non è sul suo passato (a proposito è solo passato?) ma sulla più stringente attualità. Per amor di cronaca, ricordo, che lei non ha alcun ruolo esecutivo o dirigenziale all’interno della banca, ma è dal 2005 International Advisor per la suddetta e potente banca d’affari. Chi meglio di Lei allora può rispondere alla domanda se questa banca ha condizionato (e, chissà, magari continuerà a farlo) o meno l’andamento dei mercati favorendo speculazioni spregiudicate che hanno contribuito alla progressiva crisi finanziaria di questi ultimi anni? È così? Come cittadini abbiamo il diritto di sapere e ora Lei come rappresentante della politica economica del nostro paese ha il dovere civile e morale di aiutarci a capire.</p>
<p>Sia Lei che il premier greco Lucas Demetrios Papademos, oltre ad essere tecnici nominati presidenti del consiglio senza passare dalla legittimità popolare, avete un passato in comune nei grossi organi finanziari internazionali: crede si tratti di una banale coincidenza? Glielo chiedo sinceramente e senza dietrologia: crede che il vostro passato (non del tutto passato) nei grandi organismi della finanza internazionale abbia influito sulla vostre nomine? <strong>E se sì, perché la grande finanza internazionale ha spinto per farvi insediare, non democraticamente, alla guida di un Paese sovrano? Questo influenzerà la vostra politica economica?</strong></p>
<p>Proprio in queste ore il suo collega greco ha iniziato l’opera di svendita dello Stato sovrano greco:un piano di privatizzazioni che dovrebbe fruttare 1,7 miliardi quest’anno e 9,3 miliardi di euro nel 2012. Tra le altre cose venderà ai privati l’Opap, attiva nelle scommesse sportive e il gruppo raffiniero Hellenic Petroleum.<strong> Saranno inoltre privatizzati i comparti dell’acqua e del gas naturale</strong>. Ci può rassicurare che questo non succederà in Italia? È a conoscenza che quasi 27 milioni di persone in Italia qualche mese fa hanno chiaramente detto che l’acqua è e deve rimanere pubblica?</p>
<p>Lei è presidente onorario del think-thank <em> Bruegel</em>, un gruppo di pressione politico intellettuale finanziato da 16 Stati e 28 multinazionali con lo scopo di influire privatamente sulle politiche economiche comunitarie. Questo suo incarico può, in qualche misura, influire sulla gestione dei beni comuni di uno <strong>Stato sovrano? Qualcuno avanza il sospetto che a Lei spetti l’ingrato compito di vendere i gioielli di famiglia</strong>, ad esempio ENI, ENEL, FINMECCANICA, e sempre i soliti dietrologi, pensano che Lei li venderà proprio alle multinazionali con le quali in questi anni ha stretto rapporti di collaborazione. Si sente di escludere nella maniera più netta questa ipotesi? Si impegna pubblicamente a non privatizzare i gioielli di famiglia? Perché svendere (e a chi?) le poche aziende che producono un reddito?</p>
<p>Le faccio questa domanda perché qualora lei vendesse a privati i gioielli di Stato, viene il legittimo sospetto che siano proprio queste multinazionali e le banche ad aver creato la crisi, portato gli stati sull’orlo del fallimento, così da far nominare primo ministro un tecnocrate neoliberista cresciuto nei loro ambienti, <strong>per (s)vendere le aziende buone</strong>. Si sente di rassicurarci su questo punto?</p>
<p>Lei è una delle persone più importanti della TRILATERAL (organizzazione fondata nel 1973 per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti del gruppo Bilderberg e del Council on Foreign Relations, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski). A Lei spetta il compito di coordinare il lavoro del nucleo europeo dell’organizzazione. Ci spiega cosa è esattamente la trilaterale e quale sia il suo personale ruolo all’interno di questa organizzazione?</p>
<p>In un memorabile documento prodotto dalla Commissione Trilaterale nel 1975 dal titolo “<a href="http://www.wrijneveld.nl/Boekenplank/BoekenVanAanhangersVanDeNieuweWereldOrde/1975-TC-The-Crisis-of-Democracy.pdf">The Crisis of Democracy</a>” e firmato da Michel Crozier,  Samuel P. Huntington e Joji Watanuki si parla esplicitamente di eccesso di democrazia  statunitense che inficia l’efficienza della Casa Bianca, o riporto testualmente,<strong>«L’efficiente conduzione di un sistema politico democratico</strong> usualmente ha bisogno di una certa misura di apatia ed ignavia da parte di una fetta della popolazione» (pag. 124).  Democrazia che inficia l’efficienza? Sistema democratico che per funzionare ha bisogno di apatia e ignavia da parte della popolazione? Sono affermazioni antidemocratiche e che vanno contro la volontà dei cittadini. Cosa pensa di queste definizioni scritte nere su bianco dalla Commissione di cui fa parte? È disposto, qualora proponga delle scelte “lacrime e sangue”, a sentire l’opinione dei cittadini o crede che l’opinione dei cittadini infici le scelte dell’esecutivo? Non vorremmo che succedesse quanto accaduto in Grecia qualche settimana fa quando l’ex premier ha proposto un referendum (ovvero chiedere ai cittadini greci di esprimersi sulla crisi) ed è stato subito sostituito da Lucas Demetrios Papademos, anche lui membro della Trilaterale, ex governatore della Banca di Grecia e vice Presidente della BCE. Si sente di rassicurarci su questo punto?</p>
<p>In un convegno tenuto alla LUISS qualche tempo fa lei ha esplicitamente dichiarato: «Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico,<strong> ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale</strong>, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata».</p>
<p>Che significa che l’Europa ha bisogno di crisi e che solo in seguito a questa gli stati sono pronti a cedere parti della sovranità? Visto che la crisi è stata in parte indotta dalle speculazioni finanziarie è azzardato pensare che tali speculazioni siano create <em>ad hoc</em> per spingere la collettività nazionale a fare cessioni che altrimenti non accetterebbero? Ci può dare rassicurazioni in merito?</p>
<p>Dal 9 al 12 giugno 2011 a St. Moritz in Svizzera si è riunito l’esclusivo <a href="http://www.bilderbergmeetings.org/participants_2011.html">gruppo Bildeberg</a>: tra gli invitati risultano 5 italiani: Lei, Giulio Tremonti (da quel momento in poi spina nel fianco del governo), John Elkann (Fiat), Franco Bernabè (Telecom), Paolo Scaroni (ENI).  Quali decisioni sono state prese in quella sede? <strong>E per conto di chi? Ci può spiegare, per evitare facili dietrologie, cosa sia il gruppo Bildeberg?</strong> Si sa che la zona è stata completamente militarizzata, soldati e servizi segreti di mezzo mondo a vostra difesa. Perché? Non crede che l’opinione pubblica abbia il diritto di sapere cosa si decide in quelle stanze segrete? È lecito pensare che la sua partecipazione a quel vertice abbia spianato la strada alla sua elezione (pardon, nomina) a presidente del Consiglio? D’altronde, sia Clinton che Blair, parteciparono al meeting proprio un anno prima della loro elezione. Ci può rassicurare in merito?</p>
<p>Lei è stato rettore di una grossa Università privata e forse non ha la percezione della distruzione della scuola e della Università pubblica portata avanti negli ultimi anni. Mi permetto di farle notare qualche dato: con la legge 133 del 2008, alla scuola pubblica italiana sono stati sottratti in 3 anni più di 8 miliardi di euro e 140.000 lavoratori. <strong>L’obiettivo, nel piano di stabilità, è quello di assegnare, entro il 2015, soltanto il 3,7%</strong>del PIL alla spesa per l’istruzione (mentre nel 2010 era il 4,2% e in Europa supera oggi il 6%). Quali intenzioni ha il suo governo in merito? Continuare a tagliare i finanziamenti alla scuola e alla Università pubblica e regalare i finanziamenti alle scuole e alle Università private? <strong>Infine</strong>, la Chiesa Cattolica, come ben noto, non paga Ici, Irpef, Ires Imu, Tasse immobiliari e doganali, gas, acqua e fogne. Tutto a carico dei contribuenti italiani. Possiede una bella fetta del patrimonio immobiliare Italiano e con l’8 per mille toglie quasi 1 Miliardo di Euro all’anno all’Italia. Lei ha detto che è necessario che paghi anche chi, sinora, non ha pagato: si riferisce anche alla Chiesa Cattolica?</p>
<p><strong>Certo di una sua Cordiale risposta Le auguro buon lavoro. </strong>Massimo Ragnedda, precario della ricerca.</p>
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		<title>IL CANCELLO DOVE E&#8217; NATA LA NOSTRA COSTITUZIONE&#8230;.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 18:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://associazionereds.com/?p=1452</guid>
		<description><![CDATA[…Dietro ad ogni articolo di questa Costituzione voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, morti fucilati, impiccati, morti in Russia, in Africa, morti nelle strade di Milano di Firenze che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte. No, non è una carta morta, è un Testamento di 100 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/11/calamamdrei.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1453" title="calamamdrei" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/11/calamamdrei.jpg" alt="" width="209" height="240" /></a><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/11/resistenza.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1454" title="resistenza" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/11/resistenza-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/11/villa-belmonte.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1455" title="villa belmonte" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/11/villa-belmonte-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>…Dietro ad ogni articolo di questa Costituzione voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, morti fucilati, impiccati, morti in Russia, in Africa, morti nelle strade di Milano di Firenze che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte. No, non è una carta morta, è un Testamento di 100 mila morti.</p>
<p>Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità andate lì, o giovani, con il pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione….</p>
<p>PIERO CALAMANDREI, Discorso agli studenti di Milano sulla Costituzione, 1955</p>
]]></content:encoded>
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		<title>FINIS SMERALDA</title>
		<link>http://associazionereds.com/2011/11/07/finis-smeralda/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 15:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://associazionereds.com/?p=1438</guid>
		<description><![CDATA[Causa sfratto cercasi Due Camere ed un Gabinetto.

La fine della saga burlesquoniana è nelle cose e soprattutto nei numeri. La legislatura XVI si inaugura nel maggio del 2008 e termina virtualmente in questi giorni per complessivi tre anni e mezzo di legislatura che corrispondono a 42 mesi di attività lavorativa, fatta salva qualche vacanza in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Causa sfratto cercasi Due Camere ed un Gabinetto.<br />
</strong></p>
<p>La fine della saga burlesquoniana è nelle cose e soprattutto nei numeri. La legislatura XVI si inaugura nel maggio del 2008 e termina virtualmente in questi giorni per complessivi tre anni e mezzo di legislatura che corrispondono a 42 mesi di attività lavorativa, fatta salva qualche vacanza in Costa Smeralda.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/11/montecitorio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1447" title="montecitorio" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/11/montecitorio-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Ragioniamo sui tempi! 42 mesi sono pari a 1260 giorni. I nostri deputati ( il computo vale per la Camera ma si può estendere anche al Senato) ci costano € 8.820.000 /mese ed in 42 mesi hanno assorbito indennizzi per € 370.440.000.</p>
<p>Sono state espedite dalla Camera dei Deputati le seguenti leggi</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="326" valign="top"><strong>anno</strong></td>
<td width="326" valign="top"><strong>Numero leggi varate</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="326" valign="top"><strong>2008 ( dal maggio)</strong></td>
<td width="326" valign="top"><strong>17</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="326" valign="top"><strong>2009</strong></td>
<td width="326" valign="top"><strong>28</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="326" valign="top"><strong>2010</strong></td>
<td width="326" valign="top"><strong>33</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="326" valign="top"><strong>2011 ( fino a novembre)</strong></td>
<td width="326" valign="top"><strong>10</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per un complessivo di <strong>78</strong> leggi ratificate. Il resto dell’Amministrato va in Decreti-legge Governativi. Ma Commissioni della Camera, Uffici Legislativi etc si sono dedicati solo a 78 leggi varate. Ebbene il monte ore dedicato a queste leggi corrisponde ad una semplice formula matematica:</p>
<p>Tempo / legge = Monte ore dedicabile ( numero dei giorni lav./ 2,5 fattore di correzione)/630.</p>
<p>Il monte ore dedicabile risulta dal consuntivo in minuti prodotto nelle giornate lavorative utili ossia 1260 giorni lavorativi corretti a 504 giorni realmente utilizzati.</p>
<p>504 giorni corrispondono a circa ( 504 x 12) a 6.048 ore di attività legislativa.</p>
<p>Dunque la Camera ha prodotto 78 leggi in 6048 ore ossia ogni legge ha richiesto solo 77 ore di attività PARI A 110.880 MINUTI PRIMI.</p>
<p><strong>Ogni deputato vi ha partecipato per 176’ OSSIA HA CONTRIBUITO A LEGIFERARE IN SOLE 2,9 ORE PER L’INTERA LEGISLATURA.</strong></p>
<p>Dunque questo è il risultato più stupefacente dell’Era Burlesquoniana: esautorare il Parlamento e non farlo lavorare.</p>
<p><span style="font-weight: normal;">Ogni legge ci è costata 4.749.230 euro, senza considerare l’intero ammontare del bilancio della Camera e ponendo in valutazione solo gli appannaggi parlamentari.<br />
</span><span style="font-weight: normal;"> Il Premier tuttavia ha introitato circa 4 milioni di euro di Pubblicità Progresso pagata dalla Presidenza del Consiglio alle Reti Mediaset. Ha preso soldi dello Stato e li ha dati alle sue aziende per mandare in onda spot pubblicitari. Qualcun altro ha introitato soldi dei rimborsi elettorali e li ha passati alla sua Associazione politica. Fa differenza?</span></p>
<p>Dunque il Lettore si chiederà il motivo del titolo. Semplice : tutti al mare! Offre l&#8217;Impresario più Burlesco del mondo&#8230;&#8230;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E LA MEGATTERA IMPIEGO&#8217; 7 ANNI PER SALPARE&#8230;</title>
		<link>http://associazionereds.com/2011/10/18/e-la-megattera-impiego-7-anni-per-salpare/</link>
		<comments>http://associazionereds.com/2011/10/18/e-la-megattera-impiego-7-anni-per-salpare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://associazionereds.com/2011/10/18/e-la-megattera-impiego-7-anni-per-salpare/</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;articolo in successione fu scritto nel 2004 per &#8220;AVVENIRE DEI LAVORATORI&#8221; di Zurigo,  storica rivista del Socialismo europeo già diretta da Ignazio Silone. Era l&#8217;ipotesi, peraltro non immaginifica, di una via italiana alla Terza Repubblica, essendo la seconda inadatta ai dettami politici ed all&#8217;assetto costituzionale soprattutto per via del Bipolarismo, con il tentativo abortito ( [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: normal;">L&#8217;articolo in successione fu scritto nel 2004 per &#8220;AVVENIRE DEI LAVORATORI&#8221; di Zurigo,  storica rivista del Socialismo europeo già diretta da Ignazio Silone. Era l&#8217;ipotesi, peraltro non immaginifica, di una via italiana alla Terza Repubblica, essendo la seconda inadatta ai dettami politici ed all&#8217;assetto costituzionale soprattutto per via del Bipolarismo, con il tentativo abortito ( per fortuna) del Bipartitismo del 2008. Sin dal 2004 ossia 7 anni addietro, quando fu concepita quell&#8217;ipotesi, ipotizzammo un ruolo di Casini ed il tentativo di creare un Centro Maxxi che coagulasse i cattolici e le loro esigenze e che soprattutto fosse in sintonia con le gerarchie ecclesiali e che soprattutto fosse sensibile ai richiami di quest&#8217;ultime.Insomma una DC del XXI secolo.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/10/casini2.jpg"><img title="casini2" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/10/casini2-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /><br />
</a>Dopo Colombo ( Cristoforo, non Emilio), ecco un altro genovese traghettare nel Nuovo Mondo di Centro le forze e le associazioni cattoliche che non si possono ritrovare mescolate ai bunga-bunghisti.<br />
Et voilà, il gioco di Bagnasco sembra fatto, ma.. Ci sono dei ma!<br />
1) innanzitutto le forze cattoliche che si stanno coagulando attorno a Scajola, Pisanu ed altri col PD con la L, non hanno ancora valicato la soglia di casa e quindi le incertezze a lungo andare fanno il gioco di Polifemo che controlla ancora il partito, tramite Angiolino Al Fanoh.<br />
2) bisogna creare quelle condizioni politiche e quegli escamotage che impediscano di far riferimento alcuno alla vecchia DC alla quale Casini giura di non voler tornare. Questione di forma? Certo ma anche di sostanza per recuperare quanto più possibile nella rete dei laicisti del PD con la L.<br />
3) Occorre rimodulare il metodo dell&#8217;aggregazione che appare assai eterogenea ( a differenza della vecchia DC ecclesiale e parrocchiale). Mettere insieme ex AN ( FLI), ex radical-chic-demo ( Rutelli), ex DC laici come Tabacci.<br />
4) Poi ci sono gli ex DC del PD senza L e dell&#8217;Italia dei Controvalori. Lì la pesca è più complessa ma non impossibile, esercitando la leva del richiamo a comuni ideali quali, assessorati, prebende, consulenze e posti in Parlamento.<br />
Ciò posto la Megattera, che è la versione downsizing della Vecchia Balena, ridotta di cilindrata e di potenza, può cominciare a correre per i mari della vecchissima politica. Ma con un tratto innovativo: spezzare i due anelli della catena bipolare e creare un terzo anello che possa utilizzare la vecchia politica dei due forni. A Roma con la Polverini, a Milano con Pisapia.  Della serie invertendo l&#8217;ordine dei Poli, il prodotto finale che è il potere non cambia.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/10/Casini1.jpg"><img title="Casini1" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/10/Casini1-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" /></a></span></p>
<p>Da Avvenire dei Lavoratori, Zurigo, 2004</p>
<p>la Megattera</p>
<p>Aldo Moro, che pure era uomo di idee e non di marketing, disse che tra i suoi allievi prediligeva Casini e Follini perché &#8220;uno è bello e l’altro intelligente&#8221;. Chissa se direbbe così anche oggi, allorché Follini ha perso l’autobus e Casini lo sta guidando?</p>
<p>Dove va quel bus? Il bus di Casini è diretto a Palazzo Chigi. Senza fermate intermedie. E nessuno se ne è accorto, ad eccezione del Cavaliere. La dissoluzione della Casa delle Libertà passa per le immagini del malore in diretta, che preannunciano un imminente ricambio al vertice, e la presenza di Casini a Palermo anziché a Roma per la manifestazione di sabato 2 dicembre.</p>
<p>Questo non vuol dire che le destre scompaiano, tutt’altro. Non avvenne la dissoluzione della Lega durante la lunga malattia di Bossi e qualcuno ipotizzò la fagocitosi della Lega da parte di Forza Italia. Allora si sottovalutò la Lega e le sue origini più radicate nella piccola borghesia lombardo-veneta di quanto non apparisse. E difatti la Lega proseguì il cammino. Oggi l’uscita di Casini e un naturale ricambio al vertice di quel che resta della CdL, dove l’asso pigliatutto potrebbe essere Fini, indicano un percorso chiarificatore: la destra ritorna ad essere la destra di sempre, un mix capitalista e populista, di piccola e media impresa impastata con idee corporativistiche e un concetto di stato sociale residuo dell’epoca fascista.</p>
<p>Il grosso di Forza Italia, ex-democristiani ed ex- socialisti o pseudo-tali, andrebbe ad infoltire un grande centro, secondo un recente sondaggio commissionato da Repubblica. L&#8217;indagine di Ipr Marketing immagina alle prossime elezioni politiche non più due, ma tre coalizioni: Sinistra, Destra, Centro. Ne risulta un quadro per certi versi sorprendente, potenzialmente capace di cambiare la geografia del sistema politico italiano.</p>
<p>Nel dettaglio, con tre coalizioni, quella di destra conquisterebbe il 40%, quella di sinistra il 35% e quella di centro il 25%. E c&#8217;è subito da notare che il rassemblement di centro strapperebbe sì un quarto abbondante dei propri suffragi al centrodestra, ma quasi altrettanto avverrebbe nei confronti del centrosinistra, portando via all&#8217;Unione il 22% per cento.</p>
<p>Il nascente Partito democratico cederebbe al centro casiniano un quarto degli elettori, Mastella e Di Pietro i tre quarti. Le quote di Margherita e dell’UDEUR si scioglierebbero nella Megattera di Centro.</p>
<p>Ora, la Megattera non potrebbe andare al governo da sola ma neanche le altre forze potrebbero, e dunque farebbe la felicità di certi post-craxiani: sarebbe l’ago della bilancia, come il PSI d’antan, e condizionerebbe le altre due coalizioni, standosene in pratica stando sempre al governo.</p>
<p>Il Bus di Casini resterebbe parcheggiato in eterno a Palazzo Chigi. Fantapolitica? Forse ma non troppo. Per varie ragioni.</p>
<p>1) Casini sa quanto costa alla Margherita, ed in specie al suo innesto popolare ed ex-DC, il connubio con gli ex del PCI nella fusione democratica, che invece è auspicata dall’innesto laico della Margherita (democratici, prodiani, rutelliani). L’arrivo di Casini servirebbe a togliere ogni castagna dal fuoco e mantenere integri tutti i petali per il grande centro, mettendo in relativa minoranza la quota &#8220;laica&#8221; della Margherita, dove per l’appunto c’è Prodi.</p>
<p>2) La componente UDEUR troverebbe una sua ragion d’essere politico nel catalizzare quest’incontro, poiché oggi ci si chiede qual’è l’identità politica dei popolari mastelliani se non quella di ottenere prerogative di governo ad alta percentuale di rappresentanza;</p>
<p>3) La componente residuale sarebbe dipietrista, da sempre di centro moderato e favorevole a un ritorno politico delle sue origini (oggi Di Pietro non fa politica ma interessi di gruppo).</p>
<p>4) E veniamo alla componente socialista che in questa operazione ha tutto da guadagnare. Innanzitutto un chiarimento e una nuova connotazione rispetto agli pseudo-socialisti, quelli che si sono schierati con la CdL per un piatto di collegi-lenticchie. Andranno nel grande centro ma che non si chiamino più socialisti perché dovranno aderire al Partito popolare Europeo e popolari saranno.</p>
<p>5) Quanto agli altri, quelli della tradizione autentica autonomista, che dovranno conciliare le proprie istanze con i post-diessini, avranno vita più facile in una sinistra ripulita di quanto non possa avvenire nel PD. Chiarezza si farebbe anche nelle fila della sinistra con questa operazione che doveva venire dalla componente socialista e che invece è venuta dalla componente democristiana. Pazienza per questa volta ma la prossima si faccia avanti un uomo di sinistra degno di questi sostantivi, e la conduca lui &#8220;l’operazione chiarezza&#8221;. Si vede che i pronipotini di Palmiro Togliatti hanno svernato per troppo tempo a Capua.</p>
<p>6) Finalmente potremo avere partiti italiani in linea con la politica europea da sempre contraddistinta dalle due anime di massa che contano sin dalla fine della Grande Guerra: l’anima popolare e quella socialista. Come pensare che un PD italiano, infarcito da popolari di ritorno, possa iscriversi al PSE, Rasmussen richiede? Né è altrettanto pensabile, per i socialisti, un riferimento all’area ELDR dei democratici laici e liberali.</p>
<p>7) Queste le premesse per parlarsi tra socialisti ed ex-comunisti che oggi sarebbe meglio ridefinire sotto il termine di socialisti riformisti e socialisti movimentisti con riferimento alla IV internazionale. La semplificazione, anche nei termini, gioverebbe alla costruzione di un nuovo rapporto politico tra le due aree. Queste in Italia sono rappresentate dal PdCI e dal PCL di Marco Ferrando, da un lato e dall’altro troviamo una miriade di gruppi socialisti nel centro-sinistra, privi di anima programmatica e politica. Quando cominceremo a parlarci?&#8221;</p>
<h3>P.S. Mi sono posto quale foto di Casini, quella  del 2004 o del 2011?  Cosa cambia? Solo il colore dei derivati epiteliali detti capelli, ma sotto batte da sempre un cuore DC ad oltranza!</h3>
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		<title>DIARIO MINIMO DELLE IDI DI OTTOBRE</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 12:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’occhiata a destra e sinistra a 180°. Tutto tranquillo e così cominciammo a sciamare non silenziosi ma comunque ordinati nella nostra scompostezza. Un corteo di giovani, mille colori e mille facce, centomila età, padri con giovani figli, ragazze disordinate ma determinate nella loro protesta, nonne che accompagnavano i nipoti precari. Un turbinio di bandiere come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’occhiata a destra e sinistra a 180°. Tutto tranquillo e così cominciammo a sciamare non silenziosi ma comunque ordinati nella nostra scompostezza. Un corteo di giovani, mille colori e mille facce, centomila età, padri con giovani figli, ragazze disordinate ma determinate nella loro protesta, nonne che accompagnavano i nipoti precari. Un turbinio di bandiere come nei cortei <em>d’antan</em> quelli sbeffeggiati da Forattini <em>“….giù le mani dal valoroso popolo palestinese….”.</em> All’improvviso eccoli, spuntare come da una nube e materializzarsi in massa, tutti neri, bendati , non riconoscibili, armati. Il fuggi fuggi generale dei più si contrapponeva ai pochi che cercavano di dissuaderli e di respingerli. Un giovane padre, mollata la bambina dal braccio ed affidatala alla madre, si avventò contro di loro e ne fece le spese con un pugno sferrato alla spalla che lo abbattè sul selciato. Alla vista del malcapitato, anche i più volenterosi desistettero.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/10/black-block.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1417" title="black-block" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/10/black-block.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a></p>
<p>I miei compagni vicini cominciano a diradarsi, li cercavo con gli occhi, in breve non ne trovai nessuno. All’improvviso mi ricordai una scena, vista chissà dove ma nitida. Un gruppo di guastatori americani. Ma sì, Vietnam all’epoca del Gen. Westmoreland. Irrompevano dalla boscaglia e si mimetizzavano nel villaggio, poi sferravano l’azione entrando a sorpresa nelle baracche, distruggendo le suppellettili. Prima di uscirne, un lanciafiamma e via fuoco a volontà. Ritornavano nella boscaglia senza che nessuno potesse fermarli. Tecniche di sabotaggio: sono descritte in tutti i manuali di guerriglia. Portavano divise colorate e spesso tinte di verde per mimetizzarsi ed al contempo riconoscersi tra loro.</p>
<p>Stessa scena, ma a Roma, come in altri posti, come Seattle, solo che portavano il nero come divisa riconoscibile. Mentre ricostruivo mentalmente questa scena vietnamita, mi sento afferrare un braccio e trascinare tra la folla. Vestito di nero ma senza casco o passamontagna o altro bavaglio mascherante, il giovane, alto, robusto ed olivastro di carnagione mi aveva già catturato. Stai zitto e seguimi….non potevo che obbedire. Mi porta lontano dalla folla in un anfratto tra via Cavour e via Lanza, dietro un ristorante maleodorante ed in mezzo al pattume. Ascolta, mi fa, ti avevo già visto, sei un viso conosciuto e di te mi fido, portami fuori di qui.</p>
<p>La mia protesta fu resa impossibile da un viso morbido, quasi efebico a dispetto del corpo molto ben strutturato. Aveva circa l’età dei miei figli e mi ricordò uno di loro, il più politicizzato, lo sguardo sembrava implorarmi, aveva paura insomma. Va bene gli dissi, cambiati e togliti questi cosi addosso. Lo fece in un attimo, era una salopette nera che nascondeva un abbigliamento da ragazzi, jeans , maglietta e golfino girocollo. La salopette portava un’etichetta francese e scritte della stessa lingua. Trovai modo di uscire da lì e ci inerpicammo per via Lanza, lì dietro avevo parcheggiato la macchina. Saliti e bene o male sfuggiti alla rete dei controlli, mi avviai verso il GRA. Dove andiamo gli chiesi. Lui lesto, subito a Fiumicino. Aveva un leggero accento noto, come di Val d’Intelvi, se avessi voluto dargli un cognome gli avrei appioppato quello di Rezzonico. Sì, infatti confermò lui. Sono di Casima vicino Mendrisio. La storia partì da lì.</p>
<p>Figlio di uno spallone avvezzo ai confini che valicava a piedi su per le radure, per portare carichi di vario genere, era anche nipote di un doganiere. Questi lo introdusse a mister M. un funzionario, ben vestito, sembrava un ministeriale, forse servizi, gli mostrò una tessera facilmente riconoscibile anche per lui. Mister M. reclutava giovani spalloni per due motivazioni: esportazione di valuta e lavori sporchi. Marc, così si chiama il nostro black –blocker, fu assunto subito ed inviato in un centro di addestramento della Valtellina, vicino Teglio. Un capannone dove in 15 mangiavano, dormivano e si addestravano al tiro nei boschi. L’addestramento durò tutta l’estate del 2009. Poi nel 2010 furono inviati nei primi centri dove si tenevano G8, G20 ad inscenare sommosse. Lui fu invece bloccato, Mister M. non si fidava e voleva tenerlo sotto controllo. Poi nel 2011 gli fu detto che sarebbe entrato in azione ad ottobre, ma prima doveva compiere una missione delicata. Doveva superare il valico dello Spluga ed incontrarsi a Obersaxen con mister N. che gli avrebbe dato “qualcosa”. Così fece, mi disse, valicò nottetempo lo Spluga e si trovò il giorno dopo nella località predetta. L’incontro avvenne al margine della cittadina svizzera. Mister N., vago accento napoletano, gli consegnò una cassa. Non aprirla gli raccomandò, aprila solo in territorio italiano vicino a Roma e fate…buon lavoro</p>
<p>Il giorno 12 era già a Terni con la cassa. Lì fu raggiunto da altri giovani, il passaparola di riconoscimento era facile: Idi di Ottobre. Aprirono la cassa. Conteneva 25 tute, salopette nere, acquistate a Marsiglia, da cui tolsero le etichette. Marc invece nella confusione la lasciò a bella posta. 34 mazze pesanti erano state acquistate a Minsk, ed anche da esse furono tolti tutti i segni di riconoscimento. 12 spranghe di ferro, quelle venivano da Brescia e lasciarono che si vedesse. 15 passaporti di varie nazionalità, 25 maschere facciali nere ed altrettanti cappucci di lana ma foderati, tutti acquistati in Bielorussia. 25 biglietti aerei per località tutte diverse: intravide solo Berlino, Kiev, Marsiglia e Madrid. A lui toccò il biglietto per Gerona, vicino Barcellona.</p>
<p>Il resto è noto, arrivati a Roma, mordi e fuggi rintanandosi in anfratti che la strada offriva oppure mimetizzandosi nel corteo. Marc però sin dall’inizio ebbe paura e cercò tra la folla un volto che lo portasse fuori da quell’inferno. Ecco perché toccò a me. L’aereo parte tra due ore. Mi rifuggerò in sala d’aspetto. Nessuno penserà che i black–blockers partano in Business Class. Grazie tovarich, mi disse, karaciò. Si immerse nel salone di Fiumicino e si mimetizzò per l’ultima volta.</p>
<p><strong>Diario</strong><strong> impossibile ed improbabile di un Black-Blockers? Ma nemmeno per sogno!</strong></p>
<p><strong>CHI LI RECLUTA?</strong></p>
<p><strong>CHI LI ADDESTRA,?</strong></p>
<p><strong>CHI LI MANDA?</strong></p>
<p><strong>CHI LI FINANZIA? </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ROMA VARSAVIA SOLO ANDATA: le elezioni polacche</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 12:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Sangue italiano e sangue polacco: i fatali destini incrociati di Italia e Polonia*

Panorami politici dopo le elezioni del 8 ottobre 2011
di Felice Besostri, Network per il Socialismo Europeo
Le elezioni polacche di domenica scorsa hanno segnato la sconfitta del gemello ex primo ministro, Jaroslaw Kaczyiski, malgrado si fosse circondato di bellissime amazzoni a lui devote , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sangue italiano e sangue polacco: i fatali destini incrociati di Italia e Polonia*<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/10/varsavia1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1413" title="varsavia" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2011/10/varsavia1.jpg" alt="" width="230" height="180" /></a><br />
</strong></p>
<p>Panorami politici dopo le elezioni del 8 ottobre 2011</p>
<p>di Felice Besostri, Network per il Socialismo Europeo</p>
<p>Le elezioni polacche di domenica scorsa hanno segnato la sconfitta del gemello ex primo ministro, Jaroslaw Kaczyiski, malgrado si fosse circondato di bellissime amazzoni a lui devote , alla stregua delle deputate del PdL a Berlusconi.  Donald Tusk, invece, sarà il primo premier polacco a governare per un secondo mandato consecutivo dalla caduta del comunismo, dopo che il suo partito di centrodestra, Piattaforma Civica, ha ottenuto alle elezioni una vittoria salutata positivamente dai mercati. Con più del 99% dei voti scrutinati, Piattaforma Civica ha ottenuto il 39% dei consensi, ben oltre il 30,6% del partito nazionalista-conservatore Legge e Giustizia di Kaczynski.</p>
<p>Il partito di Tusk si avvia a ricevere 206 seggi, mentre il suo alleato &#8212; il Partito del Popolo &#8212; dovrebbe fermarsi a 28, ha riferito la commissione elettorale, un dato che consentirà alla nuova coalizione di ottenere la maggioranza alla Camera di 460 membri per quattro seggi. Questi sono i risultati praticamente definitivi:</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Liste</strong></td>
<td><strong>Voti</strong></td>
<td><strong> %</strong></td>
<td><strong>Seggi</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="9"></td>
<td width="218"><a title="Piattaforma Civica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piattaforma_Civica">Piattaforma Civica</a></td>
<td>5.474.237</td>
<td>39,18</td>
<td>207 -2</td>
</tr>
<tr>
<td width="9"></td>
<td width="218"><a title="Diritto e Giustizia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_e_Giustizia">Diritto e Giustizia</a></td>
<td>4.250.419</td>
<td>29,89</td>
<td>157 -9</td>
</tr>
<tr>
<td width="9"></td>
<td width="218"><a title="Movimento Palikot" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_Palikot">Movimento Palikot</a></td>
<td>1.422.856</td>
<td>10,02</td>
<td>40 +40</td>
</tr>
<tr>
<td width="9"></td>
<td width="218"><a title="Partito Popolare Polacco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Popolare_Polacco">Partito Popolare Polacco</a></td>
<td>1.188.740</td>
<td>8,36</td>
<td>28 -3</td>
</tr>
<tr>
<td width="9"></td>
<td width="218"><a title="Alleanza della Sinistra Democratica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alleanza_della_Sinistra_Democratica">Alleanza della Sinistra Democratica</a></td>
<td>1.173.963</td>
<td>8,24</td>
<td>27 -26</td>
</tr>
<tr>
<td width="9"></td>
<td width="218"><a title="La Polonia è la più importante (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=La_Polonia_%C3%A8_la_pi%C3%B9_importante&amp;action=edit&amp;redlink=1">La Polonia è la più   importante</a></td>
<td>311.955</td>
<td>2,19</td>
<td>0</td>
</tr>
<tr>
<td width="9"></td>
<td width="218"><a title="Congresso della Nuova Destra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Congresso_della_Nuova_Destra">Congresso della Nuova Destra</a></td>
<td>151.084</td>
<td>1,06</td>
<td>0</td>
</tr>
<tr>
<td width="9"></td>
<td width="218"><a title="Unione Laburista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Laburista">Unione Laburista</a></td>
<td>78.405</td>
<td>0,55</td>
<td>0</td>
</tr>
<tr>
<td width="9"></td>
<td width="218">Altri</td>
<td>72.626</td>
<td>0,52</td>
<td>1</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Totale</strong></td>
<td></td>
<td></td>
<td>460</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><strong> </strong></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Tutti i partiti presenti nel Sejm uscente hanno sofferto perdite contenute, tranne che per la sinistra della SLD Sojusz Lewicy Demokratycznej, Alleanza della Sinistra Democratica, che ha perso la metà dei seggi. Il vincitore vero, che ha sconvolto il panorama politico è un populista di nome Janusz Palikot. Palikot, come Pannella e Di Pietro, ha presentato una lista con il suo nome. Il suo stile di fare politica ha dato origine ad un neologismo, <em>palikotyzacja</em>, palikoticizzazione: una serie di provocazioni iniziata nel 2005 quando era deputato per Piattaforma Civica, rieletto nel 2007. In quel partito liberal-conservatore rappresentava un’eccezione, perché sinstrorso, ma soprattutto anticlericale, che in Polonia non è semplice. Liberalizzazione dell’aborto e limitazione dell’influsso della Chiesa Cattolica sulle istituzioni pubbliche sono state tra le sue battaglie più note, come anche per la legalizzazione della fecondazione artificiale, tutte battaglie che in Polonia erano patrimonio del campo socialdemocratico. Non è un caso che dei 40 seggi del Movimento Palikot, ben 26 sono stati sottratti all’Alleanza della Sinistra Democratica. Nel 2007 indosso una T-shirt con scritto “<em>Jestem gejem</em> (sono un gay)” e “<em>Jestem z SLD</em> (Sono della SLD)”, perché voleva difendere le minoranze in via di estinzione. Il suo distacco dalla Piattaforma civica di Tusk  è stato progressivo e  deciso. Nell’Ottobre 2010 Palikot fonda il movimento civico Polonia Moderna, di orientamento liberale di sinistra e nel dicembre uscì da Piattaforma Civica. Lascia il Parlamento anticipatamente fonda dapprima il <em>Ruch poparcia Palikota</em> (Movimento per il sostegno di Palikot e già nel gennaio del 2011 un nuovo partito con il nome <em>Ruch Palikota</em> (Movimento Palikot). E’ un imprenditore di successo, ma a differenza di Berlusconi con una laurea magistrale in filosofia. Il suo patrimonio è valutato in 330 milioni di Zloty, più o meno 80 milioni di Euro: il più ricco parlamentare polacco, ma ben lontano dal patrimonio di Berlusconi</p>
<p>La sua ascesa è direttamente proporzionale alla discesa della sinistra, che pure è stata al potere per una serie di circostanze, che potremmo definire, con il senno di poi, fortuite, perché frutto di congiunture. I suoi dirigenti, salvo pochissime eccezioni, venivano tutti dal partito comunista al potere il POUP, uno dei tanti prodotti delle unificazioni forzate di comunisti e socialisti imposto dall’occupazione sovietica, ma con l’ipocrisia come in DDR (SED, Partito di Unità Socialista di Germania) e in Ungheria (POSU, Partito Operaio Socialista Ungherese), di non chiamarli comunisti. In Polonia, infatti, il nome era Partito Operaio Unificato Polacco(PZPR).Soltanto in Cecoslovacchia l’unificazione forzata diede vita ad un partito comunista. In tutti i paesi del Patto di Varsavia, nella fase delle Repubbliche Popolari, fu mantenuto un artificioso pluralismo, con partiti contadini, cristiani e anche liberaldemocratici o liberalnzionalisti, riuniti in un Fronte Democratico o Popolare: soltanto i socialisti e i socialdemocratici non poterono continuare a esistere, neppure a sovranità ridotta.  Questi partiti fantocci, di copertura ad un regime autoritario, giocarono, tuttavia, in DDR e in Polonia un ruolo importante nella transizione.</p>
<p>La Lega della Sinistra Democratica(Sojusz Lewicy Demokratycznej, SLD) è un partito socialista democratico, che fa parte del PSE, ma come detto sopra, tra i suoi antecedenti vi era il partito al potere e il Sindacato ufficiale OPZZ, quello travolto da  Solidarno?? . Nel 1990 sorse come alleanza elettorale di una trentina di gruppi, tra i quali spiccava la Socialdemocrazia della Repubblica di Polonia, il nuovo nome appunto degli ex comunisti (PZPR). Nelle prime elezioni totalmente libere, in un quadro di elevata frammentazione politica, risultò il secondo gruppo parlamentare, con il 12% dei voti, superato di poco soltanto dall’Unione Democratica con il 12.3%.Tuttavia era tenuto in disparte come incapace di far parte di una coalizione governativa proprio per i trascorsi dei suoi dirigenti.</p>
<p>Dal 1993 2001 sono stati il primo gruppo parlamentare e ben 4 primi ministri sono usciti dai suoi ranghi. Nelle elezioni anticipate del 19 settembre del 1993 la SLD con il 20,4% diventò il primo partito e poté formare un governo di coalizione con il Partito Polacco dei Contadini (PSL) con Primo Ministro il presidente del partito minore, Pawlak. Un’altra somiglianza con l’Italia dell’Ulivo, con la scelta di Prodi. Due partiti del defunto Fronte Popolare insieme al potere potevano rappresentare un ritorno al passato, ma il loro legame era un puro legame di poter, senza una vera comunanza di obiettivi, come venne evidente sulla questione di adesione all’UE, che i contadini avversavano ferocemente, mentre la sinistra era favorevole.  Sebbene i due partiti totalizzassero appena  il 35,8 % dei voti, causa di una legge elettorale alquanto cervelloticamente distorsiva, come il nostro <em>porcellum</em>, ottennero più del 60%  dei seggi, precisamente 303 su 460 e quindi godere di una maggioranza più che confortevole. Tuttavia, come le nostre elezioni del 2008 insegnano, le maggioranze puramente aritmetiche, fossero pure le più grandi della storia patria, non garantiscono la stabilità. La grossa discrepanza tra la percentuale dei voti e il numero dei mandati fu il risultato di un alto numero di partiti, soprattutto conservatori, non rappresentati, per essere rimasti sotto soglia: ma la società polacca non era riflessa dal Parlamento, come sarebbe avvenuto da noi se, invece di 2 coalizioni, competessero tre liste di peso elettorale quasi equivalente   Dopo che Pawlak  fu rimosso da un voto di sfiducia, come il primo Governo Prodi, i socialisti ex comunisti elessero Primo Ministro, il 15 marzo 1995 uno dei loro, Józef Oleksy, in un certo senso un anticipatore di D’Alema. Durò poco meno di un anno e dovette andarsene ignominiosamente dopo che il suo Ministro degli Interni, Andrzej Milczanowski, lo denunciò come spia dei sovietici. Fu sostituito da W?odzimierz Cimoszewicz, che governò fino alla fine della legislatura nell’ Ottobre 1997. Nelle elezioni del 1997 la SLD rivinse con il 27,1% dei voti, ma con una perdita di sette seggi, 164 invece di 171 a causa della ricomposizione del campo post Solidarno??, che ottenne unito nella Azione Elettorale Solidarno?? il 33,8%. Nel corso della legislatura l’alleanza elettorale della sinistra decise di trasformarsi in un partito. La Socialdemocrazia della Repubblica di Polonia si sciolse, anche per sottrarsi alla possibilità di essere considerata l’erede giuridica del POUP e nel dicembre 1999 nacque la SLD, con Presidente Leszek Miller, che fu anche Primo Ministro, dopo le elezioni del 2001. Quelle elezioni furono vinte grazie a un’alleanza elettorale con l’Unione del Lavoro (Unia Pracy, UP), una formazione liberale di sinistra e al 41% dei voti. Il governo di coalizione si allargò all’alleato tradizionale, il PSL, il Partito dei contadini. Le tensioni con l’entrata nella UE nel maggio 2004 portarono a crisi di governo successive con tre Primi Ministri, anche nel numero vi sono analogie con i 4 governi della XIII legislatura( Prodi, D’Alema, D’Alema bis e Amato). E nei paralleli con l’Italia vi sono punti in  comune con la trasformazione di parte dell’Unione nel PD.</p>
<p>Nel 2004 il partito entrò in crisi e una parte sotto la guida di un ex Presidente della Sejm, Marek Borowski,  si scisse per fondare la Socialdemocrazia di Polonia (SdPL), mentre altri lasciarono la SLD, per entrare nell’appena fondato Partito Democratico(PD), una formazione socialliberale, che si era separata dalla liberale Unione della Libertà(UW). In una situazione di tensione e divisione nel dicembre 2004 fu eletto presidente, quell’Olesky, già Primo Ministro nel 1995/1996, ma nel maggio 2005 si dimise l’intero Presidium che sfociò in giugno in un complessivo ricambio generazionale: una vittoria folgorante da cui dovrebbero prendere esempio i rottamatori del PD. Il calendario del rinnovamento proseguì a tappe forzate sotto la guida di Wojciech Olejniczak, un ex Ministro dell’Agricoltura, una posizione chiave in Polonia: si ponga mente al fatto, che la Polonia collettivizzò molto parzialmente l’agricoltura, che rimase dominata dalla piccola proprietà contadina. Il rinnovatore ottenne, che nelle liste elettorali non comparisse nessun quadro di partito del fu POUP: come se il PD non inserisse in lista candidati provenienti dalla filiera PCI-PDS. Lo stesso Olejniczak non era mai stato iscritto al POUP. Tanto per inquadrare i tempi difficili, la legislatura era stata contrassegnata anche da numerosi scandali e affari di corruzione. I risultati elettorali ne risentirono e il Partito fu duramente punito alle elezioni del 2005 raggiungendo appena lo 11,3%.  Nel Parlamento eletto nel 2007 il gruppo era denominato Alleanza Elettorale della Sinistra e dei Democratici ed era formata dalla SLD, l’UP, la SdPL e il PD. Leader Aleksander Kwa?niewski, un esponente degli anni d’oro della sinistra come Presidente della Repubblica per 2 mandati (1995-2005). Tanti forzi per nulla, alla fine l’alleanza ottenne un miserrimo 13,15%, cioè il 4,5% in meno della somma dei quattro partiti nel 2005: un risultato tipo della Sinistra Arcobaleno in Italia, un anno dopo. L’alleanza della Sinistra  e dei Democratici si sciolse nel 2008 e il rinnovatore/rottamatore sostituito dal Segretario Generale in carica Grzegorz Napieralski.</p>
<p>L’andamento altalenante è reso evidente dalla tabella che segue:</p>
<p>1991: 13,0%</p>
<p>1993: 20,4%</p>
<p>1997: 27,1%</p>
<p>2001: 41,0% (insieme con Unione del Lavoro, Unia Pracy)</p>
<p>2005: 11,3%</p>
<p>2007: 13,15% (insieme con Unia Pracy, la SdPL e il PD )</p>
<p>2011:   8,24%</p>
<p>La sinistra italiana è messa peggio, se si prescinde dal PD, la cui classificazione non è agevole, l’espressione centro-sinistra non è usata dai partiti socialdemocratici e laburisti, ma qualche volta al posto della tradizionale <em>left</em>, si usa <em>left of the center</em>, cioè a sinistra del centro. La sinistra, che si definisce tale, non è rappresentata nel Parlamento  nazionale e nella rappresentanza italiana nel Parlamento Europeo. In caso di elezioni una parte potrebbe rientrare, se Vendola potesse uguagliare l’exploit di Palikot e altri se ospitati dal PD, come i Radicali nel 2008. Non è una credibile forza di alternativa di governo, se non in un’ammucchiata con PD e IdV, due formazioni che non hanno ricette per uscire dalla crisi, se non quelle dettate dalla BCE. L’Italia e la Polonia hanno sempre avuto una sinistra squilibrata  sul versante comunista, a differenza della maggior parte dei paesi europei. Altro elemento comune è l’assenza anche di una destra liberal conservatrice di tipo europeo, ma una congerie di partiti clericali o populisti e un peso fortemente condizionante della gerarchia cattolica. Una differenza è che la SLD, nel nome più simile al PDS/DS  nell’evitare ogni riferimento al socialismo, è però membro del PSE e dell’Internazionale Socialista. In Italia soltanto il PSI ha le stesse affiliazioni internazionali, ma non si definisce un partito socialista democratico, piuttosto socialista liberale ideologicamente e socialliberale nei programmi. La sua maggioranza perugina non ha comunque alcuna intenzione di giocare un ruolo da partito socialdemocratico europeo, anche se ne avesse la forza: le simpatie vanno piuttosto in una direzione laica e liberale al centro dello schieramento politico, non per nulla si sono espressi a favore di una premiership di Casini. Sulla fine del modello socialdemocratico tradizionale sono perfettamente d’accordo con  D’Alema, cui al massimo rimproverano di non riconoscere la paternità craxiana delle sue idee. SEL è in mezzo al guado, sia come riferimenti ideologici, che come struttura di partito.  Per nostra fortuna il blocco sociale ed politico berlusconiano è in disgregazione per cause endogene, oltre che esogene, ma una rendita di posizione è fragile, specialmente se, come è probabile, la crisi dovesse aggravarsi, anche per la contraddizione della UE, priva di una guida politica democraticamente legittimata e nelle mani di una BCE, priva degli strumenti di intervento di una banca centrale, ma per di più vittima di una visione economica non all’altezza dei problemi: controllo dell’inflazione e taglio delle spese pubbliche, non importa quali: sono minacciate la coesione sociale e le possibilità di crescita. Con la diminuzione del PIL il rapporto deficit/PIL non diminuisce anzi cresce. I partiti socialisti del PSE are, che stiano invertendo i <em>trend</em> elettorali negativi degli ultimi anni, in una costellazione diversa che nel passato, cioè in solitario, ma con alleanze con movimenti ambientalisti, di sinistra liberali di sinistra, cioè con una logica unitaria. Le elezioni polacche da questo punto di vista non confermano la tendenza al recupero, ma la situazione era veramente compromessa: è stata una sinistra che ha fallito quando ha avuto l’occasione di governare. Lo stesso è avvenuto in Ungheria, un mix di pensiero liberista e di malcostume, un’abitudine contratta quando con i regimi comunisti la nomenklatura poteva agire impunemente. Nelle vicende politiche gli sviluppi non sono determinati da un codice genetico. Se fosse così, vista l’involuzione polacca, ci sarebbe da preoccuparsi seriamente, proprio per le somiglianze del sistema politico. Nelle elezioni del 2007 parteciparono il 53,3%, nel 2011 appena il 48,8%: in Italia cresce la massa astensionista, ma siamo ancora lontani dai polacchi, ma gli astensionisti sono quelli che decidono le elezioni, nel 2001 e 2008 i delusi dell’Ulivo e dell’Unione, nel 2012 i delusi della Banda Bassotti Bossi-Berlusconi</p>
<p>*(dall’ultima strofa di Fratelli d’Italia: il sangue d’Italia e il sangue polacco bevè col cosacco ma il cor le bruciò)</p>
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