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	<title>r.e.d.s.   rinnovamento evoluzione della sinistra &#187; SANITA&#8217; &amp; SALUTE tra bisturi &amp; pillole</title>
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	<description>POLITICA, CULTURA, AMBIENTE, SANITA&#039;,</description>
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		<title>&#8220;IMPATTO AMBIENTALE&#8221; ALLE 21 DI MERCOLEDI 19 SU ROMA UNO.TV</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 07:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[DOMANI MERCOLEDI 19 MAGGIO ALLE ORE 21 L&#8217;ASSOCIAZIONE REDS PARTECIPERA&#8217; ALLA TRASMSSIONE DI DAVID PARENZO &#8220;IMPATTO AMBIENTALE&#8221; SU ROMA UNO  DIGITALE CANALE 31, SATELLITARE SKY 860.
SALVAGUARDIA DELL&#8217;AMBIENTE RESPIRATORIO, AREE URBANE E QUANT&#8217;ALTRO&#8230;&#8230;
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DOMANI MERCOLEDI 19 MAGGIO ALLE ORE 21 L&#8217;ASSOCIAZIONE REDS PARTECIPERA&#8217; ALLA TRASMSSIONE DI DAVID PARENZO &#8220;IMPATTO AMBIENTALE&#8221; SU ROMA UNO  DIGITALE CANALE 31, SATELLITARE SKY 860.</strong></p>
<p><strong>SALVAGUARDIA DELL&#8217;AMBIENTE RESPIRATORIO, AREE URBANE E QUANT&#8217;ALTRO&#8230;&#8230;</strong></p>
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		<title>LE TRE ESSE DI  &#8221; STATO, SERVIZI, SANITA&#8217;  &#8220;</title>
		<link>http://associazionereds.com/2010/05/16/le-tre-esse-di-stato-servizi-sanita/</link>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 10:15:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[LA LIEVITAZIONE DELLA SPESA E GLI INTERESSI DELLA COLLETTIVITÀ
 Dopo le annunciazioni di rito sul recupero dell’evasione fiscale, che peraltro è ridotta a 6,7 mld rispetto i 9 dello scorso bilancio dello Stato, ci si aspetta che il Governo si pronunci sulla attribuzione dei rispettivi Capitoli di investimento della spesa corrente con il DPEF. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA LIEVITAZIONE DELLA SPESA E GLI INTERESSI DELLA COLLETTIVITÀ</p>
<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2010/05/ospedale11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-734" title="ospedale(1)(1)" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2010/05/ospedale11.jpg" alt="" width="448" height="298" /></a> Dopo le annunciazioni di rito sul recupero dell’evasione fiscale, che peraltro è ridotta a 6,7 mld rispetto i 9 dello scorso bilancio dello Stato, ci si aspetta che il Governo si pronunci sulla attribuzione dei rispettivi Capitoli di investimento della spesa corrente con il DPEF. E ci si aspetta ancora che il recuperato, ivi compreso il fondo del c.d. Scudo Fiscale, sia devoluto in investimenti ai Servizi ( Sanità, Scuola, Trasporti). Ma così non sarà.</p>
<p>Ora, dopo circa un anno di mandato,<strong> FF</strong>,al secolo Fazio Ferruccio, Ministro non dei Trasporti ma della Sanità, deve dire alla Conferenza Stato-Regioni come coordinare la distribuzione degli investimenti, ulteriormente ridotti ,ciò che costringerà i Governatori ad aumentare le tassazioni regionali.</p>
<p>Il tema della sanità oggi appare cruciale per alcuni ordini di fattori dipendenti od indipendenti dalla concezione attuativa del moderno stato assistenziale. Innanzitutto è attraverso la sanità che si attua non solo il principio generale del soddisfacimento della pubblica necessità ma soprattutto si ottempera a quanto deliberato dall&#8217;art.32 della Costituzione Italiana che,tra l&#8217;altro al primo comma,sancisce &#8220;la salute come diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti&#8221;.È evidente che si può sposare la politica dello stato assistenziale puro ovvero con una certa commisurazione di integrazione concessa al privato,ma l&#8217;ottemperanza della Costituzione,nella fattispecie dell&#8217;art.32,appare comunque d&#8217;obbligo.</p>
<p>Una delle tante incongruenze della Legge Bindi-Zecchino, costruita <em>ad hoc</em> e che, malgrado le buone intenzioni iniziali, è stata malamente applicata fino a favorire i ricchi a discapito dell’offerta di sanità data ai poveri indigenti che non si possono permettere il lusso deIla sanità privata, modello Formigoni. Se da un lato appare necessario un riassetto dell’intera materia sanitaria, va anche detto con chiarezza che la sinistra ha per troppo tempo trascurato questo settore, ritenendolo impropriamente marginale, sposando, va detto, le tesi dell’aziendalizzazione sanitaria quasi fosse strumento di profitto anziché servizio a tutele dei bisognosi, secondo il dettame dell’Art.32 della Costituzione. Le ricerca quasi ossessiva della produttività ha impedito che si sviluppasse l’aspetto più qualificativo della sanità ossia le sue implicazioni sociali. Perdere di vista questo obiettivo significa la più grave sconfitta che la sinistra, una sinistra moderna ed europea,  possa subire. Oggi, previdenza e sanità, pilastri portanti del welfare, sono da affrontare con una politica che affronti i seguenti nodi:</p>
<p>1) rilanciare una politica di modernizzazione della sanità e conferirle un progetto di qualità. Questo comporta lo sviluppo della politica di prevenzione e la territorializzazione della offerta sanitaria;</p>
<p>2) considerato che nel 2015 i nostri ultra sessantacinquenni saranno circa 20 milioni, considerare che la domanda di salute sarà tale da costituire una nuova “gobba” del profilo di spesa. Dunque, per i nostri anziani si porrà il problema pensioni e quello della cura.</p>
<p>3) Ne deriva che nella spesa o nei suoi Capitoli di Bilancio,  previdenza ed assistenza si embrichino fino a costituire un problema limitante lo sviluppo.</p>
<p>Assistiamo con reale sconcerto a posizioni che da un lato indicano per la sanità e l&#8217;assistenza tagli indiscriminati e talora irrazionali, dalla<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2010/05/Ospedale-02-400-x-533.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-735" title="Ospedale 02 (400 x 533)" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2010/05/Ospedale-02-400-x-533.jpg" alt="" width="400" height="533" /></a> chiusura dei centri di assistenza ospedaliera agli aumenti delle contribuzioni e dall&#8217;altro una proposta del &#8220;non toccare&#8221;. La nostra posizione, alla luce dei dati esposti, è profondamente diversa: essa segnala la necessità di interventi mirati su almeno quattro punti:</p>
<p>- <em>razionalizzazione della spesa </em>con criteri di priorità, in funzione della crescente domanda, data anche dall&#8217;aumento dell&#8217;età media.</p>
<p>- <em>armonizzazione dell&#8217;offerta sanitaria </em>in funzione delle necessità territoriali e regionali,  affrontando il tema cruciale del ruolo del Dicastero che da organo di controllo centrale deve diventare elemento di coordinazione dell&#8217;intervento periferico. Affrontare dunque il problema della responsabilizzazione regionale dell&#8217;offerta sanitaria vuol dire affidare alle regioni il compito di sovraintendere la spesa sanitaria in funzione delle necessità epidemiologiche locali. È proprio su questo tema che si può operare una sperimentazione politica sul federalismo; ne discende la necessita di perequare l’offerta sanitaria in modo da evitare il <em>“pendolarismo</em>” di pazienti che sovraffollano enti o ospedali di grandi centri o di rinomata portata, ciò che comporta allungamento delle liste di prenotazione da un lato e povertà di afflusso nei centri territoriali. In attesa di soluzioni strutturali, il problema non può né deve essere impedito. Ciascuno deve essere libero di curarsi dove vuole, lo dice l’Art. 32 della nostra Costituzione, la cui radice è stata salvata dal recente Referendum.</p>
<p>- <em>il divario Nord-Sud </em>raggiunge una sua massima espressione nella divaricazione che interessa la qualità dell’offerta di salute e che implica il problema della formazione professionale. La demotivazione ad operare in centri ospedalieri e di ricerca del Sud obbliga i giovani operatori sanitari ad un’emigrazione spesso non controllata , così che non è infrequente rilevare ottime strutture del Sud poco operative per mancanza di qualificazione professionale e sovraffollamento nei centri del Nord che invece richiederebbero maggiore attenzione sul profilo strutturale.</p>
<p>Ne consegue che il problema sanitario si intrecci indissolubilmente con quello della ricerca e della cultura medica di qualità non armonizzate nel Paese.</p>
<p>-<em>recupero e contenimento della spesa </em>per i farmaci, in modo che essa riduca la tendenza attuale, sempre più a carico del cittadino. È questo un nodo non solo di spesa ma assume anche una valenza politica: fin tanto che il Dicastero privilegerà le necessità di profitto dell&#8217;industria farmaceutica, nè assistenza nè prevenzione saranno a buon mercato. Ne è esempio la c.d. liberalizzazione dei farmaci da banco sul libero mercato. Errore che pagheremo presto in termini di salute ed anche in termini economici.</p>
<p>-<em>iniziare una volta per tutte l&#8217;azione di prevenzione</em>, se si pensi che le giornate lavorative perdute per malattie sociali e da comunità costano circa 5-7 miliardi ogni anno.</p>
<p>- <em>risolvere il problema-strutture</em>, proprie e convenzionate ,come nel caso delle Università mediche, nei confronti del sociale. Da un lato si assiste ad un organizzazione sanitaria avulsa dai problemi del territorio e dall’altro a centri di ricerca che operano isolatamente, privi di coordinazione e di indirizzo. La verifica delle strategie si rende dunque indispensabile per riportare un minimo di validità nel riassetto dell’universo sanitario. Ottimizzare le risorse non è solo un problema di controllo della spesa ma lo strumento per ristabilire priorità negli interventi. Si impone dunque un programma di riconversione degli indirizzi dei vari Enti in questione, Aziende Sanitarie Locali, Università, CNR ed Enti di Alta Ricerca (IRCCS). A ciascuno va dato il suo preciso compito, riservando alla centralità dell’Amministrazione il ruolo di coordinamento tra strutture centrali e periferiche. Dare a ogni ente un suo preciso indirizzo, significa ottimizzare le risorse, umane ed economiche, migliorarne il rendimento e facilitare l’operazione centrifuga della sanità. L’offerta di salute dunque va migliorata nei strutture centrali, migliorando il rendimento degli enti di ricerca e distribuita al territorio.</p>
<p>Naturalmente tutto questo pone problemi nella gestione, oggi ingabbiata da un eccesso di burocratizzazione: andranno studiate modalità e modelli di gestione che sollevino lo Stato e snelliscano le procedure con formule miste nelle quali largo ruolo avranno le realtà locali e cooperative.</p>
<p>La nostra posizione dunque è chiara: intendiamo sviluppare un concerto di proposte nelle quali siano contemperate le esigenze della domanda sanitaria e i conti dello Stato, poichè se mai si dovesse prevenire ad un riassetto dei sistemi di gestione questi saranno notevolmente inferiori ai 100 miliardi attuali. Ridurre la spesa per la salute è in controtendenza con altri Paesi ove essa è in crescita (negli Usa di ben 5 volte quella italiana). Ciò significa che una posizione politica possibile è quella di una ristrutturazione globale dell&#8217;assistenza che comporti risparmi e non tagli.</p>
<p>Se dunque assumiamo che assistenza e previdenza presentino profilo d’intreccio e poiché il dibattito odierno verte anche sul Trattamento di Fine Rapporto, la vecchia Liquidazione di fine rapporto, o TFR,  la cui cifra complessiva si aggira sui 150 miliardi, la nostra proposta può se non altro contribuire al dibattito sul tema. Il &#8220;trattamento di fine rapporto&#8221;, in sigla TFR è la somma che spetta al lavoratore dipendente al termine del lavoro in un&#8217;azienda. Conosciuta, specie in passato, più popolarmente come &#8220;liquidazione&#8221;, è una prestazione al cui pagamento è tenuto il datore di lavoro nel momento in cui cessa il rapporto stesso. La sua disciplina è prevista nell’art.2120 del c.c.. Il TFR gioca un ruolo fondamentale, per il rilancio della previdenza integrativa, nella <a title="Apre una nuova finestra" href="file:///C:\Users\Info\Documents\UNIONE%20CIVICA\AVVENIRE\LA%20LIEVITAZIONE%20DELLA%20SPESA%20E.doc" target="_blank">nuova riforma previdenziale</a> (legge 243/2004), pubblicata sulla G.U. del 21 settembre 2004. Infatti, la legge Maroni stabilisce il suo “dirottamento” automatico alla previdenza complementare, salvo diverso avviso da parte del lavoratore.</p>
<p>Le ipotesi di lavoro sono lo slittamento del TFR in busta paga (scenario A) ovvero la capitalizzazione ai fini contributivi , ciò che comporterebbe un fondo pensione integrativo (scenario B).</p>
<p>Tuttavia riteniamo che esista un terzo scenario (scenario C) cui si perviene per una serie di passaggi logici:</p>
<p>a) l’età media è in continua ascesa: toccheremo nel 2014 il top dei 20 milioni di ultrasessantenni, 86% dei quali in fase di pensionamento o prepensionamento;</p>
<p>b) malgrado i continui progressi, ben il 74% degli ultrasessantenni presenta stato di malattia e quindi la necessità di ricorso alla spesa ospedaliera o farmaceutica;</p>
<p>c) la gran parte dei pensionati capitalizza il TFR per ottenere un plus agevolativo ed aggiuntivo per la terza età;</p>
<p>d) si deduce che se tale operazione viene fatta dallo Stato si risparmiano alcuni passaggi, con un godimento di benefit da parte dello Stato stesso.</p>
<p>In pratica, la proposta è quella di una capitalizzazione di almeno il 50% del TFR complessivo (75 miliardi), che ben o male corrispondono all’intero capitolo di spesa per la sanità, ai fini contributivi assistenziali.  Lo Stato cioè si comporta da buon padre di famiglia, assicurando al proprio cittadino una certa cifra ma destinandola direttamente alla contribuzione assistenziale, almeno nella sua quota capitalizzata. Qualora le parti convocate in concertazione sul problema (industria, sindacati ed altre rappresentanze) ritenessero vulnerata la difesa economica dell’azienda, il 50% potrebbe anche diventare 25% ma  cifra inferiore.</p>
<p>I vantaggi assicurati sarebbero i seguenti:</p>
<p>1) resterebbe nelle casse dello Stato il 50% ad maximum o 25% al minimum del TFR capitalizzato ai fini assistenziali;</p>
<p>2) il pensionato godrebbe effettivamente di un 50% in meno di TFR , ma si vedrebbe corrisposta una quota parte in trattamento assistenziale le cui forme possono essere suddivise in fondi assicurativi o esenzioni dai ticket sanitari;</p>
<p>3) tale agevolazione sanitaria si riverserebbe sui pensionati nel loro complesso, assicurando un maggior benefit per i pensionati al minimo pensionistico;</p>
<p>4) capitalizzando il TFR nel suo 50% (75 miliardi), si otterrebbero mediamente circa 4 miliardi di interesse attivo che incrementerebbero l’attuale capitolo di spesa della sanità,  riversandosi tra la spesa farmaceutica e quella ospedaliera.</p>
<p>In pratica attraverso una destinazione già prefissata non si farebbe altro che investire in assistenza senza mortificare i diritti e le necessità del cittadino ma sollevandolo addirittura di ogni problematica relativa all’investimento del TFR, evitando così il trasferimento di questi fondi ad Enti Privati (Banche, Assicurazioni) ai quali si rivolgerebbe il cittadino pensionato per investire il suo TFR. Senza dimenticare un altro vantaggio dato dalla più equa ripartizione dei fondi che si riverserebbero in parte sulle classi di pensionati meno abbienti.</p>
<p>Ecco, è su questi temi che vanno affrontati la natura ed il destino del socialismo, senza mezzi termini e senza tentazioni liberistiche che cedono ad industria capitalistica, banche ed assicurazioni, il dominio sui lavoratori autonomi e dipendenti, sui salariati, sui pensionati su cui grava anche l’alea della vecchiaia incombente spesso intricata da problemi di salute..</p>
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		<title>Vivere a Roma? E&#8217; come fumare 12 sigarette al giorno</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 09:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Phil</dc:creator>
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		<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
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		<description><![CDATA[I sacrifici per chi decide di smettere di fumare non sono a volte a pieno ripagati,  succede a chi vive in una grande metropoli come Roma,  a causa dello smog e degli alti valori di livelli di polveri sottili respirare l&#8217;aria della città equivale infatti a fumare circa 12 sigarette  al giorno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I sacrifici per chi decide di smettere di fumare<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2010/04/sigarette-fumo-2069695-o1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-508" title="sigarette-fumo-2069695-o1" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2010/04/sigarette-fumo-2069695-o1-300x225.jpg" alt="" width="160" height="120" /></a> non sono a volte <strong>a pieno ripagati</strong>,  succede a chi vive <strong>in una grande metropoli come Roma</strong>,  a causa dello smog e degli <a href="http://associazionereds.com/2010/04/22/smog-alle-stelle-un-problema-sottovalutato-i-dati-di-roma/" target="_blank"><strong>alti valori di livelli di polveri sottili</strong></a> respirare l&#8217;aria della città equivale infatti a fumare <strong>circa 12 sigarette  al giorno.</strong> Va peggio ai fiorentini, il capoluogo toscano ha la  maglia nera di questa singolare classifica con <strong>15 sigarette al giorno.</strong></p>
<p><a href="http://www.corriereromano.it/public/img_3261_tassomortalit.JPG"><img class="alignright" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px; border: 0pt  none;" title="TASSO DI MORTALITA' PER MALATTIE RESPIRATORIE" src="http://www.corriereromano.it/public/img_3261_tassomortalit.JPG" border="0" alt=" " hspace="7" width="290" height="209" align="left" /></a>Anche il  tasso di mortalità per le malattie respiratorie è nettamente <strong>più alto  nelle città dove l&#8217;inquinamento atmosferico</strong> è più concentrato.</p>
<p>La  mortalità per BPCO (Broncopneumopatia Cronica                                      Ostruttiva) nell&#8217;area romana <strong>è incrementata del 43,4%</strong> (dati del 1993) rispetto ai dati di circa 12 anni prima, la BPCO è una  malattia polmonare                                     progressiva, non  completamente  reversibile che ostruisce le vie aeree,  rendendo  difficoltosa                                     la respirazione.  Pazienti con BPCO,  inclusi                                     quelli  con bronchite cronica ed  enfisema,                                      mostrano sintomi che vanno da <strong>tosse  ed espettorato </strong><strong> a mancanza di fiato</strong> durante sforzi  anche modesti come una  semplice passeggiata.</p>
<p><a href="http://www.corriereromano.it/public/img_7949_da.JPG"><img style="margin-left: 7px; margin-right: 7px; border: 0pt none;" src="http://www.corriereromano.it/public/img_7949_da.JPG" border="0" alt=" " hspace="7" width="314" height="235" align="left" /></a>Non va meglio per le allergie nasali, è  molto intuitiva questa tabella che indica l&#8217;aumento dei casi di allergie  nel nostro paese dal 1980 al 2004, è chiaro come nelle aree urbane  il numero di casi di allergie nasali siano addirittura il doppio  rispetto ad una metropoli. L&#8217;inquinamento non fa male solo ai cittadini,  questo incide pesantemente anche sulla spesa sanitaria regionale, nelle  principali città metropolitane la spesa sanitaria per questo tipo di  malattie causate dall&#8217;inquinamento atmosferico raggiunge voci milionarie.</p>
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		<title>Smog alle stelle, un problema sottovalutato. I dati di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 08:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Phil</dc:creator>
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		<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[La qualità dell’aria nelle nostre città è controllata da centinaia di centraline delle agenzie regionali per l’ambiente, queste centraline rilevano ogni giorno i livelli di polveri sottili, il cosidetto Pm10, così dannoso per la nostra salute. I valori limite sono definiti in Italia dal Decreto Ministeriale del 2 aprile 2002, n. 60 che fissa due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La qualità dell’aria nelle nostre città è controllata da centinaia di centraline delle agenzie regionali per l’ambiente, queste centraline rilevano ogni giorno i livelli di polveri sottili, il cosidetto Pm10, così dannoso per la nostra salute. I valori limite sono definiti in Italia dal Decreto Ministeriale del 2 aprile 2002, n. 60 che fissa due limiti accettabili di PM10  in atmosfera: il primo è un valore limite di 50 µg/m³  (microgrammi per metro cubo) come valore medio misurato nell&#8217;arco di 24 ore e da non superare più di 35 volte all’anno. Il secondo come valore limite di 40 µg/m³ come media annuale.</p>
<p>E<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2010/04/img_4255_121871_71788_medium.jpg"><img class="alignleft  size-medium wp-image-495" title="img_4255_121871_71788_medium" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2010/04/img_4255_121871_71788_medium-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>cco i dati che riguardano la Capitale; rispetto ad un anno fa, per quanto gli sforamenti del primo valore di Pm10 siano in leggera flessione, a Roma continua a tirare una brutta aria. Quella che respiriamo da tre mesi a questa parte, infatti, ha oltrepassato per ben 151 volte i limiti dei livelli delle polveri sottili registrati dalle centraline dell&#8217;Arpa sparse in città. Lo scorso anno, dopo un trimestre, ne erano state registrate cinque in più. Chi vede il bicchiere mezzo pieno potrà anche festeggiare ma, in realtà, lo smog a Roma resta un problema colpevolmente sottovalutato.<br />
Se andiamo ad analizzare le zone della città dove l’inquinamento è più alto troviamo in cima alla classifica Cinecittà: dal primo gennaio al 31 marzo i livelli delle polveri sottili hanno sforato 25 volte, seguita a ruota da largo Preneste e corso Francia (22 volte sopra i livelli) e Fermi e Tiburtina con 20.</p>
<p>E se continuano gli sforamenti, ovviamente continuano pure le polemiche tra amministrazione e associazioni ambientaliste. Legambiente accusa la giunta Alemanno di sottovalutare il problema smog e di aver peggiorato la situazione. Gli sforamenti sono diminuiti per via delle abbondanti piogge e grazie agli ecoincentivi del governo che hanno permesso un ricambio della flotta di trasporto pubblico. L&#8217;assessore all&#8217;ambiente del Comune di Roma Fabio De Lillo è convinto che gli sforamenti in meno derivino da una più saggia strategia che ha evitato interventi spot concentrandosi su interventi strutturali, come, tra i tanti citati, il rinnovo degli autobus, per l&#8217;appunto, il potenziamento del car sharing, l&#8217;attivazione del bike sharing e l&#8217;installazione sui bus di speciali filtri che aspirano le polveri sottili. La situazione, dati alla mano, non è cambiata granché e, forse più di tanti altri, il problema dell&#8217;inquinamento è quello mal trattato con più continuità tra la giunta precedente e quella attuale.</p>
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		<title>CI RISIAMO, NUOVA FUGA! DI NOTIZIE? MACCHE&#8217;..NUCLEARE</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 06:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMBIENTE & CLIMA pianeta con la febbre]]></category>
		<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Fuga radioattiva in Francia, la terza in due settimane, stavolta non mascherabile, sirene a tutta forza, evacuazione e 100 contaminati per la fuoriuscita di polvere arricchita di Cobalto58 da un tubo nella centrale numero 4 di Tricastin. E siamo a 200 chilometri dal confine italiano. Il terzo incidente, dunque, dopo la fuga di uranio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/07/centrale_rid-nucl.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-307" title="centrale_rid-nucl" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/07/centrale_rid-nucl.jpg" alt="" width="481" height="373" /></a><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"> Fuga radioattiva in Francia, la terza in due settimane, stavolta non mascherabile, sirene a tutta forza, evacuazione e 100 contaminati per la fuoriuscita di polvere arricchita di Cobalto58 da un tubo nella centrale numero 4 di Tricastin. <strong>E siamo a 200 chilometri dal confine italiano.</strong> Il terzo incidente, dunque, dopo la fuga di uranio dalla tubatura di Tricastin di due settimane fa e il successivo incidente di giovedì scorso nella centrale di Romans-sur-Isere, entrambi classificati di livello 1. Gli operai sono indicati come contaminati e per Alain Peckre, direttore della centrale, si è trattato di &#8221;un episodio senza gravità&#8221;. Alle 9:30 del 22 luglio un gruppo di dipendenti addetti alla manutenzione del reattore 4 ha aperto un tubo all&#8217;interno dell&#8217;impianto ed è uscita polvere radioattiva, secondo quanto riferito dallo stesso Peckre. Scattati gli allarmi con evacuazione del sito, per circa 100 dipendenti coinvolti è stata segnalata contaminazione. 91 operai sono attualmente positivi per radioelementi 40 volte inferiori al limite annuale previsto, stando alla responsabile della comunicazione della centrale, Stephanie Biabaut. È il secondo episodio in pochi giorni a EDF-Tricastin, dove lavorano 1.200 persone e 550 sono distaccate in un&#8217;area di 600 ettari tra la Vaucluse e la Drome, area con la maggiore concentrazione di centrali nucleari. Dopo l&#8217;incidente, il ministro dell&#8217;Ecologia, Jean-Louis Borloo, non ha potuto fare a meno di annunciare una prossima verifica di tutte le falde freatiche situate nei pressi delle centrali nucleari francesi, nel timore di possibili contaminazioni idriche. </span></p>
<p class="MsoNormal">
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		<title>SANTA RITA AIUTACI TU&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 12:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>

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		<description><![CDATA[MA E’ IL MODELLO SANITARIO CHE NON VA
I recenti fatti di Milano, oltre che evidenziare le manchevolezze di una struttura privata incompleta, mal strutturata e che nacque nel passato come punto di riferimento privato dell’Istituto dei Tumori, allora in via Venezian, mettono in luce le manchevolezze del cosidetto Modello Formigoni. Di cosa trattasi presto detto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-family: ">MA E’ IL MODELLO SANITARIO CHE NON VA</span></strong><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/santa-rita-image.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-276" title="santa-rita-image" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/santa-rita-image.jpg" alt="" width="218" height="148" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-family: ">I recenti fatti di Milano, oltre che evidenziare le manchevolezze di una struttura privata incompleta, mal strutturata e che nacque nel passato come punto di riferimento privato dell’Istituto dei Tumori, allora in via Venezian, mettono in luce le manchevolezze del cosidetto Modello Formigoni. Di cosa trattasi presto detto. Secondo Formigoni, la sanità lombarda non solo è sana ma i conti pubblici sono in ordine. Dov’è la mistificazione? Presto detto anche questo.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: ">Durante la campagna elettorale del 2005, nel sito del candidato-presidente, poi eletto, vi era una delle finestre con il seguente titolo:<strong>”Spesa sanitaria: basta mistificazioni. Un sistema sano con i conti in regola”.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/santa-rita21.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-278" title="santa-rita21" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/santa-rita21.jpg" alt="" width="300" height="269" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: ">La finestra era corredata di tabellina, di seguito qui riportata,</span><strong><span style="font-size: 9pt; font-family: "> (fonte www.formigoni.it</span></strong><span style="font-family: ">), che indica il <em>Miracolo a Milano</em>: la regione che investe fino all’80% del suo PIL in sanità ha un avanzo pro-capite! Un’analisi più approfondita della tabella<span> </span>segnala che, ad esempio, prendendo quattro regioni amministrate dal Centro-Destra ( Piemonte, Liguria, Lazio e Sicilia) il disavanzo medio pro capite è pari a <strong>-103 euro/anno/p.c.</strong> mentre analizzandone quattro in carico al Centro-Sinistra (Campania,Toscana,Emilia Romagna, Sardegna) il disavanzo è pari a <strong>-112.25. Sostanzialmente un disavanzo non dissimile che non può essere invocato come discrimine.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: ">Malgrado ciò, secondo l’ottica di Formigoni, le Regioni con minore disavanzo sono Lombardia Puglia e Calabria, le altre più prodighe sono quelle amministrate dalla sinistra.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: ">Come tutti sanno il c.d. modello Formigoni è quel modello sanitario ispirato ad una offerta sanitaria sempre più privatizzata, nella speranza di poter aumentare la qualità del prodotto, la sua distribuzione e la sua accessibilità. Un modello nel quale la componente pubblica si va assottigliando sempre più e viene progressivamente sostituita dal contributo privato che si ripartisce a sua volta in due componenti: quella <strong>privata assoluta</strong>, costituita dalla contribuzione del cittadino alla spesa diagnostica, terapeutica e farmaceutica e quella <strong>privata relativa</strong>, costituita dalla introduzione nel settore sanitario da una quota parte assicurativa privata che contribuisce al rimborso sub-totale, a fronte della contrazione di un rapporto assicurativo. </span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-family: ">Una sanità dunque nella quale</span></em><span style="font-family: "> gioca in massima parte la contribuzione individuale, dettata dal proprio reddito. </span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-family: ">Un modello sanitario dunque nel quale </span></em><span style="font-family: ">chi più possiede, in termini di reddito, più facilmente accede ai servizi ed alla loro qualità. <strong>Quindi una sanità non per tutti ma per pochi.</strong> In questi termini, è più facile per un amministratore aumentare il livello di offerta sanitaria, la cui spesa massimale si scarica prevalentemente sulle convenzioni con privati. Ossia: la quota finanziaria destinata ad uso ed investimenti pubblici viene invece utilizzata per assicurarsi l’offerta sanitaria (diagnostica, terapeutica e farmaceutica) di enti privati. Questi ultimi implementano sì l’offerta pubblica ma riducono le possibilità di sviluppo del pubblico (in effetti da anni sono venuti meno gli investimenti) proprio per poter rendere concorrenziale l’offerta della struttura privata. E’ dunque gioco facile, scaricando i costi sulla diretta tasca del cittadino, affermare poi che la Regione Lombardia non ha disavanzo/pro capite. Ma nella tabella mancano due colonne: la spesa privata diretta e la spesa privata indiretta, contratta tramite termine assicurativo.</span><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/diapositiva1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-274" title="diapositiva1" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/diapositiva1.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: ">Diverso il discorso per le Regioni del Centro-Sinistra. Laddove l’offerta sanitaria è massimamente pubblica, come Toscana, Campania ed in buona parte<span> </span>Emilia-Romagna, il disavanzo medio innanzitutto non differisce sostanzialmente da quello delle Regioni amministrate dal Centro Destra, qui di seguito</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><strong><span style="font-family: ">Piemonte <span> </span><span> </span>-117; </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><strong><span style="font-family: ">Liguria <span> </span><span> </span>-101;</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><strong><span style="font-family: ">Lazio<span> </span><span> </span>-104; </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><strong><span style="font-family: ">Sicilia <span> </span><span> </span>-90</span></strong><span style="font-family: ">, in euro/pro capite contro </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><strong><span style="font-family: ">Toscana <span> </span><span> </span>-84;</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><strong><span style="font-family: ">Campania<span> </span>-163;</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><strong><span style="font-family: ">Emilia <span> </span><span> </span>-74;</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><strong><span style="font-family: ">Sardegna <span> </span><span> </span>-128. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;">
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><span style="font-family: ">Solo che in queste Regioni l’offerta sanitaria è equipollente in ordine alla qualità del prodotto e soprattutto alla concorrenzialità con le altre aree del paese. Infatti è proprio in queste aree che si registra negli ultimi anni un carico di pendolarismo sanitario che consente l’afflusso di pazienti da altre Regioni più disagiate. Basti pensare ai poli sanitari di Bologna con l’Istituto Rizzoli, di Firenze con Careggi, di Napoli con il Cardarelli etc. Tutte strutture di Alta Specializzazione in quanto IRCCS.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"><span style="font-family: ">Malgrado questo, le liste d’attesa sono entro i limiti oppure ai margini di poco eccedenti, diversamente da quanto avviene a Roma e Milano, ove si trascorrono dai 5 ai 6 mesi per una TAC. Tale logica perversa è facilitata dall’introduzione del DRG che ha favorito un incremento di prestazioni, in modo concorrenziale tra Azienda Ospedaliera Pubblica ed Aziende private indipendentemente dalla logica di programmazione e dai piani di programmazione sanitari.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: ">Si assiste poi al fenomeno sempre più diffuso dell’introduzione dei Ticket, forfetario e non relazionato alla tipologia d’intervento. Questa disparità regionale ( il ticket è obbligatorio nel Lazio e non in Toscana) serve solo a penalizzare le classi più povere che così pagano la sanità quattro volte: con le aliquote di imposizione alla fonte, con i ticket, con la spesa farmaceutica privata, ed infine con il ricorso alla medicina specialistica privata ( in fase diagnostica e soprattutto in fase terapeutica). Ed il tutto a fronte della presunta e ridicola riduzione delle imposizioni fiscali che è stato possibile attuare anche e soprattutto in relazioni ai maggiori costi addizionali regionali che si scaricano poi sul capitolo di spesa della sanità. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: ">Dunque la Sanità, secondo il modello privatistico, diviene un processo di fatturazione e di surplus finanziario come recita la Tabella di Formigoni. Quello che non dice la Tabella è in quale direzione vengono reinvestiti gli utili, la tipologia di programmazione sanitaria. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: ">Ne deriva che in un sistema siffatto, Milano ha un grande ventaglio di esempi, il fenomeno della soddisfazione degli interessi privati finisce con il confliggere con gli interessi della collettività e prelude a casi di patente corruzione e malcostume, nel migliore dei casi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-family: ">In Lombardia poi </span></em><em><span style="font-family: ">la </span></em><strong><em><span style="font-family: ">spesa </span></em></strong><em><span style="font-family: ">è cresciuta ed il suo eccesso è stato ripianato fino al 2001 facendo </span></em><strong><em><span style="font-family: ">mutui per 1234 mln di €</span></em></strong><em><span style="font-family: ">, dal 2002 introducendo </span></em><strong><em><span style="font-family: ">un’addizionale IRPEF </span></em></strong><em><span style="font-family: ">per un gettito annuo di </span></em><strong><em><span style="font-family: ">320 mln di €</span></em></strong><em><span style="font-family: ">, dal 2003 con </span></em><strong><em><span style="font-family: ">ticket</span></em></strong><em><span style="font-family: "> sui farmaci e pronto soccorso per altri</span></em><strong><em><span style="font-family: "> 200 mln di € </span></em></strong><em><span style="font-family: ">annui.</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-family: ">DRG e rimborsi che poi diventano facili da aggirare come ostacolo e la corruzione è dietro l’angolo. Il modello Formigoni non necessariamente deve ma certamente facilita questa corruttela dilagante.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: "> </span></p>
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		<title>MENO TASSE PIU&#8217; TOSSE: LA RICETTA BERLUSCONIANA</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 12:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[DA S.MARGHERITA LIGURE IL PREMIER, SIG. BURLESQUONI INDICA IL SUO PROGRAMMA: &#8220; MENO TASSE, PIU&#8217; TOSSE, PER VIA DEL TRAFFICO&#8230;.&#8221; MA INDICA  ANCHE UNA SOLUZIONE ALLA CONGESTIONE URBANA, COME VEDETE NELLA FOTO&#8230;.ALLAGHIAMOCI NEL FANGO CON L&#8217;ACQUA ALLA GOLA&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/meno-traffico1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-267" title="CHINA HONG KONG FLOOD" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/meno-traffico1.jpg" alt="" width="499" height="316" /></a>DA S.MARGHERITA LIGURE IL PREMIER, SIG. BURLESQUONI INDICA IL SUO PROGRAMMA: &#8220;<strong> MENO TASSE, PIU&#8217; TOSSE,</strong> PER VIA DEL TRAFFICO&#8230;.&#8221; MA INDICA  ANCHE UNA SOLUZIONE ALLA CONGESTIONE URBANA, COME VEDETE NELLA FOTO&#8230;.ALLAGHIAMOCI NEL FANGO CON L&#8217;ACQUA ALLA GOLA&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA PISTOLA NUCLEARE ALLA TEMPIA ALPINA</title>
		<link>http://associazionereds.com/2008/06/05/la-pistola-alla-tempia-alpina/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 07:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMBIENTE & CLIMA pianeta con la febbre]]></category>
		<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
L’ Europa di nuovo sotto incubo, a 22 anni da Cernobyl. Un incidente nella centrale nucleare slovena di Krsko, a circa 130 km da Trieste, ha indotto la commissione europea a Bruxelles ad attivare il sistema di allerta europea sui rischi radioattivi.
L’Italia, che ha una triplice pistola nucleare puntata alla tempia alpina, Francia, Svizzera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/nucleare-scajola.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-259" title="nucleare-scajola" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/nucleare-scajola.jpg" alt="" width="296" height="212" /></a> <a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/nucleare-in-slovenia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-258" title="FILE SLOVENIA NUCLEAR POWER PLANT" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/06/nucleare-in-slovenia.jpg" alt="" width="322" height="212" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: ">L’ Europa di nuovo sotto incubo, a 22 anni da Cernobyl. Un incidente nella <strong><span style="font-family: ">centrale nucleare slovena di Krsko</span></strong>, a circa 130 km da Trieste, ha indotto la commissione europea a Bruxelles ad attivare il sistema di allerta europea sui rischi radioattivi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: ">L’Italia, che ha una triplice pistola nucleare puntata alla tempia alpina, Francia, Svizzera, Slovenia, sarebbe il primo Paese di impatto in caso di incidente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: ">Secondo la portavoce della centrale, Ida Novak, vi è stata una fuoriuscita di liquido nel circuito di raffreddamento primario dell&#8217;impianto, ma nessuna fuga radioattiva nell&#8217;ambiente circostante. La centrale è stata fermata a titolo precauzionale per stabilire le cause dell&#8217;inconveniente e per le opportune riparazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: ">Aspre critiche alla Slovenia sono venute dalla vicina Austria, dove il ministro dell&#8217;ambiente Josef Proell ha chiesto spiegazioni a Lubiana per non essere stato informato correttamente sull&#8217;incidente alla centrale di Krsko. Secondo Proell, gli sloveni hanno dapprima segnalato l&#8217;incidente come una <em>&#8220;esercitazione</em>&#8221; e non come un incidente vero. Il governatore della Carinzia Haider ha chiesto da parte sua la chiusura della centrale di Krsko, che viene sfruttata unitamente alla Croazia. In effetti Krsko è in cogestione tra Slovenia e Croazia ed è stata costruita da un consorzio dell&#8217;americana Westinghouse, entrando in funzione nel 1983. L&#8217;energia prodotta dalla centrale copre il 20% dei consumi  elettrici sloveni e il 15% di quelli croati. Dunque l’impianto appare effettivamente obsoleto e da inserire tra le vecchie centrali. Questo non lo esime dal costituire oggi ed in avanti una seria minaccia per le coste adriatiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: ">Agli amici che vogliono centrali in Italia, questo segnale dice qualcosa o non ancora? Per fortuna i nostri verdi non hanno sposato ancora la causa nucleare, alla quale si è convertito Chicco Testa, ragazzo simpatico dalle idee brillantissime e con qualità tali che andrebbe  &#8220;termovalorizzato&#8221;.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>VOLARE&#8230;.OH.OH&#8230;RESPIRARE&#8230;.OHOHOHO&#8230;..NEL BLU&#8230;.</title>
		<link>http://associazionereds.com/2008/05/31/volare/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 May 2008 12:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMBIENTE & CLIMA pianeta con la febbre]]></category>
		<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[             

La Airline Deregulation del 1978 ha fatto sì che il mercato aereo entrasse nella fase di competitività e quindi tanto maggiore la disponibilità dei voli tanto più bassi e competitivi i prezzi. Ma questo ha comportato un costo enorme in termini di inquinamento. Secondo recenti ricerche (Wennberg, 2006, California Institute of Technology) la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/aerei1.jpg" alt="" width="217" height="149" />        <a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/aerei2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-247" title="aerei2" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/aerei2-249x300.jpg" alt="" width="156" height="153" /></a>     <a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/sole1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-256" title="sole1" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/sole1.jpg" alt="" width="222" height="155" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;">La Airline Deregulation del 1978 ha fatto sì che il mercato aereo entrasse nella fase di competitività e quindi tanto maggiore la disponibilità dei voli tanto più bassi e competitivi i prezzi. Ma questo ha comportato un costo enorme in termini di inquinamento. Secondo recenti ricerche (</span><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;">Wennberg</span><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;">, 2006, California Institute of Technology) la navigazione aerea e&#8217; responsabile del 10% dell&#8217;effetto serra con un incremento destinato a triplicare entro il 2050. Anche in Europa </span><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;">le emissioni di gas a effetto serra, diversamente da quanto avviene in sede mondiale, sono state incluse nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) con la speranza di ridurre la quantità di CO<sub>2</sub> del 46% entro il 2020 rispetto alle emissioni previste in assenza di ulteriori politiche. </span><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;">Per raffigurare immaginificamente le dimensioni del problema, un passeggero in volo, andata e ritorno, tra Londra e New York genera le stesse emissioni che una famiglia europea media produce in un anno per riscaldare la propria abitazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;">G</span><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;">li aerei commerciali generano 600 milioni di tonnellate di CO<sub>2</sub> l&#8217;anno. Liberano ossidi di azoto nella troposfera (la parte più bassa dell&#8217;atmosfera, sede dei fenomeni meteorologici); qui si ossidano nell&#8217;ozono troposferico che, a quell&#8217;altezza, innesca un potente effetto serra. Con le scie di vapore acqueo si dà luogo alla formazione di cirri che incarcerano il calore all&#8217;interno dell&#8217;atmosfera. Così il trasporto aereo arriva a incidere per un 10% sul totale dell&#8217;effetto serra. Gli effetti al suolo non sono meno importanti. Innanzitutto vige la regola di scaricare il carburante in eccesso in prossimità del luogo di atterraggio. Se l’aeroporto è su una rotta marina, lo scarico avviene in mare, viceversa sui territori spesso abitati. I decibel che normalmente in un’area abitata si aggirano sui 79-80, in prossimità di un aeroporto (Malpensa e Ciampino) si innalzano fino ai 150 dbA, quando i limiti dell’OMS prevedono 50-60 di notte e 60-70 di giorno. I comitati civici sono allertati, basti pensare alla battaglia contro l&#8217;ingigantirsi di Malpensa. In Italia, sulla spinta di compagnie low cost ( Ryan, Aegean, Easy), sono stati attivati aeroporti di secondo livello (Orio al Serio,Forlì, Parma, Crotone e si prevede l’attivazioni di piste militari -terzo livello- come Grosseto, Ghedi, Ampugnano, Gioia del Colle, Pratica di Mare). Nel frattempo sono state realizzate opere infrastrutturali di sostegno ad aeroporti come Olbia-Costa Smeralda-Villa Certosa mentre a Fiumicino è stata aperta la Cargo City. A fronte di questo sviluppo si osserva che la fonte di emissioni di gas serra più veloce del mondo, anche nella crescita, è paradossalmente rimasta fuori del Protocollo di Kyoto. La comunità internazionale non  è concorde su dove allocare le <em style="mso-bidi-font-style: normal;">emission trading</em> per i voli internazionali se a carico del paese di partenza, paese di arrivo od addirittura il paese che ha venduto il kerosene. Secondo la Commissione Ambientale d&#8217;Inchiesta (EAC) del Parlamento britannico, nel 2050, il solo settore dell&#8217;aviazione rappresenterà ben il 66% delle emissioni del Paese. Nel Libro Bianco sull&#8217;Energia, il governo inglese, unico in Europa, si è dato per il 2050, l&#8217;obiettivo di ridurre le emissioni del 60% rispetto al 1990, viso che in </span><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;">Europa incrementi sfiorano l&#8217;87%. Da qui l&#8217;urgenza per mettere a punto un pacchetto completo di misure, comprendenti strumenti normativi, economici, tecnologici e operativi, onde affrontare tutti gli effetti del trasporto aereo sul clima, applicando <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">il principio che chi inquina paga</strong>. In attesa di introdurre la tassazione del kerosene e di imporre una tassa su tutti i voli nazionali e intracomunitari, la prima misure che l&#8217;Ue intende adottare è appunto un mercato delle quote di emissione (EU ETS) al trasporto aereo, La direttiva proposta riguarderà le emissioni prodotte dai voli civili effettuati all&#8217;interno dell&#8217;UE a partire dal 2011 e, dal 2012, anche quelle prodotte dai voli in partenza e in arrivo negli aeroporti dell&#8217;UE. Le disposizioni si applicheranno agli operatori aerei dell&#8217;UE e stranieri.</span><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;"> La proposta della Commissione prevede di attribuire alle compagnie aeree quote annue negoziabili di CO<sub>2</sub>. Alla fine di ogni anno, esse dovranno scambiare una parte delle loro quote in proporzione alle tonnellate di CO<sub>2</sub> emesse. In futuro il totale delle quote a disposizione delle compagnie aeree non potrà superare il livello medio delle emissioni (in tonnellate di CO<sub>2</sub>) prodotte nel periodo 2004-2006.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;">I voli all&#8217;interno dell&#8217;UE saranno inclusi nel sistema a partire dal 2011, mentre dal 2012 l&#8217;applicazione dell&#8217;ETS sarà estesa a tutti i voli internazionali in arrivo e in partenza dagli aeroporti dell&#8217;UE.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;">Come per gli impianti partecipanti al sistema di scambio delle quote, le compagnie aeree potranno vendere le quote eccedenti se ridurranno le proprie emissioni e comprare quote supplementari se continueranno ad emettere un eccesso di gas serra. L&#8217;entità dell&#8217;assegnazione iniziale, secondo la posizione comune dovrà essere stabilita a livello UE, al fine di evitare che le assegnazioni iniziali condotte a livello nazionale possano essere eccessivamente generose. La quantità totale di quote da assegnare agli operatori per il periodo compreso tra il gennaio 2012 e il 31 dicembre 2012 è equivalente al 100% delle emissioni storiche del trasporto aereo. Dal 2013 la quantità di quote da assegnare ammonterà al 100% per ogni periodo successivo moltiplicato per il numero di anni che costituiscono il periodo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #17365d;">Mentre dunque per le emissioni nazionali ed europee ci sono questi provvedimenti, quelle generate dai voli internazionali aumentano, compromettendo i provvedimenti adottati dall&#8217;UE ed addirittura annullandoli essendo l’Europa rotta di tratte intercontinentali da e per l’Asia e le Americhe, senza considerare che, dal 1990 le emissioni dei voli internazionali sono aumentate nell&#8217;UE dell&#8217;87%, a seguito della riduzione delle tariffe dei trasporti aerei e della deregulation.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 1pt 0cm 8pt;"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #17365d;">Un discorso a parte meritano gli aerei militari. Nel 2003, per il conflitto USA-Iraq, è stato calcolato quanto contribuisce all&#8217;effetto serra una guerra aerea. Un aereo da caccia tipo F-15E Strike Eagle o F16 Falcon dissipa 16.200 litri/ora; un bombardiere B52, 12.000 litri/ora; un elicottero da combattimento tipo AH64 Apache, 500 litri/ora. Un mese di guerra aerea comporta l&#8217;emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO: l&#8217;equivalente dell&#8217;effetto serra totale provocato in un anno da una città di 310 mila abitanti.Ma non c’è bisogno di guerra per avere migliaia di voli sui cieli europei di sola esercitazione.</span></span></p>
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		<title>E LE STELLE STANNO A GUARDARE&#8230;&#8230;.(LORO POSSONO!)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 07:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMBIENTE & CLIMA pianeta con la febbre]]></category>
		<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[
Anche il summit sulla questione climatica, tenuto a Kobe ed appena terminato nel silenzio generale, indica una gravissima stagnazione nel processo di riduzioni delle emissioni gassose. Non si va al di là delle raccomandazioni formali dei ministri dell&#8217;Ambiente del G8 e nell&#8217;annuncio finale del summit di Kobe c&#8217;é poco spazio, a causa delle marcate divergenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/effetto-serra-temperature.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-182" title="effetto-serra-temperature" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/effetto-serra-temperature.gif" alt="" width="483" height="495" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;">Anche il summit sulla questione climatica, tenuto a Kobe ed appena terminato nel silenzio generale, indica una gravissima stagnazione nel processo di riduzioni delle emissioni gassose. Non si va al di là delle raccomandazioni formali dei ministri dell&#8217;Ambiente del G8 e nell&#8217;annuncio finale del summit di Kobe c&#8217;é poco spazio, a causa delle marcate divergenze emerse, per l&#8217;obiettivo del 2020 su cui l&#8217;Unione europea (e la Germania in particolare) ha puntato in modo rilevante. Il picco delle emissioni atteso entro i prossimi 15-20 anni richiederà un duro lavoro con i Paesi in via di sviluppo per contenere il danno emergente. I ministri, però, non hanno fatto menzione dei rapporti scientifici secondo cui i paesi ricchi devono effettuare riduzioni del 25-40 per cento, anziché il 16%, entro il 2020 per evitare il riscaldamento del pianeta di due gradi. Per l&#8217;Italia il prossimo sarà un anno importante, in quanto reggendo la presidenza del G8, dovrà gestire le trattative per il protocollo post Kyoto. Siamo dunque nelle mani amorevoli della Ministra Prestigiacomo che, naturalmente, dovrà studiarsi il problema. Magari decidendo i piani per il nuovo Hub di Comiso, nei progetti “segreti” del Governo. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;">L&#8217;Ue punta al taglio del 20% delle emissioni entro il 2020, offrendo l&#8217;aumento al 30% in caso di accordo generale. Il Giappone non ha ancora obiettivi al 2020 e gli Stati Uniti, che non aderiscono al protocollo, scaricano il barile sulla Cina perchè fornisca precise indicazioni. In vista dunque della negoziazione più ampia del protocollo post Kyoto (Copenhagen dicembre 2009) siamo ad una fase oltremodo interlocutoria. La Banca Mondiale, infine, farà aumentare di almeno 5,5 miliardi con l&#8217;aiuto di Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone le risorse per il fondo contro il cambiamento climatico a favore dei Paesi poveri per l&#8217;utilizzo delle tecnologie pulite. E l’Italia resta al passo con il suo incremento annuale del 22% delle emissioni.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;">Più avanzata la concezione inglese con la proposta di introdurre un sistema di debiti e crediti ecologici per ogni cittadino del Regno Unito al posto delle ormai vetuste tasse. Lo propone la Commissione Ambiente del Parlamento britannico, che vede il rivoluzionario progetto come la chiave di volta per raggiungere, in un colpo solo, la riduzione delle emissioni inquinanti e il conseguimento di una tassazione più giusta per tutti &#8211; ovvero chi inquina paga. E chi non inquina, invece, potrebbe addirittura ottenere un riconoscimento creditizio. il progetto, infatti, prevede che ad ogni individuo venga assegnato una quota annuale di &#8220;anidride carbonica spendibile&#8221; (<em>single emission trading</em>) applicata a consumo di energia e di carburante. Coloro che sforano, con uso eccessivo di aerei, auto non parsimoniose, potranno quindi &#8220;acquistare&#8221; bonus CO<sub>2</sub> da chi, al contrario, consuma meno. Certo questo porterebbe ad una maggiore redistribuzione paritaria delle tassazioni perché le accise sui carburanti sono uguali per tutti i redditi. Con questa proposta vi è insita una maggiore equità nella tassazione ma passerebbe ed in via definitiva il concetto che<strong> chi inquina paga e per reciprocità chi paga ha il diritto di inquinare quanto vuole, che </strong>,secondo noi,<strong> è la vera causa del fallimento del Protocollo di Kyoto.</strong> Ed in effetti arrivano altre critiche. Critiche alla validità del sistema stesso del <em>carbon offset</em> &#8211; progetti di salvaguardia ambientale nei paesi in via di sviluppo finanziati da aziende o governi che non riducono le emissioni di CO<sub>2</sub> &#8211; sono stati espressi da due studi indipendenti,statunitensi, pubblicati dal quotidiano britannico &#8216;The Guardian&#8217;. Secondo queste ricerche (Università di Stanford, California) due terzi dei progetti che hanno ottenuto i finanziamenti o stanno per ottenerli, con la certificazione del fondo ONU per lo sviluppo ecologico e sostenibile (Cdm), sono in realtà del tutto inefficaci. Eppure continuiamo a spendere sold nella misura di 10 miliardi di euro l&#8217;anno che è l’ammontare del mercato dei crediti ecologici garantiti Cdm e si prevede che esso aumenterà fino a 50 mld di euro nei prossimi quattro anni. Insomma ci stanno giocando e guadagnando anche con il degrado ambientale. Napoli docet!</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/il-protocollo-di-kyotodoc_cvt001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-194" title="il-protocollo-di-kyotodoc_cvt001" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/il-protocollo-di-kyotodoc_cvt001.jpg" alt="" width="500" height="612" /></a></p>
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		<title>MA LE VERE PRIORITA&#8217; SONO BEN ALTRE&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 May 2008 15:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>

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Già da qualche giorno il bombardamento mediatico su nucleare e Ponte sullo Stretto non dà requie. La grancassa berlusconiana è in azione.Però si dimentica che tra le priorità c&#8217;è la strage sui cantieri ( 1400 morti/anno circa) e sulle strade (5500 decessi). Senza dimenticare i 1000 feriti al giorno ed i circa 33 miliardi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/diapositiva14-150x150.jpg" alt="" width="364" height="364" /></p>
<p><img src="http://associazionereds.com/wp-admin/c:/DOCUMENTI/IMMAGINI/GUIDIZZOLO 055.JPEG" alt="" /></p>
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<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Già da qualche giorno il</span><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> bombardamento mediatico su <strong><span style="color: #000000;">nucleare e Ponte sullo Stretto</span></strong> non dà requie. La grancassa berlusconiana è in azione.Però si dimentica che tra le priorità c&#8217;è la strage sui cantieri ( 1400 morti/anno circa) e sulle strade (5500 decessi). Senza dimenticare i 1000 feriti al giorno ed i circa 33 miliardi di euro che vanno via per l’insipienza di chi addebita questa carneficina <em>solo </em>ad alcool e droga che in realtà incidono nella misura contenuta tra il 14 ed il 20 %. In questi giorni si compiono 51 anni dalla strage di Guidizzolo ( nella foto il monumento alle 11 vittime, tra cui 5 bambini ed i piloti Alfonso De Portago ed Edmund Gurner) che segnò la fine della Mille Miglia, 47 anni dalla strage di Monza in cui morirono il pilota Von Trips e 12 spettatori, 41 anni dall’incidente mortale di Lorenzo Bandini a Montecarlo. Tutte tragiche evenienze in competizioni sportive che pure segnano l’inizio della stagione della sicurezza stradale in Italia. Stagione segnata da misure repressive prima (eliminazioni di competizioni), sanzionatorie dopo fino al decreto della patente a punti. Oggi, come direbbero gli americani, <em>ther’is a new philosophy</em> che è poi quella della prevenzione attiva e della ricerca scientifica applicata al mondo dell’auto. Sì, perché l’auto non è più un optional come in quegli anni. Oggi è divenuta l’appendice mobile del nostro essere,da <em>status symbol</em> è divenuta uno stato di vita. La stessa economia urbana si basa su un’esasperata mobilità, di merci materiali ed immateriali e, dopo l’avvento del terziario sulla società industriale, fonda su di essa il suo sostentamento.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Se la sicurezza stradale di ieri, era quella ora descritta, quella di oggi si basa sulla statistica esasperata, riduttiva se vogliamo ad un elenco quotidiano di carneficine, che va a implementare le statistiche propinate dai media.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Così, e da queste premesse che fanno da sfondo a ben 15 anni di ricerche scientifiche, è nato il Volume <strong>“ Fattori Biodinamici in auto”</strong> Edizioni Lumieres Internationales di Lugano e scritto a più mani (Aldo Ferrara, Enrico Ferri, M.Giovanna Missaggia, Carlo Alessandrini, PierPaolo Concina, Paolo Pettinari) che apre un varco verso un’interpretazione più articolata focalizzando i seguenti elementi:</span></p>
<p class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin-left: 53pt; text-indent: -18pt;">&lt;<span>il fattore umano appare sempre più decisivo e la performance del guidatore elemento tanto essenziale quanto trascurato;</span></p>
<p class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin-left: 53pt; text-indent: -18pt;">&lt;<span>l’aumento della età media ed il miglioramento della qualità di vita portano sulle strade un considerevole numero di guidatori anche anziani ed affetti da varie patologie;</span></p>
<p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin-left: 53pt; text-indent: -18pt;">&lt;<span>di tutti gli elementi possibili, anche la qualità indoor dell’aria respirabile, assume, come documentato da tanti esperimenti scientifici,un ruolo primario.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Non si stupisca dunque il lettore se nel Volume intervengono professionalità diverse, dal Legislatore al Clinico, alla Pedagogista, all’Industriale, all’Operatore della Polizia, alla stessa testimone di alcuni di quegli eventi, Margherita Bandini che visse momenti terribili. Ma tutti, a titolo diverso, sono protesi ad un piccolo passo di sviluppo nella ricerca del settore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right: -7.15pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Gli spunti non mancano: abbiamo cercato di dare ordine ad una Materia complessa partendo dalle cognizioni attuali, quelle statistiche per passare ai metodi di educazione formativa, alla rassegna di quello che <em>“non si deve fare in auto</em>” fino alla valutazione delle migliori condizioni in cui si deve guidare o vivere in auto. </span></p>
<p><img src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/GUIDIZZOLO055" alt="" /></p>
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		<title>ARIECCO IL NUCLEARE</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 17:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMBIENTE & CLIMA pianeta con la febbre]]></category>
		<category><![CDATA[FAHRENHEIT 451 la cultura brucia?]]></category>
		<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Add new tag]]></category>

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Un tempo si diceva: &#8221; Non voglio morire democristiano&#8221; ora bisognerà dire &#8221; non voglio morire radioattivo&#8221;
ROMA ANSA- &#8220;Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro Paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione&#8221;. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, intervenendo all&#8217;assemblea di Confindustria. &#8220;Tecnicamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/nucleare-scajola.jpg" alt="" width="360" height="232" /></p>
<p><img class="alignnone" src="file:///C:/Documents%20and%20Settings/user/Documenti/UNIONE%20CIVICA/PER%20LA%20SINISTRA/REDS/nucleare%20scajola.jpg" alt="" /></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left; text-indent: 0cm; line-height: normal;" align="left"><em><span style="font-size: 12pt;">Un tempo si diceva: &#8221; Non voglio morire democristiano&#8221; ora bisognerà dire &#8221; non voglio morire radioattivo&#8221;</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left; text-indent: 0cm; line-height: normal;" align="left"><span style="font-size: 12pt;">ROMA ANSA- &#8220;Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro Paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione&#8221;. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, intervenendo all&#8217;assemblea di Confindustria. &#8220;Tecnicamente l&#8217;Enel è pronto&#8221;, ha risposto l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Enel Fulvio Conti. &#8220;Siamo pronti ed effettivamente la durata della legislatura, pari a cinque anni, può essere un percorso realizzabile&#8221; ha proseguito, spiegando che serve però &#8220;un quadro normativo aggiornato ed una forte spinta di condivisione al progetto da parte del territorio&#8221; interessato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left; text-indent: 0cm; line-height: normal;" align="left"><span style="font-size: 12pt;">Lo avevamo anticipato il 21 aprile, ecco che rispunta il nucleare a dispetto dei costi altissimi sia per la progettazione, sia per la costruzione sia per la gestione, senza che nessuno dica che le riserve di uranio stanno esaurendosi. Ad ogni buon contro chi volesse, nell&#8217;articolo del 21 aprile ( Le centrali nucleari costano? allora facciamole!) troverà ogni indicazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left; text-indent: 0cm; line-height: normal;" align="left"><span style="font-size: 12pt;">Nucleare e Ponte sullo Stretto: sono le due priorità Burlesquoniane. Ma almeno per il Ponte una soluzione che coniughi le esigenze ambientali e quelle infrastrutturali c’è:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left; text-indent: 0cm; line-height: normal;" align="left"><strong><span style="font-size: 12pt;">basta farlo a metà!!!!!!!!!!</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>PRESIDENTE MARCEGAGLIA ADESSO BASTA CON I MORTI SUL LAVORO</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 05:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

Il 22 marzo, presso uno stabilimento Marcegaglia di Boltiere,  un lavoratore di un&#8217;impresa esterna è rimasto vittima di un incidente.
“………L&#8217;infortunio si è verificato nelle prime ore della giornata presso una palazzina in fase di costruzione, dove erano al lavoro oltre ai lavoratori dell&#8217;impresa a cui era affidato l&#8217;appalto, anche altri lavoratori in subappalto ………ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; line-height: normal"><a title="cantieri.jpg" href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/cantieri.jpg"><img src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/cantieri.jpg" alt="cantieri.jpg" width="161" height="235" /></a> <a title="cantieri21.jpg" href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/cantieri21.jpg"><img src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/cantieri21.jpg" alt="cantieri21.jpg" width="193" height="232" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; line-height: normal">
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; line-height: normal"><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Georgia','serif';">Il 22 marzo, presso uno stabilimento Marcegaglia di Boltiere,  un lavoratore di un&#8217;impresa esterna è rimasto vittima di un incidente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; line-height: normal"><em><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Georgia','serif';">“………L&#8217;infortunio si è verificato nelle prime ore della giornata presso una palazzina in fase di costruzione, dove erano al lavoro oltre ai lavoratori dell&#8217;impresa a cui era affidato l&#8217;appalto, anche altri lavoratori in subappalto ………ancora da approfondire rimane la posizione lavorativa del lavoratore gravemente infortunato. </span></em><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; line-height: normal"><em><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Georgia','serif';">Come Fiom-Cgil Bergamo, ancora una volta denunciamo le scarse condizioni di sicurezza in cui molti lavoratori operano quotidianamente e come quotidianamente assistiamo ad una catena di gravi infortuni sul lavoro….”</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; line-height: normal"><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Georgia','serif';">Questi alcuni passi del comunicato FIOM –CGIL di Bergamo del 22 marzo u.s.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: 'Georgia','serif'; color: #17365d;">In data 20 maggio un altro infortunio mortale nello stabilimento Marcegaglia di Casalmaggiore (Cremona), dove, nel corso del primo turno di lavoro, è morto un lavoratore di 32 anni, che lascia la moglie e due bambini. Il sindacato, che ha definito l&#8217;incidente come un «evento sconcertante, che lascia senza fiato», ha sottolineato che «il coordinamento, le Rsu e i lavoratori della Marcegaglia sono da sempre costantemente impegnati sui temi della sicurezza, perchè negli anni passati nel gruppo vi sono stati altri infortuni». Tuttavia «l&#8217;impegno non è mai sufficiente», dal momento che «i carichi di lavoro, la fatica del lavoro, la fretta del lavoro e l&#8217;organizzazione del lavoro devono essere a misura d&#8217;uomo, non contro l&#8217;uomo». Sull&#8217;accaduto è intervenuta anche Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo l&#8217;incontro tra il ministro Tremonti e le parti sociali. «E&#8217; per me un giorno molto triste» ha detto Emma Marcegalia. «In una azienda del mio gruppo c&#8217;è stato un incidente mortale, una tragedia, che ha coinvolto un giovane. Alla famiglia della vittima &#8211; ha aggiunto &#8211; va tutta la mia solidarietà e qui riaffermo, sia da presidente di Confindustria sia da imprenditrice, che il nostro impegno sulla sicurezza nei posti di lavoro sarà fortissimo». </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: 'Georgia','serif'; color: #17365d;">Ma da qui a dimenticare il passo è brevissimo e subito dopo la Presidente si dilunga sulle modalità con cui condurrà la Confindustria e le trattative di settore. Riparte dall’accordo del 1993 ma che, sempre secondo la Presidente, non corrisponde più alle esigenze di coniugazione della produttività con i salari.</span></p>
<p style="text-align: justify"><a title="cvanbtieri3.jpg" href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/cvanbtieri3.jpg"><img src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/cvanbtieri3.jpg" alt="cvanbtieri3.jpg" width="200" height="264" /></a></p>
<p style="margin-top: 6.1pt; text-align: justify"><strong><span style="font-family: 'Georgia','serif'; color: #17365d;">Cara Presidente, tutto giusto ma noi scontiamo 1334 morti all’anno, per l’esattezza alla data odierna <span>409</span> morti, <span>409.852</span> infortuni,<span>10.246</span> invalidi per incurie e per deficienze strutturali. E’intervenuto il Capo dello Stato su questo delicatissimo e comunque vergognoso problema che il mondo della produzione non riesce a risolvere. Non le è venuto in mente per caso che sarebbe stato più etico ed elegante annunciare subito azioni preventive e misure da adottare contro i padroni e padroncini per il quali la sicurezza sul lavoro è ancora un costo? Senza dimenticare che spesso sono omicidi veri e propri, altro che &#8220;morti bianche&#8221;!</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;AMMINISTRAZIONE DI FIRENZE ALLA SBARRA PER LO SMOG</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 19:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMBIENTE & CLIMA pianeta con la febbre]]></category>
		<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

Era ora! Per la prima volta in Italia Regione e Comune rinviati a giudizio per procurati danni nel mancato controllo dell’inquinamento atmosferico.Non ci voleva molto, anche se solo a Bologna il problema era stato dibattuto in sede civile. I PM di Firenze contestano l’inadeguatezza ed i ritardi con cui gli amministratori hanno consentito che venisse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 24pt; color: windowtext; font-family: 'Times New Roman','serif'"> <a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/normal_tramvia-firenze.jpg" title="normal_tramvia-firenze.jpg"><img src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/05/normal_tramvia-firenze.jpg" alt="normal_tramvia-firenze.jpg" /></a></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 24pt; color: windowtext; font-family: 'Times New Roman','serif'"></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 24pt; color: windowtext; font-family: 'Times New Roman','serif'"><o:p></o:p></span></strong><strong><span style="font-size: 12pt; color: #17365d">Era ora! Per la prima volta in Italia Regione e Comune rinviati a giudizio per procurati danni nel mancato controllo dell’inquinamento atmosferico.<o:p></o:p></span></strong><span style="font-size: 12pt; color: #17365d">Non ci voleva molto, anche se solo a Bologna il problema era stato dibattuto in sede civile. I PM di Firenze contestano l’inadeguatezza ed i ritardi con cui gli amministratori hanno consentito che venisse disattesa la soglia dei 35 giorni di superamento dei limiti imposti a 50 nmcg/ppm per quanto attiene le Polveri Sottili.<o:p></o:p></span><span style="font-size: 12pt; color: #17365d">Le contestazioni non sono di poco conto. Per il PM l’amministratore ha l’obbligo di conseguire risultati, a costo di prendere provvedimenti ultrarestrittivi e non di attivarsi genericamente per il controllo della situazione.<o:p></o:p></span><span style="font-size: 12pt; color: #17365d">Il precedente è di enorme gravità: non esiste amministratore che non sia dunque imputabile a partire dalle città più piccole fino alle metropoli. Ed è nella città mediamente dimensionate che il problema smog si fa sentire (Ferrara et al., 2002) per il rapporto perverso che si ha in provincia tra numero di vetture circolanti/abitanti. Mentre le aree metropolitane si difendono con una superiore offerta di trasporto pubblico , nelle dimensioni più provinciali il ricorso all’auto, come da recente sondaggio, è praticamente d’obbligo. In una realtà come Lucca su 1000 abitanti, sono immatricolate 1050 vetture, è inimmaginabile la inversione verso il maggior uso di trasporto pubblico. A Roma, per quanto elevato, il rapporto è di 720 auto versus 1000 abitanti.<o:p></o:p></span><span style="font-size: 12pt; color: #17365d">Dunque ritardi e noncuranza nella prevenzione del danno che non è solo biologico alla cittadinanza. Comunque vada, è una decisone storica per chi si è battuto contro l’incuria delle Amministrazioni che per prima cosa non tutelano i loro stessi dipendenti ossia gli operatori della Polizia Locale e Operatori Ecologici. Ricordiamocene per le prossime elezioni.<o:p></o:p></span><span style="font-size: 12pt; color: #17365d">Il procuratore aggiunto Giuseppe Soresina e il sostituto Giulio Monferini, titolari delle indagini, contestano agli amministratori di aver disatteso la normativa europea che pone un limite ai giorni di superamento di sostanze inquinanti e di non aver adottato provvedimenti e misure per la tutela della salute dei cittadini. E questo malgrado i continui flussi di dati sulla qualità dell&#8217;aria. A difesa si contrappone che non ci fu rifiuto di atti, i provvedimenti contro lo smog furono adottati, e la norma penale vincola ad un&#8217;azione, non ai risultati. Ma il giudice ha ritenuto fondata in diritto la tesi dell&#8217;accusa, ovvero che la normativa europea imponesse un obbligo di risultato. La discrezionalità delle scelte delle amministrazioni pubbliche riguarda il come raggiungerli ed è stato uno degli argomenti addotto dalla difesa, in relazione al fatto che, quando si adottano provvedimenti per tutelare la salute, si frappongono altri interessi ineludibili da valutare quali quello al lavoro o alla libertà di circolazione, condizionati dall&#8217;unica azione praticabile a livello locale contro lo smog: il blocco totale del traffico. Tenendo presente che sulle autostrade i Comuni non possono intervenire, la difesa ha anche sottolineato come nell&#8217;area fiorentina i flussi autostradali sono determinanti ai fini della qualità dell’aria. Stesso fenomeno fu registrato nel 206 a Parma. Una direttiva europea di quest&#8217;anno ha prorogato al 2011 l&#8217;obbligo del rispetto dei limiti di emissioni per le zone caratterizzate da determinate condizioni climatiche, a condizione che sia stato adottato il piano per la lotta all&#8217;inquinamento, cosa fatta dalla Toscana con gli accordi programma. Ora la partita si gioca su due fronti contrapposti: esistono solo i provvedimenti restrittivi o gli Amministratori possono essere considerati responsabili di inappropriata conduzione della cosa pubblica per non avere messo in pratica una politica di risanamento basata su interventi strutturali? Insomma errori di omissione semplice o errori di mancata commissione?</span><span style="color: #17365d"><o:p></o:p></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ABRUZZO: SALVIAMO LA VALLE DELL&#8217;ATERNO</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 05:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMBIENTE & CLIMA pianeta con la febbre]]></category>
		<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>
		<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[salviamo-la-valle-invito-locandina-2.pdf
CRONACA DI UNO SCEMPIO PAESAGGISTICO, ARRIVANO I NUOVI ATTILA
E&#8217; avvenuto per caso come per &#8220;Villettopoli&#8221; di Monticchiello in provincia di Siena. Lì un bel giorno Alberto Asor Rosa davanti il suo cascinale ha visto sparire il paesaggio delle crete sostituito da una miriade di villette. Lo scempio del teritorio non conosce frontiere politiche e pudori. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/01/sdemetrio.jpg" title="sdemetrio.jpg"><img src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/01/sdemetrio.jpg" alt="sdemetrio.jpg" /><img align="left" /></a><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/01/salviamo-la-valle-invito-locandina-2.pdf" title="salviamo-la-valle-invito-locandina-2.pdf">salviamo-la-valle-invito-locandina-2.pdf</a></p>
<p><em><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt"><font color="#000080">CRONACA DI UNO SCEMPIO PAESAGGISTICO, ARRIVANO I NUOVI ATTILA</font></span></em><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/01/foto-valle-medio-aterno.jpg" onclick="return false;" title="Direct link to file"><img src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2008/01/foto-valle-medio-aterno.thumbnail.jpg" alt="foto-valle-medio-aterno.jpg" height="128" width="147" /></a><img align="right" /></p>
<p><em><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt"><font color="#000080">E&#8217; avvenuto per caso come per &#8220;Villettopoli&#8221; di Monticchiello in provincia di Siena. Lì un bel giorno Alberto Asor Rosa davanti il suo cascinale ha visto sparire il paesaggio delle crete sostituito da una miriade di villette. Lo scempio del teritorio non conosce frontiere politiche e pudori. A S.Demetrio &#8216;ne Vestini in provincia dell&#8217;Aquila il nostro compagno Prof. Sergio Leone ha scoperto il progetto di una cava da un milione di metri cubi, 10 volte il paese di S. Demetrio. </font></span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; color: #000066">Il progetto di una cava da 1,5 milioni di metri cubi con estensione pari a 200 volte il lago Sinizzo e pari ad 1/10 dell’intero comune di S.Demetrio concorre a a sconvolgere e devastare il territorio, Cosa si nasconde dietro questo progetto? Quali interessi?. A ciò si aggiunga che tale progetto verrebbe proposto in assenza di un Piano Cave della Regione Abruzzo che manca dal 1983. Quindi l’attività estrattiva viene gestita dalle amministrazioni locali ed il cavatore non deve più richiedere la demanializzazione del terreno. Dunque si è in presenza di una sorta di liceità di massacro del territorio ovunque si voglia e senza incorrere nel reato ambientale. </span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt"><a href="http://www.comitatomedioaterno.com/">www.comitatomedioaterno.com</a></span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LE MORTI BIANCHE &#8220;AD OROLOGERIA&#8221; Gli operatori RadioTV sono protetti?</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 10:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMBIENTE & CLIMA pianeta con la febbre]]></category>
		<category><![CDATA[SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole]]></category>

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		<description><![CDATA[Un impianto di telecomunicazione ad alta frequenza è un sistema di antenne per la trasmissione di un segnale elettrico, contenente un’informazione, nello spazio aperto sotto forma di onda elettromagnetica. Le antenne possono essere sia trasmittenti (quando convertono i segnale elettrico in onda elettromagnetica) sia riceventi (quando operano la trasformazione inversa).
Esistono due diverse metodologie di trasmissione: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un impianto di telecomunicazione ad alta frequenza è un sistema di antenne per la trasmissione di un segnale elettrico, contenente un’informazione, nello spazio aperto sotto forma di onda elettromagnetica. Le antenne possono essere sia trasmittenti (quando convertono i segnale elettrico in onda elettromagnetica) sia riceventi (quando operano la trasformazione inversa).<br />
Esistono due diverse metodologie di trasmissione: di tipo broadcasting: da un punto emittente a molti punti riceventi, come accade per i ripetitori radiotelevisivi e le stazioni radio base della telefonia cellulare; direttiva: da punto a punto, quella ad esempio dei ponti radio, ripetitori radiotelevisivi sono situati per lo più in punti elevati del territorio (colline o montagne), dato che possono coprire bacini di utenza che interessano anche diverse province.Sanare il cosiddetto “inquinamento elettromagnetico” è dunque problema reso complesso dal continuo diffondersi degli impianti, anche se la nuova tecnologia digitale radiofonica DAB e quella televisiva che verrà certamente si distinguono per la limitazione dell’emissione. Al momento attuale tuttavia si pone un problema di salute non solo per gli utenti che abitano vicino postazioni SRB ma anche per coloro che svolgono attività lavorativa in ambito radio-televisivo e sono virtualmente esposti ai campi elettromagnetici.</p>
<p>Al momento attuale, il target è:<br />
1) tutelare al massimo la salute dell’uomo e degli altri esseri viventi;<br />
2) minimizzare l’impatto ambientale derivante dall’insediamento degli impianti trasmissivi;<br />
3) beneficiare del progresso tecnologico per migliorare la qualità della vita e del lavoro dal punto di vista economico e dei servizi.<br />
La diatriba in atto sui livelli massimi dei campi elettrici consentiti dalla legge ai fini della tutela della salute pubblica può essere dunque superata dalla stessa tecnologia con l’impiego del “digitale”  che, con assoluta certezza, comporta i seguenti risultati:<br />
• drastica riduzione degli attuali livelli dei campi elettrici prodotti dagli impianti radiotelevisivi (fino a cento volte);</p>
<p>• riduzione al minimo “dell’impatto ambientale”  con la realistica previsione dell’abbattimento di oltre quindicimila  tralicci; con l’impiego di antenne trasmittenti di dimensioni ridottissime  (da 20 a 75 cm) e con tralicci di altezza massima di mt. 7; </p>
<p>• sensibile risparmio energetico (fino a 40 volte). Attualmente, ad esempio, un impianto di trasmissione radiofonica che impieghi una potenza di KW 10 di energia elettrica, consuma giornalmente 480 KWh. Il corrispondente impianto radiofonico digitale DAB  consuma appena 12 KWh al giorno, vale a dire quanto uno scaldabagno domestico.</p>
<p>• segnali di migliore qualità (a livello di compact disk per la radio e ad alta definizione per la tv);</p>
<p>• utilizzo del servizio dati via radio (per collegamenti con banche e uffici postali, aziende pubbliche e private, università, comuni, regioni, province  per l’acceso a banche dati);</p>
<p>In attesa che ciò avvenga, dobbiamo operare per istituire un protocollo di prevenzione per gli operatori a rischio. Infatti è ormai acclarato che i su citati impianti ad alta frequenza possono evocare, in situazioni date, una condizione di malattia. L’aumento della temperatura corporea, generale o locale, può indurre effetti di varia natura e costituire quindi un fattore di rischio per la salute, specie sugli apparati prima citati. Un&#8217;analisi delle modalità di esposizione ha mostrato che, nel caso dei telefoni cellulari, viene assorbita dall’apparato cervicale una frazione stimabile tra il 30 e il 50% dell&#8217;energia irradiata. Potrebbero quindi essere ipotizzabili effetti termici apprezzabili nonostante questa energia sia, in termini assoluti, modesta.</p>
<p>Una ricerca della University of Washington (Seattle,Usa),1996, ha verificato che esponendo i ratti a livelli di emissioni simili a quelli prodotti dai cellulari si sono registrati danni al Dna che potrebbero facilitare lo sviluppo di tumori e del morbo di Alzheimer. Altre ricerche, condotte in Germania, nelle Università di Lubecca e Bochum, hanno dimostrato la correlazione esistente tra la vicinanza ad una postazione SRB e un aumento delle correnti cerebrali, segnalato da diversi picchi e curve nell&#8217;elettroencefalogramma delle persone esaminate.</p>
<p>Gli stessi ricercatori di Lubecca hanno inoltre verificato una diminuzione di circa il 90% nella reazione immunitaria delle cellule colpite. Nel caso dell&#8217;apparato oculare, che si trova nelle vicinanze dell&#8217;antenna del cellulare, un aumento di temperatura può avere conseguenze ben percepibili: un innalzamento di un solo grado nella sua temperatura interna può infatti portare al glaucoma. Per quanto riguarda l’apparato riproduttore, (molto sensibile all’aumento di temperatura) da studi eseguiti sui ratti, sono state riscontrate sterilità temporanee e permanenti.</p>
<p>Appare però più giustificato l’allarme destato dai ripetitori, che con sempre maggiore frequenza vengono istallati nei centri abitati. Infatti, questi emettono onde quasi a 25 watt (un cellulare, circa 0,6 watt). Il disservizio telefonico (alcune zone non sono servite o il numero di ripetitori è troppo basso in rapporto al numero di utenti) ha indotto i fornitori a garantire la copertura attraverso stazioni radio sempre più potenti, che a loro volta aggravano ulteriormente il rischio per la popolazione esposta. Ma va anche considerata criticamente la sempre maggiore diffusione dei telefoni senza filo per uso domestico.</p>
<p>La Commissione europea ha avviato un programma scientifico che avrà una durata quinquennale e non si limiterà agli effetti dei cellulari, ma si occuperà anche delle antenne per telefonia mobile e di emittenza RTV spesso installate all&#8217;interno dei centri abitati senza tener conto degli standard internazionali di sicurezza, ad esempio per la tutela delle radiazioni ionizzanti. Un&#8217;analoga ricerca è stata avviata anche dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità.</p>
<p>Nell&#8217;attesa che le ricerche scientifiche diano una risposta definitiva sugli effetti negativi sull&#8217;organismo, ci troviamo di fronte all’assenza totale di prevenzione e di controlli sui lavoratori a rischio.</p>
<p>In particolare, indagini epidemiologiche su alcune categorie di lavoratori professionalmente esposti hanno evidenziato un aumentato rischio di leucemie (Matanoski ed altri, 1993: London ed altri 1994; Therialt ed altri, 1994), di tumori del sistema nervoso (Floderus ed altri, 1994; Thörnqvist ed altri, 1991; Savitz ed altri, 1994), tumori mammari nella donna (Loomis ed altri 1994), tumori mammari nel maschio (Floderus ed altri 1994).<br />
Nel recentissimo documento &#8220;Parere e suggerimenti della Commissione tecnico-scientifica” nominata dal comune di Bologna, si evidenziano rischi sanitari dovuti all&#8217;inquinamento da radiazioni non ionizzanti e si preconizzano possibili misure di prevenzione per la popolazione; in particolare si afferma che: ..&#8221;indagini epidemiologiche di terza generazione ribadiscono l&#8217;accresciuta incidenza di leucemie infantili, come pure di tumori al sistema nervoso centrale e alla mammella di lavoratori e lavoratrici esposte, di linfoma maligno nell&#8217;uomo e nel cane&#8221; (Washburn ed altri 1994; Reif ed altri 1995; Miller ed altri 1996; Milham ed altri 1996; Coogan ed altri 1996) deponendo a favore di un rischio possibile a livelli di esposizione superiori a 0.2 uT (microtesla)”.</p>
<p>Per quanto riguarda le alte frequenze, un’indagine epidemiologica sull&#8217;incidenza del cancro (2002) eseguita in occidente nei pressi di una trasmittente radiotelevisiva (quella di Sutton Coldfield , GB) ha dimostrato un incremento di leucemie agli adulti (particolarmente di quelle linfatiche) con un significativo declino del rischio con l&#8217;aumento della distanza dal trasmettitore (particolarmente per la leucemia linfatica cronica). Ciò a conferma di quanto verificato negli anni settanta in URSS (Asanova ed altri 1972) quando erano state emanate norme per la protezione dei lavoratori che operavano in prossimità di installazioni elettriche (manutenzione di interruttori, stazioni elettriche ad alto voltaggio) con limiti che risultavano fino a mille volte inferiori rispetto a quelli in vigore attualmente nei Paesi occidentali.</p>
<p>Si impone quindi una legge che definisca limiti di protezione delle lavoratrici e dei lavoratori professionalmente esposti ed appositi controlli sanitari, come prevede già la commissione tecnica del comune di Bologna, la quale nel suo rapporto (2004) segnala che: &#8220;.. i dati teorici, sperimentali, epidemiologici già disponibili consentono di cominciare a porsi seriamente il problema dell&#8217;adozione di provvedimenti normativi e tecnico-correttivi a tutela della salute pubblica”.</p>
<p>Del resto il problema sta assumendo una dimensione internazionale. La direttiva 90/270/CEE del Consiglio, del 29 maggio 1990, sui requisiti minimi di sicurezza e di salute relativi alle attività lavorative svolte su attrezzature munite di videoterminali e la legge dello Stato svedese sulla stessa materia danno indicazioni l&#8217;una temporali l&#8217;altra di limite di esposizione indicativi del rischio per la salute umana di questa specifica forma di inquinamento.<br />
Nel nostro Paese tre consigli regionali (Abruzzo, Lazio, Veneto) hanno approvato leggi regionali che diminuiscono di circa cinquecento volte il limite inferiore per le esposizioni di campi magnetici stabilito dalla normativa nazionale per gli elettrodotti. L&#8217;approvazione delle leggi in parola imporrebbe un limite per l&#8217;esposizione della popolazione ai campi d&#8217;induzione magnetica a frequenza di rete (50 Hz), pari a 0.2 uT. Stesso limite viene individuato dalla legge svedese sui videoterminali.</p>
<p>I dati epidemiologici citati indicano la provvisoria soglia del rischio potenziale per gli effetti &#8220;atermici&#8221; a lungo termine, come quelli implicati nella cancerogenesi, intorno a 0.2 uT (per il campo magnetico a 50/60 Hz), e a qualche microwatt/cm (per le radiazioni elettromagnetiche di alta frequenza)&#8221;. Il principio cautelativo si impone per la necessaria tutela della salute dei cittadini, anche se i dati scientifici ormai sembrano consolidarsi sul rischio per la salute prodotto dalle onde elettromagnetiche. In permanenza di un dubbio deve adottarsi, sul livello del rischio, l&#8217;impostazione piú restrittiva consistente nella minimizzazione del rischio e quindi nella definizione del valore piú basso, concordando con l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, la quale raccomanda ai legislatori l&#8217;adozione del principio di ALARA ( As Low As Reasonably Achievable ), secondo il quale, fatta una scelta tecnologica, l&#8217;esposizione alle radiazioni deve essere la piú bassa possibile.</p>
<p>Le indicazioni sopracitate ed altre, quali, per esempio, lo studio condotto in un istituto di Syracuse, nello Stato di New York, che ha evidenziato che anche in una fascia di 150 metri di distanza da linee ad alta tensione si verificano variazioni della composizione del sangue e del battito cardiaco, e che disturbi comportamentali sono stati riscontrati entro una fascia di 300 metri, hanno suggerito i limiti proposti.&#8221;</p>
<p>Se obbediamo dunque al principio cautelativo, che pure ha ispirato provvedimenti legislativi sul controllo dei campi magnetici, dovremo anche recepire le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori a rischio per prevenire patologie neoplastiche a carico del sistema riproduttore, quello più coinvolto (testicolo, mammella, ovaio) istituendo un Protocollo di indagine nelle sedi di lavoro a rischio ( SRB e sedi televisive, sedi radiofoniche etc. ) e possibilmente istituendo un Registro nazionale di rischio per il lavoratore RTV. Il concerto tra Ministero Salute, Telecomunicazioni e Conferenza delle Regioni dovrebbe portare allo sviluppo di un processo cautelativo soprattutto nei confronti delle lavoratrici, quelle più esposte al rischio professionale.</p>
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