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	<title>r.e.d.s.   rinnovamento evoluzione della sinistra &#187; Rodighiero di Castiglia</title>
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	<description>POLITICA, CULTURA, AMBIENTE, SANITA&#039;,</description>
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		<title>Basta con le mani in pasta</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 06:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 settembre 1792, a Valmy, un esercito raccogliticcio, indisciplinato, di scarsa esperienza militare e per di più in sensibile inferiorità numerica battè l&#8217;ordinata armata austro-prussiana. E&#8217; l&#8217;esercito della Francia rivoluzionaria e d’allora &#8220;gli straccioni di Valmy&#8221; significano una presenza in politica priva delle necessarie carature. Un esercito armato di forconi allora ed adesso con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20 settembre 1792, a Valmy, un esercito raccogliticcio, indisciplinato, di scarsa esperienza militare e per di più in sensibile inferiorità numerica battè l&#8217;ordinata armata austro-prussiana. E&#8217; l&#8217;esercito della Francia rivoluzionaria e d’allora <strong>&#8220;gli straccioni di Valmy&#8221;</strong> significano una presenza in politica priva delle necessarie carature. Un esercito armato di forconi allora ed adesso con munizioni TIM per indire adunanze. Bastano pochi telefoni, pochi pc per organizzare una nuova forma di <strong>“non-appartenenza”</strong>.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/05/beppe-grillo-padova.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1663" title="beppe grillo padova" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/05/beppe-grillo-padova.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>La politica dei comitati d’affari che passa sulla testa dei cittadini è stata sostituita da una forma “piratesca” di aggregazione spontanea. Il ritorno nell&#8217;agorà, nella piazza indica la voglia di partecipare direttamente senza mediazioni o interruzioni del rapporto tra cittadino e le Istituzioni. Non si intende più delegare chicchessia.</p>
<p>Il messaggio è lampante: si sono riempite dopo decenni le piazze, rese vuote dalla comunicazione mediatica, passata al setaccio, per certi versi censurata e comunque fatta di parole d’ordine.</p>
<p>La politica-affari, la politica dalle mani pseudo-pulite è cessata. La politica delle banche che sono entrate nel palazzo, la politica dei banchieri che prendono danaro all’1% e lo rilasciano all’8%, deve cessare.</p>
<p>E’ il messaggio di Grillo-Garibaldi, degli “straccioni-pirati” che neanche si conoscono tra loro.</p>
<p>E’ intuibile che dobbiamo imparare a ribaltare i concetti di politica. Quella tradizionale fatta dei partiti di massa che si sono trasformati in comitati monocratici intrisi di politica= affari va ribaltata con le aggregazioni spontanee.</p>
<p>Il paragone con l’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini non regge: allora negli anni Cinquanta quella protesta era l’espressione di un post-fascismo irriducibile che non si arrendeva alle regole della Costituzione e della democrazia. Negli anni cinquanta, basta vedere i vecchi filmati dell’istituto Luce, la politica era impregnata di post-fascismo, anche nel lessico e nelle retorica comiziale. Semmai il paragone potrebbe essere avanzato con il Movimento Consumatori che pure non ha mai superato la soglia dello 0,5-0,8% nelle elezioni europee del 1999. Nelle competizioni successive ha sempre dovuto apparentarsi con altre forze politiche. Unico esempio, a memoria politica, di esponente eletto nelle fila dei DS fu Franco Meloni, XIII legislatura, da Sassari, espressione del movimento localistico dei consumatori sardi. Attualmente Elio Lannutti , presidente ADUSBEF, è in Senato nell&#8217;IDV. Stop! I Consumatori di Rienzi e De Vita hanno portato in politica espressioni parcellari delle esigenze dei cittadini. Piccoli azionisti Telecom, ininfluenti necessità localistiche ma non hanno mai toccato il pieno carico delle necessità libertarie e dei diritti collettivi come sta facendo non Grillo ma i suoi cinquestellisti.</p>
<p>Non è una protesta libertaria o pretestuosa: è una vera rivoluzione copernicana sul modo di fare politica. Una piramide rovesciata che muove dal basso identificando le necessità collettive e pluralistiche che sentono i cittadini di Genova e quelli di Trapani.</p>
<p>Basta con i Comitati Centrali, le Direzioni e le Segreterie dei Partiti, basta con la Lista Tonino, Clemente, Pierferdy.</p>
<p>Garibaldi sbarcò a Marsala con un esercito di autentici “straccioni”. Valmy fu ripetuta a Salemi, Calatafimi, Palermo, Volturno.</p>
<p>Attenzione: non Grillo ma i suoi cittadini stanno accendendo la miccia della proposta, quella vera propositiva. Nessuno si è accorto che la fase della protesta è già dietro le spalle della vecchia politica. Non è stato tsunami ma un veracissimo contropiede. Sono rimasti solo indietro a farsi i loro Comitati Centrali. Speriamo che ci restino chiusi e qualcuno spenga la luce.</p>
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		<title>SENATUS MALA BESTIA EST</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 06:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è venuto in mente un episodio raccontatomi da una nota Senatrice. In Commissione Bilancio,legislatura XV, 2006-08, chiese ad un  AD di una importantissima Azienda di Stato, perché il suo stipendio le turbasse i sogni. In fondo  guadagnava 24 mila euro. Cifra poco consistente. Ma mancava il termine di riferimento temporale. Non l’anno, neanche il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è venuto in mente un episodio raccontatomi da una nota Senatrice. In Commissione Bilancio,legislatura XV, 2006-08, chiese ad un  AD di una importantissima Azienda di Stato, perché il suo stipendio le turbasse i sogni. In fondo  guadagnava 24 mila euro. Cifra poco consistente. Ma mancava il termine di riferimento temporale. Non l’anno, neanche il mese, e sarebbe stato uno stipendio adeguatissimo<strong>. Li guadagnava in un solo giorno.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/05/senato-della-repubblica.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1655" title="senato-della-repubblica" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/05/senato-della-repubblica.jpg" alt="" width="800" height="499" /></a></strong></p>
<p>Racconto questo episodio perchè qualche giorno  è avvenuta una votazione in Senato di cui nessuno parla. A sorpresa, la maggioranza dell’Aula si è dichiarata favorevole ad intervenire sul trattamento pensionistico dei burocrati di Stato, un tempo si chiamavano <em>Grand Commis</em> con appannaggi favolosi che domani si tradurranno in pensioni di incredibile privilegio. Sembrava si fossero resi conto che pensioni d’oro sono incompatibili con i sacrifici che ciascuno di noi affronta. Il presidente dell’Inps o quello di Equitalia hanno stipendi fino a 1.200.000 euro all’anno. Nella votazione sui tagli alle pensioni d’oro ai supermanager pubblici il governo (che voleva difenderle) è stato battuto su un emendamento. Ma….C’è un ma!</p>
<p><strong>In 94, ossia circa un terzo dei senatori presenti, si sono battuti come leoni contro quell’emendamento e a favore del mantenimento delle pensioni d’oro</strong>. Tutto il Pd, ad eccezione di sette senatori, ha votato contro. Ad esprimersi a favore delle superpensioni dei manager pubblici troviamo, Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Anna Serafini la moglie di Fassino, Maurizio Gasparri o Pietro Ichino, lo stesso che va in giro a predicare il superamento del divario tra le generazioni.</p>
<p>Non è stato facile trovare i nomi dei 94. <em>Violapost</em> li ha scovati tra i resoconti. stenografici, individuando (con difficoltà) il codice della votazione. Di seguito l’elenco. <strong>Vi invitiamo a ricordarlo quando si andrà a votare. </strong></p>
<p>1) Adamo Marilena (<strong>Pd)</strong></p>
<p>2) Adragna Benedetto (<strong>Pd)</strong></p>
<p>3) Agostini Mauro <strong>(Pd)</strong></p>
<p>4) Armato Teresa <strong>(Pd)</strong></p>
<p>5) Astore Giuseppe <strong>(Gruppo</strong><strong> </strong><strong><a title="Powered by Text-Enhance" href="http://violapost.it/?p=7009">Misto</a>)</strong></p>
<p>6) Baio Emanuela <strong>(Api)</strong></p>
<p>7) Barbolini Giuliano <strong>(Pd)</strong></p>
<p>8 ) Bassoli Fiorenza <strong>(Pd)</strong></p>
<p>9) Bastico Mariangela <strong>(Pd)</strong></p>
<p>10) Enzo Bianco <strong>(Pd)</strong></p>
<p>11) Biondelli Franca <strong>(Pd)</strong></p>
<p>12) Blazina Tamara <strong>(Pd)</strong></p>
<p>13) Filippo Bubbico <strong>(Pd)</strong></p>
<p>14) Antonello Cabras <strong>(Pd)</strong></p>
<p>15) Anna Maria Carloni <strong>(Pd)</strong></p>
<p>16) Maurizio Castro <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>17) Stefano Ceccanti <strong>(Pd)</strong></p>
<p>18) Mario Ceruti <strong>(Pd)</strong></p>
<p>19) Franca Chiaromonte <strong>(Pd)</strong></p>
<p>20) Carlo Chiurazzi <strong>(Pd)</strong></p>
<p>21) Lionello Cosentino <strong>(Pd)</strong></p>
<p>22) Cesare Cursi <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>23) Mauro Cutrufo <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>24) Cristina De Luca <strong>(Terzo Polo)</strong></p>
<p>25) Vincenzo De Luca <strong>(Pd)</strong></p>
<p>26) Luigi De Sena <strong>(Pd)</strong></p>
<p>27) Mauro Del Vecchio <strong>(Pd)</strong></p>
<p>28) Silvia Della Monica <strong>(Pd)</strong></p>
<p>29) Roberto Della Seta <strong>(Pd)</strong></p>
<p>30) Ulisse Di Giacomo <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>31) Di Giovan Paolo Roberto <strong>(Pd)</strong></p>
<p>32) Cecilia Donaggio <strong>(Pd)</strong></p>
<p>33) Lucio D’Ubaldo <strong>(Pd)</strong></p>
<p>34) Marco Filippi <strong>(Pd)</strong></p>
<p>35) Anna Finocchiaro <strong>(Pd)</strong></p>
<p>36) Anna Rita Fioroni <strong>(Pd)</strong></p>
<p>37) Marco Follini <strong>(Pd)</strong></p>
<p>38) Vittoria Franco <strong>(Pd)</strong></p>
<p>39) Vincenzo Galioto <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>40) Guido Galperti <strong>(Pd)</strong></p>
<p>41) Maria Pia Garavaglia <strong>(Pd)</strong></p>
<p>42) Costantino Garraffa <strong>(Pd)</strong></p>
<p>43) Maurizio Gasparri <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>44) Antonio Gentile <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>45) Rita Ghedini <strong>(Pd)</strong></p>
<p>46) Giai Mirella <strong>(Gruppo Misto)</strong></p>
<p>47) Basilio Giordano <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>48) Claudio Gustavino <strong>(Terzo Polo)</strong></p>
<p>49) Pietro Ichino <strong>(Pd)</strong></p>
<p>50) Cosimo Latronico <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>51) Giovanni Legnini <strong>(Pd)</strong></p>
<p>52) Massimo Livi Bacci <strong>(Pd)</strong></p>
<p>53) Andrea Marcucci <strong>(Pd)</strong></p>
<p>54) Francesca Maria Marinaro <strong>(Pd)</strong></p>
<p>55) Franco Marini <strong>(Pd)</strong></p>
<p>56) Ignazio Marino <strong>(Pd)</strong></p>
<p>57) Marino Mauro Maria<strong> </strong><strong>(Pd)</strong></p>
<p>58) Salvatore Mazzaracchio <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>59) Vidmer Mercatali <strong>(Pd)</strong></p>
<p>60) Riccardo Milana <strong>(Terzo Polo)</strong></p>
<p>61) Francesco Monaco <strong>(Pd)</strong></p>
<p>62) Enrico M0rando <strong>(Pd)</strong></p>
<p>63) Fabrizio Morri <strong>(Pd)</strong></p>
<p>64) Achille Passoni <strong>(Pd)</strong></p>
<p>65) Carlo Pegorer <strong>(Pd)</strong></p>
<p>66) Flavio Pertoldi <strong>(Pd)</strong></p>
<p>67) Lorenzo Piccioni <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>68) Leana Pignedoli <strong>(Pd)</strong></p>
<p>69) Roberta Pinotti <strong>(Pd)</strong></p>
<p>70) Beppe Pisanu <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>71) Donatella Poretti <strong>(Pd)</strong></p>
<p>72) Raffaele Ranucci <strong>(Pd)</strong></p>
<p>73) Giorgio Roilo <strong>(Pd)</strong></p>
<p>74) Nicola Rossi <strong>(Pd)</strong></p>
<p>75) Antonio Rusconi <strong>(Pd)</strong></p>
<p>76) Gian Carlo Sangalli <strong>(Pd)</strong></p>
<p>77) Francesco Sanna <strong>(Pd)</strong></p>
<p>78) Giacomo Santini <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>79) Giuseppe Saro <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>80) Anna Maria Serafini <strong>(Pd)</strong></p>
<p>81) Achille Serra <strong>(Terzo Polo)</strong></p>
<p>82) Emilio Silvio Sircana <strong>(Pd)</strong></p>
<p>83) Albertina Soliani <strong>(Pd)</strong></p>
<p>84) Marco Stradiotto <strong>(Pd)</strong></p>
<p>85) Antonino Strano <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>86) Salvatore Tomaselli <strong>(Pd)</strong></p>
<p>87) Giorgio Tonini <strong>(Pd)</strong></p>
<p>88) Achille Totaro <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>89) Tiziano Treu <strong>(Pd)</strong></p>
<p>90) Simona Vicari <strong>(Pdl)</strong></p>
<p>91) Luigi Vimercati <strong>(Pd)</strong></p>
<p>92) Vincenzo Vita <strong>(Pd)</strong></p>
<p>93) Walter Vitali <strong>(Pd)</strong></p>
<p>94) Luigi Zanda <strong>(Pd)</strong></p>
<p>Elaborazioni Il Post Viola su <a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/660417.pdf" target="_blank">resoconto stenografico Senato</a> (pagine 121-128, codice votazione 016)</p>
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		<title>DOPO QUARANTA ANNI SU MONTAGNA LONGA SI TACE</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 04:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Quarant&#8217;anni fa il 5 maggio 1972, la carneficina di Montagna Longa. Alla vigilia delle prime elezioni anticipate della storia repubblicana, dopo due anni dal fallito Golpe dell&#8217;Immacolata che vedeva i neo fascisti all&#8217;attacco della Repubblica, un anno esatto dopo la morte del Procuratore Scaglione.
Un DC8-43 dell&#8217;Alitalia si schianta sul Monte Pecoraro,Punta Raisi, Palermo. Muoiono in 115 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quarant&#8217;anni fa il 5 maggio 1972, la carneficina di Montagna Longa. Alla vigilia delle prime elezioni anticipate della storia repubblicana, dopo due anni dal fallito Golpe dell&#8217;Immacolata che vedeva i neo fascisti all&#8217;attacco della Repubblica, un anno esatto dopo la morte del Procuratore Scaglione.</p>
<p>Un DC8-43 dell&#8217;Alitalia si schianta sul Monte Pecoraro,Punta Raisi, Palermo. Muoiono in 115 ed alcuni, come chi scrive, avevano perduto l&#8217;aereo o ne avevano permutato il biglietto.  Tuttora molti parenti delle vittime temono, e giustamente, le speculazioni politiche. Ma qualcosa ancora è da dire e da scrivere. Leggiamo cosa scrive il Manifesto online con la penna di  Gian Mauro Costa</p>
<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/05/Diapositiva1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1648" title="Diapositiva1" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/05/Diapositiva1.jpg" alt="" width="960" height="720" /></a></p>
<div id="titolo_articolo"><strong>Qui a seguire riportiamo l&#8217;articolo di  Gian Mauro Costa,  il Manifesto online  del 3 maggio 2012</strong></div>
<div id="titolo_articolo"><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/05/settimanale-panorama-n_317-18-maggio1972-montagna-longa-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1649" title="settimanale-panorama-n_317-18-maggio1972 montagna longa 2" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/05/settimanale-panorama-n_317-18-maggio1972-montagna-longa-2.jpg" alt="" width="695" height="539" /></a></div>
<div>Riscrivere MONTAGNA LONGA</div>
<div>
<div>
<div>GIAN MAURO COSTA</div>
</div>
<div>La tragedia aerea sul Roma-Palermo del 5 maggio 1972, con 115 morti, è uno dei misteri d&#8217;Italia meglio custoditi. Anche perché il poliziotto di provincia che intuì la matrice a metà tra mafia e terrorismo nero non se lo è mai filato nessuno. Ora un libro ne ricostruisce le indagini</div>
<div>
<div>Ricordatevi questo nome: Giuseppe Peri. Ricordatevelo, perché difficilmente lo sentirete fare. Dato che in molti hanno lavorato per far sì che restasse sconosciuto, relegato tra le scartoffie degli uffici giudiziari destinate al macero. Peri era uno sbirro vero, tanto vero che sembra inventato da uno scrittore francese di polar. Intelligente, testardo, coriaceo, innamorato del suo lavoro sino a farsi male, sino a dedicare le sue vacanze alle inchieste che non gli avrebbero permesso di condurre. Il primo merito di Francesco Terracina, l&#8217;autore dell&#8217;Ultimo volo per Punta Raisi (uscito in questi giorni per Stampa Alternativa, 168 pp., 14 euro, prefazione di Giosuè Calaciura), è stato quello di capire l&#8217;importanza delle indagini di questo piccolo poliziotto di provincia (poco importa che fosse arrivato sino al grado di vicequestore), che, dal suo punto di osservazione nel Trapanese, ha disegnato, nel linguaggio scarno di un rapporto di una trentina di pagine, uno scenario in grado di riscrivere la storia della mafia. E dell&#8217;intera Italia.<br />
Peri, occupandosi di una serie di sequestri avvenuti in diverse regioni del Paese, scopre un filo comune, intravede una complicità di interessi tra Cosa Nostra e terrorismo nero. L&#8217;intuizione non è cosa da poco. Non solo permetterebbe di retrodatare la scelta mafiosa della politica dello stragismo ma anche di evidenziare la potente regia occulta di buona parte dei misteri d&#8217;Italia, dalla strategia della tensione così efficacemente conclamata da piazza Fontana, piazza della Loggia e Italicus, sino ai movimenti striscianti dei colpi di Stato preparati con l&#8217;attivo consenso di servizi segreti e apparati istituzionali. Filoni, ipotesi, atti d&#8217;inchiesta, che solo parecchi anni dopo si faranno faticosamente strada. Ebbene, Peri li ha messi nero su bianco già negli anni &#8216;76 e &#8216;77, quando si riteneva la Sicilia immune dal virus del terrorismo perché territorio fortemente presidiato e controllato dalla mafia. In un triangolo d&#8217;Italia scelto, lo si scoprirà molto dopo, da Gladio e servizi segreti come terreno di prova per azioni destabilizzanti. Le trenta pagine del suo rapporto saranno invece più o meno colpevolmente ignorate da superiori e da ben otto procure.<br />
A distanza di quindici anni torneranno di attualità investigativa solo grazie a un magistrato che con Peri ha in comune tempra e carattere: Paolo Borsellino, allora alla procura di Marsala, si imbatte in quel dossier, ne coglie l&#8217;importanza, ne fa il punto di partenza di una serie di inchieste.<br />
Ma siamo già alla vigilia della strage di via D&#8217;Amelio, macabra apoteosi della politica sanguinaria di Cosa Nostra.<br />
Nel rapporto, Peri si occupa anche della tragedia di Montagna Longa, l&#8217;ultimo volo per Punta Raisi proveniente da Roma nella sera del 5 maggio del 1972. Una carneficina: 115 le vittime, quasi tutti palermitani che rientravano alla vigilia del voto per le elezioni politiche, le prime della storia repubblicana in anticipo sulla scadenza naturale della legislatura, e che segnarono una forte avanzata della destra fascista soprattutto in Sicilia. Il poliziotto non crede alla tesi dell&#8217;incidente così sbrigativamente sposata dagli inquirenti. Si era parlato di errore umano, di imperizia dei piloti che scambiarono il radiofaro dello scalo con un altro distante venti chilometri, financo dello stato d&#8217;ebbrezza del comandante. Ipotesi cadute, sommerse da una valanga di contraddizioni, di mancanza di dati, di incredibili superficialità. Il processo, la cui prima sentenza arriva dieci anni dopo la tragedia, farà solo un buco nell&#8217;acqua.<br />
Terracina, valorizzando l&#8217;intuizione di Peri, ha proseguito passo per passo sul cammino tracciato dal poliziotto. Ha rispolverato carte, documenti, perizie, ha parlato con testimoni oculari, familiari, inquirenti. Ne è uscita fuori un&#8217;inchiesta dal forte timbro narrativo, un romanzo dalla straordinaria impronta giornalistica. Da cronista di razza qual è, Terracina ci conduce a una sola certezza in negativo: non c&#8217;è alcuna prova per sostenere che quanto accadde a Montagna Longa sia stato un incidente. Anzi, c&#8217;è più di un ragionevole dubbio che le cose siano andate ben diversamente.<br />
L&#8217;inchiesta giudiziaria abbonda di falle, di omissioni, di possibili depistaggi. C&#8217;è un inspiegabile black out di due minuti tra l&#8217;equipaggio e la torre di controllo, c&#8217;è un giallo sulla scomparsa del tracciato radar del Dc 8 Alitalia che si andò a sfracellare sulla montagna (nessuno, è incredibile, lo ha mai richiesto), c&#8217;è un grossolano errore di valutazione tecnica sul guasto della scatola nera verificatosi ben prima del decollo da Roma. Ci sono, di contro, elementi mai approfonditi che possono far pensare all&#8217;ipotesi dell&#8217;esplosione dovuta a una bomba. A partire dalla polverizzazione subita dalle pillole di Optalidon che si trovavano nella tasca di un passeggero. Terracina racconta questi particolari con un linguaggio narrativo incisivo ed efficace, drammatico e implacabile come quello delle inchieste che hanno fatto la storia del giornalismo.<br />
Ricordatevi questo nome: Montagna Longa. Ne sentirete ancora parlare.</div>
</div>
</div>
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		<title>ELEZIONI MAGGIO: GAROFANI E ROSE FIORIRANNO?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 14:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://associazionereds.com/?p=1643</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo uno scritto del Sen. Avv. Felice Carlo Besostri
Ovviamente l’attenzione è polarizzata sulle presidenziali francesi, ma in questo mese ci sono altre 3 elezioni, per di più anticipate: segno di instabilità politica, che è anche economica e sociale a causa della grave crisi.
Il 6 maggio si vota in Francia, Grecia e nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riceviamo e volentieri pubblichiamo uno scritto del Sen. Avv. Felice Carlo Besostri</strong></p>
<p>Ovviamente l’attenzione è polarizzata sulle presidenziali francesi, ma in questo mese ci sono altre 3 elezioni, per di più anticipate: segno di instabilità politica, che è anche economica e sociale a causa della grave crisi.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/05/hollan.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1644" title="hollan" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/05/hollan.jpg" alt="" width="284" height="177" /></a></p>
<p>Il 6 maggio si vota in Francia, Grecia e nel Land tedesco dello Schleswig-Holstein e il 13 maggio nel più popoloso Land tedesco la Nordrhein-Westfalen. Paradossalmente le due elezioni regionali tedesche hanno la stessa importanza  di quelle presidenziali francesi, perché sono, sia pure indirettamente, un voto su Frau Merkel e la sua politica europea. Parlano anche i numeri, nei 2 Land ci sono più di 20 milioni di abitanti, cioè un terzo di quelli francesi e poco meno del doppio dei greci.</p>
<p>Le previsioni sono preoccupanti per la CDU, perché nello Schleswig-Holstein e nella Saar( altra elezione anticipata del 2012) la CDU era al governo e la FDP era nell’assemblea regionale. Con le previsioni la FDP non entrerà nel Landtag dello SH, così come è uscita dalla Saar, mentre entrarannno massicciamente i Piraten. La SPD ridiventerà il primo partito nella NRW e avrebbe maggioranza con i Verdi, mentre nelle elezioni del 2010 non c’era maggioranza senza la Linke, che stavolta resterebbe sotto il 5% sia per il voto Piraten che per il recupero SPD ( Il ritiro di La Fontaine è negativo per l’attrattività della Linke a Ovest).. A questo punto il Bundesrat sarebbe controllato dall’attuale opposizione ancora più fortemente di oggi. Le modifiche costituzionali hanno bisogno del voto del Bundesrat, quindi proprio in patria sono in forse le modifiche dei Trattati, che la Merkel ha voluto imporre al resto d’Europa. Il sindacato unitario DGB sta attaccando frontalmente l‘  austerità  e la preoccupazione è forte, perché persino un giornale ultraconservatore come la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha dovuto ammettere che è grazie alla concertazione con il sindacato che la situazione economica tedesca è migliore del resto d&#8217;Europa. Un pensiero corre all’Italia dove la concertazione viene considerata un errore da evitare, quasi una bestemmia, e i sindacati sono sotto attacco governativo e imprenditorial-confindustriale. E’ troppo presto per parlare di inversione di tendenza in una UE dove la destra è al potere in 21 paesi su 27, ma nel resto d’Europa, e purtroppo non in Italia,c’è un’alternativa storica alla destra e alla conservazione rappresentata dal socialismo democratico. Le politiche  neoliberiste hanno provocato la crisi e che vogliano curarla non è credibile per non uccidere il paziente: Grecia e Portogallo sono le prime vittime, cui seguirà la Spagna. Quindi gli elettori hanno un’alternativa credibile, affidabile e sperimentata: dovrebbero profittarne  e  la sinistra cogliere i frutti di questa situazione politica e sociale. Felice Besostri</p>
<p>Monterotondo 3 maggio 2012</p>
<p><strong>Non si pensi che noi  si possa restare distaccati da queste elezioni. Riguardano anche il futuro dell&#8217;Europa, in cui molti di noi non credono, e dell&#8217;Italia. Ovviamente tutti siamo con il fiato sospeso, tifando Hollande e per la SPD in Germania. Se in questo turno vince la sinistra, potremmo assestare un colpo pesante alle varie Angele, Mari &amp; Monti. Questi sta rivelando la sua politica dirigista, lontano mille miglia dalla democrazia. Ci siamo liberati della padella, siamo caduti in una brace di tasse, vessazioni e torchi. Adesso basta!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>AVANTI POPOLO&#8230;ma questa volta siate CHIARI</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 15:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora che abbiamo toccato il fondo con questa politica di assalto alle diligenze ( sia chiaro da tutte le parti), inizia un balbettio timido sulla legge elettorale. Con il bipolarismo abbiamo raggiunto la sorprendente cifra di  78 raggruppamenti tra  partiti  o sedicenti tali, grandi, piccoli, minori ed inesistenti, che fino a ieri si sono stracciate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora che abbiamo toccato il fondo con questa politica di assalto alle diligenze ( sia chiaro da tutte le parti), inizia un balbettio timido sulla legge elettorale. Con il bipolarismo abbiamo raggiunto la sorprendente cifra di  78 raggruppamenti tra  partiti  o sedicenti tali, grandi, piccoli, minori ed inesistenti, che fino a ieri si sono stracciate le vesti e le corde vocali invocando il<strong> bipolarismo. </strong></p>
<p>Per intenderci era la bandiera di Uòlter che si era spinto al di là , invocando il <strong>bipartitismo</strong>. Sognava il modello ameriKano. Molti politici, autoreferenziati a sinistra, hanno invocato per circa 40 anni l&#8217;immagine di John Kennedy, un&#8217;immagine ammantata di aureola mediatica ma che altro non era se non espressione di una politica demagogica, classista, antioperaista e soprattutto guerrafondaia.</p>
<p>I guasti che il bipolarismo ha provocato in Italia sono sotto gli occhi di tutti: non è la lacerazione che ci preoccupa ma la corruzione politica che è figlia della scomparsa dei partiti di massa. Riunitisi in comitati elettorali, gli apparatniki della Nomenklatura non possono che esprimersi in campagne elettorali &#8220;comprate&#8221; a suon di migliaia di euro. Le liste MonoTeocratiche sono l&#8217;espressione della pochezza di idee formulata dalla nostra classe politica. Non ci sono programmi, nessuna proposta ma le solite facce!</p>
<p>Dunque il finanziamento neanche occulto, definito rimborso elettorale, non è bastato più.  Corruttele, assessorati fatti per la clientela, appalti, tutto entra nel calderone della &#8221; Prossima Campagna Elettorale&#8221; dove il seggio significa spesso affari fatti in Parlamento e soprattutto immunità.</p>
<p><a href="http://associazionereds.com/2011/10/01/democrazia-negata/">http://associazionereds.com/2011/10/01/democrazia-negata/</a></p>
<p>La nostra posizione è chiara:</p>
<p>1) &#8220;QUESTA&#8221; SINISTRA DEVE ANDARE A CASA, I DIRIGENTI VANNO CAMBIATI, VIA LA NOMENKLATURA!</p>
<p>2) QUESTA LEGGE ELETTORALE, IMPROPRIAMENTE DEFINITA PORCELLUM, VA MANDATA IN SOFFITTA. ESSA SI DEVE AL VICEPRESIDENTE DEL SENATO VANNINO CHITI, CHE, DA PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA,  IMPOSE LA LISTA BLOCCATA NELLE LEZIONI REGIONALI DEL 2000.</p>
<p>3) IL PRECEDENTE UNICO NELLA NOSTRA STORIA C&#8217;E', E&#8217; VERO, ERA LA LEGGE ELETTORALE  ACERBO DEL 1923 CHE POI PORTO&#8217; ALLA CAMERA DEI FASCI E DELLE CORPORAZIONI .</p>
<p>4) LA RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI, SENZA, RIPETIAMO, <strong>SENZA TETTO O VINCOLI sul numero dei MANDATI </strong>( MAX DUE O TRE) E&#8217; LA SOLITA TRUFFA AI CITTADINI PER  RISERVARE I SOLITI POSTI AI SOLITI NOTI.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/04/CONVEGNO-SINISTRA.png"><img class="alignright size-full wp-image-1634" title="CONVEGNO SINISTRA" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/04/CONVEGNO-SINISTRA.png" alt="" width="124" height="166" /></a></p>
<p>Riceviamo notizia di un Convegno di Compagni che si terrà <strong>VENERDI 20 APRILE A ROMA</strong> <strong> presso LA FONDAZIONE NENNI, VIA CARONCINI 19</strong>. Auguriamo una partecipazione ampia ma, Vi preghiamo,Compagni, di tenere presente i punti 1-2-3-4. No, anzi il punto 1 lasciatelo agli elettori, sappiamo che non ne terrete conto. <strong>Siate chiari sulla Legge Elettorale e pochi bla-bla d&#8217;antan!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA LEGA NON E&#8217; PROPRIO &#8230;SERENISSIMA</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 07:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Strano destino per l&#8217;ultimo discendente di Alberto da Giussano, inchiappettato da una &#8220;first sciura&#8221; nata ad Agrigento ( Manuela Marrone, moglie) e da un tesoriere fin troppo fedele, calabrese. Ma chi è l&#8217;altra componente del triumvirato, Manuela Dal Lago, già Consigliera Comunale a Verona, poi Presidente dell&#8217;Autostrada Serenissima?
Ora, la vicenda che  raccontiamo è datata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><tt> </tt></p>
<p>Strano destino per l&#8217;ultimo discendente di Alberto da Giussano, inchiappettato da una &#8220;first sciura&#8221; nata ad Agrigento ( Manuela Marrone, moglie) e da un tesoriere fin troppo fedele, calabrese. Ma chi è l&#8217;altra componente del triumvirato, Manuela Dal Lago, già Consigliera Comunale a Verona, poi Presidente dell&#8217;Autostrada Serenissima?</p>
<p>Ora, la vicenda che  raccontiamo è datata ma è sempre inscritta in questo scenario perverso. Risale al settembre 2007, quando pubblicammo sulla stampa quanto segue. Non sappiamo come sia andata a finire, e non ci interessa. Quel che interessa ai lettori sono i comportamenti politici di un ex Ministro della Repubblica. Ecco il testo pubblicato nel settembre 2007.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/04/manuela-dal-lago2.png"><img class="alignright size-full wp-image-1628" title="manuela-dal-lago" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/04/manuela-dal-lago2.png" alt="" width="398" height="280" /></a><br />
“Il CdA della Società Serenissima Autostrade, che gestisce il tratto Brescia-Padova aveva dato il via al pagamento di una maxiparcella dell&#8217;avvocato Guglielmo Ascione per una consulenza circa la richiesta della proroga della concessione autostradale alla UE e al Ministero delle Infrastrutture. In realtà l’avv. Ascione altri non è che l’ex-pm di Brescia, che, nel 1995, chiese l&#8217;archiviazione di Di Pietro dalle accuse mosse da Sergio Cusani, imputato di Tangentopoli. Ascione fu poi indagato nel luglio dello stesso anno a Milano per abuso d&#8217;ufficio per colloqui avuti con l&#8217;ispettore ministeriale De Biase che appunto indagava su Di Pietro.. Allora Ascione smentì e annunciò querele. Oggi però presenta una parcella di oltre quattro milioni di euro che fa gridare allo scandalo e che provoca terremoti sia a destra sia a sinistra. Mauro Fabris, capogruppo Udeur alla Camera, interroga il ministro Di Pietro con cui chiede quali siano i rapporti tra l&#8217;avvocato Ascione e lo stesso ministro e si postula inoltre la riduzione della parcella in oggetto, ritenuta troppo esosa se non illegittima. A molti questo nuovo scontro appare come un colpo di coda nella tenzone tra i “duepercentisti” che, come dice il Presidente Prodi, data la loro esigua rappresentanza elettorale, sono costretti a dimenarsi e mettersi in mostra politica. Ma in Senato arriva un’altra interrogazione della senatrice veronese, Anna Cinzia Bonfrisco, rivolta ai ministri Mastella e Di Pietro con cui si chiedono le dimissioni della presidente di Serenissima, la leghista Dal Lago, di fatto avallando le ire del Presidente della Regione Veneto Galan che aveva chiesto le dimissioni dell’intero CdA della Serenissima. Si stabiliscono così due assi politici: da un lato Lega e IDV e dall’altro CdL e Udeur. Nel frattempo sono maturate le inchieste della Procura di Verona e della Corte dei Conti. Riportiamo il testo dell’interrogazione Bonfrisco per un’analisi completa dei fatti.<strong> </strong></p>
<p>INTERROGAZIONE AI SIGG.RI MINISTRI DELLE INFRASTRUTTURE E GIUSTIZIA. <em>In merito alle reiterate notizie sulla stampa nazionale sulla cosiddetta maxi-parcella che la Società Autostrada Brescia-Padova ha definito con l’Avv. Gugliemo Ascione relativa ad un non precisato e generalizzato incarico di assistenza nell’iter procedurale per il rinnovo della Concessione. Se risulta vero che il CdA del 30 Giugno 2006 della BS-PD ha ritenuto necessario/opportuno affidare un incarico di assistenza/consulenza all’Avv. Gugliemo Ascione in seguito all’esposto presentato nel Febbraio/Marzo 2006 dalla Senatrice Anna Donati alla Commissione Europea contro il rinnovo della Concessione, cioè: ad una posizione squisitamente politica (erronea sul piano tecnico-giuridico in quanto si trattava di Rinnovo di Concessione) si è ritenuto di rispondere con un incarico legale. I fatti si sono poi incaricati di dimostrare (tutte le Concessionarie Autostradali in Italia hanno dovuto allinearsi in seguito all’art. 12 D.Lgs. 03/10/2007) che il rinnovo ha seguito l’iter procedurale normale anche per la BS-PD, tanto che:l’8 Maggio 2007 è stato firmato il nuovo schema di Convenzione con l’ANAS S.p.A., e il 16 Giugno 2007 il CIPE ha deliberato la nuova Convenzione prorogata al 2026. Ad oggi manca la sola registrazione della Corte dei Conti ed il conseguente e scontato Decreto Interministeriale Economia/Infrastrutture. La scelta del legale Avv. Guglielmo Ascione è avvenuta dopo una preselezione/gara, o per indicazione fiduciaria, o per conoscenza personale, o per presunti rapporti passati/presenti dello stesso legale con il Ministro che ha imposto la nuova Convenzione e che poi doveva mettere l’ultima parola? L’incarico professionale pertanto è ricaduto sull’Avv. Ascione sulla base del curriculum, di particolari e/o specialistiche professionalità e su di un preventivo di onorario? È stato conseguentemente definito concordato e controfirmato un Disciplinare/Contratto nel quale risultavano specificati i servizi e le prestazioni richieste e offerte, i tempi e le modalità di pagamento? Ed ancora. Considerato che la Società BS-PD è partecipata per il 60, 72% da Enti Pubblici, la parcella di 4 mln di Euro è stata deontologicamente vistata dall’Ordine degli Avvocati della Provincia di Verona a prestazione professionale conclusa? E praticamente che tipo di prestazione è stata svolta per giustificare la parcella di 4 mln di Euro? Considerate infine le risposte alla stampa di questi giorni da parte dell’attuale Presidente della Società BS-PD che ha liquidato questa vicenda tanto delicata quanto incredibile con “non me ne intendo…la questione è chiusa” acclarando così un’elusione impropria quanto ingiustificata per la preparazione/competenza che la carica invece richiederebbe</em>………..”</p>
<p><strong>Insomma uno strano asse Dal Lago- Di Pietro, anche allora sembrava strano&#8230;..Ma che ne è stato di questa vicenda?</strong></p>
<h4><span style="font-family: monospace;"></p>
<p></span></h4>
]]></content:encoded>
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		<title>Astana, scalo tecnico per rifornimento</title>
		<link>http://associazionereds.com/2012/04/02/1609/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 19:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[“Prosegue il viaggio in Asia del Presidente del consiglio. Dopo Seul, dove Monti ha partecipato al vertice internazionale sul nucleare, il presidente è stato in visita in Giappone, Cina e Kazakistan”. 
Così recitano le prime righe del sito ufficiale del Governo (www.governo.it).
Ultima tappa, ciliegina sulla torta energetica, fermata tecnica ad Astana in Kazakistan. Verrà accreditato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Prosegue il viaggio in Asia del Presidente del consiglio. Dopo Seul, dove Monti ha partecipato al vertice internazionale sul nucleare, il presidente è stato in visita in Giappone, Cina e Kazakistan”. </strong></p>
<p><strong>Così recitano le prime righe del sito ufficiale del Governo (www.governo.it).</strong></p>
<p>Ultima tappa, ciliegina sulla torta energetica, fermata tecnica ad Astana in Kazakistan. Verrà accreditato come scalo tecnico ma tale non deve esserlo alla luce dei seguenti fatti:</p>
<ul>
<li> nel Kazakistan ci passa l’oleodotto Elephant Oil Field.</li>
<li> In questo oleodotto ci sono compartecipazioni di Gazprom ( Putin), Eni + Promos di Bruno Ermolli ( Berlusconi), i resti dell’eredità della Libian Oil.</li>
<li> Poichè nel nostro paese sono stati confiscati alcuni dei beni della Famiglia Gheddafi, che posizione assume il nostro Governo di fronte ai residui di compartecipazione della Lybian Oil nell’oleodotto?</li>
<li> Cosa si diranno Monti e Nursultan Nazarbayev? Verranno mantenuti gli accordi anche in assenza di Gheddafi?</li>
<li> Aumenterà la partecipazione e quindi gli introiti delle altre due consociate ( Gazprom e Promos)?</li>
</ul>
<p>Insomma la morte di Gheddafi e la successiva confisca dei beni italiani aprono forse nuovi scenari di cui tratteranno Monti e i dirigenti Kazachi.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/04/progetti_pipelines_500.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1607" title="progetti_pipelines_500" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/04/progetti_pipelines_500.jpg" alt="" width="500" height="336" /></a></p>
<p>Dalle cartine appare evidente che l’impegno della Russia di Putin ha un significato politico oltre che economico. Aumentare l’approvvigionamento di gas e petrolio significa liberare energie vitali per la ripresa industriale russa di cui sembra compartecipe il “ Mondo degli affari”. Agli Europei arriverebbe una fetta meno consistente di quella del Nabucco, sponsorizzato dagli USA. Ma per qualcuno comunque sarebbe un ottimo affare (Promos, Milano).</p>
<p>Gli USA di Obama invece promuovendo il Nabucco tendono a liberare l’Europa della tenaglia ukraina e  soprattutto ad alimentare le energie della Turchia, paese sempre strategico nello scacchiere del Mediterraneo, specie adesso che “la primavera araba” dà segnali contraddittori e non univoci. Una ripresa delle conflittualità delle tribù libiche e dell’instabilità algerina non potrebbe garantire un flusso di gas e petrolio costante verso l’Europa.</p>
<p>A lungo andare ciò finirebbe per innalzare a livelli poco sopportabili il costo del greggio importato in Eurozona. Ne deriverebbe un’ulteriore instabilità dei mercati europei che si riverbererebbe negativamente anche sugli USA.</p>
<p>In questo scenario il Nabucco avrebbe il vantaggio della solidità della vena energetica, anche in presenza di problematiche sul mediterraneo inferiore.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/04/nabuccomap_nabucco2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1608" title="nabuccomap_nabucco2" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/04/nabuccomap_nabucco2.jpg" alt="" width="640" height="366" /></a></p>
<p>Non la pensa così il nostro ex Premier i cui vantaggi, diretti o indiretti, dall’Elephant Oil Field sarebbero superiori al previsto e tutto con il beneplacito del governo attuale.</p>
<p>Diverso è il pensiero dei neocomunisti russi che hanno presentato un esposto agli uffici giudiziari moscoviti per gravi elementi di conflitto a carico del Presidente Putin. vedi <a href="http://associazionereds.com/2012/03/12/ricordate-lasse-ghe-pu-be-gheddafiputin-e-berlusconi/">http://associazionereds.com/2012/03/12/ricordate-lasse-ghe-pu-be-gheddafiputin-e-berlusconi/</a></p>
<p>Ma su questi argomenti in Italia si tace. Allora l’atterraggio di Monti all’aeroporto di Astana, capitale del Kazakistan, non potrà che essere definito<strong> &#8221; scalo tecnico&#8221;.</strong></p>
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		<title>C&#8217;E&#8217; ANCORA UN&#8217;ITALIA DI VERI VALORI. Ma che fatica&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</title>
		<link>http://associazionereds.com/2012/03/31/ce-ancora-unitalia-di-veri-valori-ma-che-fatica/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 16:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa fase della politica italiana, statica fino all’immobilismo concettuale, porta alla memoria il famoso testo di Italo Calvino del 1957, intitolato “ La grande bonaccia delle Antille”. Zio Donald, il narratore, (cioè Calvino) è un vecchio lupo di mare. Egli racconta la storia della nave corsara (il PCI)  che, a causa di una improvvisa bonaccia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa fase della politica italiana, statica fino all’immobilismo concettuale, porta alla memoria il famoso testo di Italo Calvino del 1957, intitolato “ La grande bonaccia delle Antille”. Zio Donald, il narratore, (cioè Calvino) è un vecchio lupo di mare. Egli racconta la storia della nave corsara (il PCI)  che, a causa di una improvvisa bonaccia, rimane ferma per diversi mesi di fronte ai galeoni dei Papisti (la DC). Il rispetto delle rigorose regole dettate dall&#8217;ammiraglio Drake (Stalin), imposto dal Capitano, impedisce ogni azione per uscire dalla bonaccia ed attaccare i galeoni dei Papisti. Dalla fantasiosa parabola marinara all&#8217;immobilismo in cui si trovava il PCI, il passo è breve. La perdita di spinta del partito viene attribuita da Calvino alle responsabilità del gruppo dirigente del partito, squassato dalle fuoriuscite in seguito ai fatti d’Ungheria. Ma grava sul segretario Palmiro Togliatti la responsabilità maggiore di un ritardo nella comprensione di nuovi equilibri dell’area marxista. Basti pensare che in quell’epoca lo capiva già Krutschev. Nel racconto Togliatti, chiamato “il capitano” è ritenuto incapace di liberarsi dallo schema, ormai ritenuto desueto, dello stalinismo.</p>
<p>Più o meno siamo in questa fase: la politica italiana non è stata imbrigliata da Mister Loden, in realtà si è avviluppata da sola in una incapacità concertativa e di ideazione che ha portato il paese alla deriva.</p>
<p>E’ in questo contesto che si dà risalto a quelle che sembrano novità, per versi opposti. Ed oggi ne appaiono due. La prima devastante, la seconda foriera di una prospettiva incoraggiante. Cominciamo dalla prima, un fatto di vera sconcezza che si concretizza nelle parole di tal <em>Calearo da Vicensa.</em></p>
<p>Mai nel passato, quando un minimo di etica politica permeava la vita pubblica, sarebbero state riportate le frasi di tal Calearo Massimo, che, eufemisticamente, si possono ritenere ingiuriose nei confronti del Parlamento. Imprenditore, già presidente degli Industriali Vicentini, paracadutato in Parlamento da Veltroni, poi fuoriuscito dal PD verso l’API, poi ancora verso i Responsabili, poi sottosegretario a <em>“nonsisachecosa</em>” del Governo di Romolo Augustolo B.</p>
<p>Le affermazioni, riportate dai giornali, circa il suo ruolo in Parlamento e l’utilizzo dei benefit e degli emolumenti (nostri) non lasciano basiti per la gravità delle cose dette: lasciano basiti perché nessuno ancora lo prende a calci con le scarpe chiodate, quelle stesse che Palmiro Togliatti, Roderigo di Castiglia (Rodighiero è invece suo nipote) avrebbe voluto adottare nei confronti del lato B di Alcide De Gasperi che era un uomo di Chiesa ma lo era anche di Stato ed era una persona per bene, onesta, Servitore dello Stato.</p>
<p>Così appare lontanissimo, miglia siderali, &#8211; questa è la seconda notizia, che in vero dovrebbe essere la norma non l&#8217;eccezione-l’esperimento di volontariato, di servizio pubblico per la comunità che è la Lista Civica <strong>“Sorridi Carrara”.</strong> L’abbiamo scoperta per caso, perché in essa sarà certamente candidato Andrea Barattini, o come preferiscono i tosco-apuani, Barattini Andrea. Nessuna escursione politica, nessun divagare tra liste difformi. Mentre lui restava a sinistra con i DS, poi PD, fermo nei suoi valori, i compagni gironzolavano in cerca di poltrone.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/ANDREA-BARATTINI.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1595" title="ANDREA BARATTINI" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/ANDREA-BARATTINI.jpg" alt="" width="451" height="198" /></a></p>
<p>“Sorridi Carrara” vuol dare un volto più fresco alla città martoriata da mille irrisolti problemi, dalla strada dei marmi, ai problemi sanitari di cavatori, alle difficoltà del mercato nautico (ci sono le migliori ditte di riparazione e costruzione di imbarcazioni da diporto). Nel leggere le informazioni sul gruppo di lavoro &#8211; in realtà poi si presterà a diventare Lista Civica- ho trovato un bellissimo inciso sugli amici a quattro zampe, sulla pulizia della città. Insomma tante belle proposte che ogni buon Amministratore, padre di famiglia, farebbe o dovrebbe fare.</p>
<p>Auguri a “Sorridi Carrara”: lascia che le Tue idee circolino per dare una ventata fresca, sorridente appunto, alle amministrazioni che devono scegliere i nuovi dirigenti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>LEOLOOK, IL KENNEDY DI SFERRACAVALLO</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 09:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero Liquidator. Della sinistra, dopo esserlo stato della DC siciliana. Intendiamoci, quando una volta Leolook disse che &#8220;&#8230;non avrebbe cambiato partito ma avrebbe cambiato il partito&#8230;&#8221; si espresse ottimamente, secondo il suo stile. Ma adesso, nella difficile partita con il PDL che vinceva 60 a zero, il centrosinistra siciliano si spacca, rifiuta il responso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ovvero Liquidator. Della sinistra, dopo esserlo stato della DC siciliana. Intendiamoci, quando una volta Leolook disse che &#8220;&#8230;non avrebbe cambiato partito ma avrebbe cambiato <strong>il</strong> partito&#8230;&#8221; si espresse ottimamente, secondo il suo stile. Ma adesso, nella difficile partita con il PDL che vinceva 60 a zero, il centrosinistra siciliano si spacca, rifiuta il responso del popolo di sinistra e punta su un candidato sindaco alternativo al vincitore Fabrizio Ferrandelli.Chi se non l’inossidabile <a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/elezioni-amministrative-a-palermo-rispunta-lipotesi-leoluca-orlando-1164278/" target="_blank"></a>Leoluca Orlando Cascio, portavoce dell’Italia dei Valori  la cui corsa come sindaco di Palermo sarà ufficializzata venerdì 23 marzo nel corso di una conferenza stampa. E la sinistra siciliana può cominciare il &#8220;de profundis&#8221;.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/leoluca-orlando_lap-199x300.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1584" title="leoluca-orlando_lap-199x300" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/leoluca-orlando_lap-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<p>Al suo fianco la Federazione della sinistra e i Verdi, il movimento Un’Altra Storia di Rita Borsellino, mentre nel pomeriggio di giovedì 22 marzo è cominciato il direttivo provinciale di Sel, riunito proprio per prendere una posizione sul candidato da sostenere.</p>
<p>Nei giorni scorsi il Pd ha ufficializzato il proprio sostegno a Fabrizio Ferrandelli, l’ex Idv vincitore delle primarie del centrosinistra, non riconosciuto dal partito di Di Pietro che ha chiesto l’annullamento delle consultazioni alla luce di presunte anomalie, sulle quali indaga la Procura.</p>
<p>E così Leolook, il Kennedy di Sferracavallo, dove soggiornava da ragazzo, si ripropone. Una primavera lunga circa 30 anni da quando fu proiettato nella politica in modo anticipato per l’uccisione di Piersanti Mattarella. Originario di Prizzi, che dista pochi km da Corleone, era figlio del più illustre giurista palermitano cui si rivolgevano tutti, specie i proprietari latifondisti, massacrati dalla Riforma Agraria.  Compagno di banco di Bernardo Mattarella Padre, gli si piazzò davanti Ugo La Malfa nel 1965 quando aspirava, con Mattarella sponsor, alla Presidenza del Banco di Sicilia. Nel frattempo Leolook cresceva all&#8217;ombra di un altro Mattarella, Piersanti. A Palermo, si sa, le competizioni elettorali sono improponibili se non si gode di appoggi &#8221; fortissimi&#8221;. Leolook alla prima competizione elettorale (amministrative del 1981) raccoglie nella sola Palermo 11 mila voti.  Poi diventa Sindaco nel 1985, poi fonda la Rete, illusione maledetta per molti che caddero nella trappola del rinnovamento, poi lascia orfana la pattuglia di 12 deputati in Parlamento e circa 6 senatori ( XI legislatura) e corre a Palermo a rifare il Sindaco nel 1993. Molti si chiesero perché questo percorso da salmone, ma erano in arrivo fondi europei che non si potevano trascurare. Poi, in un periodo i transizione, è parlamentare europeo, poi deputato all’A.R.S. Poi finalmente incontra Di Pietro e come disse lui “ si lascia contaminare”. Mai verbo fu più appropriato. Se una cosa sa fare Leolook, è quella di gestire la lingua italiana. E’ sempre stato bravo!<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/Leoluca_Orlando-giovane1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1585" title="Leoluca_Orlando giovane" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/Leoluca_Orlando-giovane1.jpg" alt="" width="215" height="310" /></a></p>
<p>Tuttavia adesso il panorama siciliano è cambiato: molti appoggi di un tempo non ci sono più, sono arrivati i giovani come Ferrandelli per i quali gli scenari di Lima, Gioia, Ciancimino, D’Acquisto, e dello stesso Sciascia che per primo parlò, con molta oculatezza, di “professionisti dell’antimafia”, appartengono al passato. Ma a Palermo il passato è solo un trascorso…….</p>
<p>A proposito, le due foto indicano che il passare del tempo è inclemente ma il personaggio non sembra particolarmente  logorato. In fondo di potere ne ha gestito &#8230;eccome!</p>
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		<title>Ricordate l&#8217;asse Ghe Pu-Be ( Gheddafi,Putin e Berlusconi)?</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 19:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultim&#8217;ora da Mosca Agenzia
Berlusconi-Putin, partito Iabloko chiede indagine corruzione
&#8221; Il partito riformatore di opposizione Iabloko ha chiesto oggi alla procura generale di indagare su eventuali &#8220;conflitti di interesse&#8221; e di &#8220;rapporti di corruzione&#8221; tra l&#8217;ex premier italiano Silvio Berlusconi e il capo del governo russo, nonché presidente eletto, Vladimir Putin. I due amici si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultim&#8217;ora da Mosca Agenzia</p>
<h1>Berlusconi-Putin, partito Iabloko chiede indagine corruzione</h1>
<p>&#8221; Il partito riformatore di opposizione Iabloko ha chiesto oggi alla procura generale di indagare su eventuali &#8220;conflitti di interesse&#8221; e di<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/043_it_BeP.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1574" title="043_it_BeP" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/043_it_BeP.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a> &#8220;rapporti di corruzione&#8221; tra l&#8217;ex premier italiano Silvio Berlusconi e il capo del governo russo, nonché presidente eletto, Vladimir Putin. I due amici si sono ritrovati la scorsa settimana a Krasnaia Poliana, a Soci, insieme al presidente uscente Dmitri Medvedev, nel corso di una visita privata del Cavaliere.</p>
<p>La richiesta è stata avanzata dal leader di Iabloko Serghiei Mitrokhin, come informa un comunicato del partito. &#8220;Ricordiamo che l&#8217;incontro tra Dmitri Medvedev, Vladimir Putin e Silvio Berlusconi è durato due giorni, l&#8217;8 e il 9 marzo, in un momento in cui l&#8217;ex premier italiano è sotto inchiesta in Italia per una serie di indagini penali legate alla corruzione&#8221;, si legge nella nota. Berlusconi, prosegue il testo, &#8220;non occupa alcun posto statale ma è un privato, un miliardario e proprietario della holding finanziaria Fininvest&#8221;.</p>
<p>&#8220;La direzione del Paese sottolinea le sue relazioni esclusive con un rappresentante del business privato straniero, cosa che può testimoniare l&#8217;esistenza di rapporti illegali&#8221;, si legge ancora nel comunicato. Contrariamente alla prassi esistente, nota Iabloko, sul sito del presidente e del premier non è indicato lo scopo dell&#8217;incontro ma ci si limita al fatto dell&#8217;incontro stesso. Secondo Mitrokhin, ciò può essere un pretesto in più per sospetti nei rapporti di corruzione tra Berlusconi, Putin e Medvedev.</p>
<p>Nella sua richiesta, Mitrokhin chiede al procuratore generale Iuri Ciaika, &#8220;allo scopo di evitare probabili supposizioni infondate a proposito dei rapporti tra i dirigenti russi e l&#8217;imprenditore l&#8217;italiano&#8221;, di &#8220;controllare l&#8217;esistenza o la mancanza di conflitto di interessi durante l&#8217;incontro in questione&#8221;.</p>
<p><strong>Così battono stasera 12 marzo le Agenzie di Mosca. I viaggi di Putin in Costa Smeralda, gli scambi di doni, i velivoli anti-incendio acquistati a prezzo di costo dal Governo italiano. Tutto si spiega adesso, se ne sono accorti anche i russi che chiedono il conflitto d&#8217;interessi da quando Berlùs non è più premier e quindi i rapporti non sono giustificabili come &#8221; Affari tra Governi&#8221;. Noi ne parlammo in epoca assai poco sospetta..</strong></p>
<p><strong><span style="color: #333333;">http://associazionereds.com/2010/11/30/le-energie-del-nostro-premiersecondo-wikileaks-ed-anche-secondo-noi/</span></strong></p>
<p><strong>D&#8217;altra parte &#8211; lo insegnano la vicenda Prokhorov, detto l&#8217;oligarka inoffensivo,  e la sua &#8221; poco realistica&#8221; partecipazione alla competizione elettorale &#8211;  Putin è da sempre vicino al &#8220;mondo degli affari&#8221;, come ama definirlo. Dai primi rapporti con  oligarchi ex sovietici,  ha esteso la sua attenzione a chi fa affari nel mondo occidentale. Così è nato l&#8217;Oleodotto Elephant Oil Field, benedetto anche dal Governo Prodi, tramite il suo ministro dello Sviluppo Economico (2006-2008).</strong></p>
<p><strong>Le Energie del Premier hanno molte sponsorizzazioni,&#8230;&#8230;.</strong></p>
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		<title>MA PERCHE&#8217; NON ROSARIA COSTA?</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 13:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Le primarie di Palermo tra retorica e dissoluzione della sinistra. Mi vengono in mente due momenti della vita del paese: il funerale di Falcone, Morvillo, Schifani e gli altri della scorta (Capaci 1992). Rosaria Costa prese la parole tra le lacrime, ricordava il suo Vito. Alle Europee del 1999, Maria Falcone, sorella di Giovanni, era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le primarie di Palermo tra retorica e dissoluzione della sinistra. Mi vengono in mente due momenti della vita del paese: il funerale di Falcone, Morvillo, Schifani e gli altri della scorta (Capaci 1992). Rosaria Costa prese la parole tra le lacrime, ricordava il suo Vito. Alle Europee del 1999, Maria Falcone, sorella di Giovanni, era la capolista dei Verdi in tutti i 5 collegi italiani. Non fu eletta.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/s17_naz.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1565" title="s17_naz" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/s17_naz.jpg" alt="" width="120" height="129" /></a></p>
<p>Abbiamo avuto molte innocenti vittime che hanno pagato per aver compiuto il loro dovere ed il loro attaccamento allo Stato. Lenin Mancuso era l’autista di Cesare Terranova. Morti ammazzati con inaudita ferocia nel 1979. Nel 1982 muore il compianto Generale Dalla Chiesa. Nel 1992 Falcone, nel 1999 D’Antona e poi in terra straniera Nicola Calipari.</p>
<p>A ciascuna di queste famiglie è stato corrisposto un giustissimo indennizzo:<strong>75 mila euro una tantum, a famiglia, alle vittime di Cosa nostra, contro i 200 mila a chi ha perso un congiunto per mano del terrorismo</strong><strong>. </strong>E ancora scivoli pensionistici, vitalizi più alti del triplo.<em> Nel 2000 la finanziaria equiparava lo status di vittima della mafia a quello del terrorismo; poi nel 2004 una nuova legge ha distinto le due posizioni&#8221;</em>. Differenze che appaiono ancor più oscure in alcuni casi: come in quello dell&#8217;eccidio di Capaci. <strong>L&#8217;autista Giuseppe Costanza, del giudice Falcone, scampato alla morte, è considerato vittima del terrorismo, Antonio Montinaro, no. </strong>Differenze incomprensibili e che addolorano, così<strong> </strong><strong>come addolora l&#8217;indifferenza dei media lamentata dai familiari delle vittime</strong><strong>.</strong><strong>&#8221;Sono indignata per il silenzio dei media e delle istituzioni&#8221;</strong>. Ad esprimere &#8221;rabbia e dolore&#8221; per il disinteresse verso i familiari di <em>&#8221;chi ha sacrificato la propria vita per lo Stato&#8221;</em> è <strong>Rosaria Costa</strong>, vedova di <strong>Vito Schifani</strong>, uno dei tre agenti di scorta trucidati nella strage di Capaci. Dice <em>&#8221;Mi illudevo che Palermo fosse cambiata, speravo in una città più unita di fronte a vicende come questa che suscitano indignazione e rabbia. Evidentemente mi sbagliavo&#8221;</em>.</p>
<p>Ma molte di queste famiglie hanno avuto altri riconoscimenti diretti: dei citati quasi tutti si sono seduti in Parlamento per meriti sicuramente propri: Carmine Mancuso, deputato della Rete nella XI legislatura, Nando Dalla Chiesa, nella XI, XIII. Le consorti di Calipari e D’Antona (quest’ultima XIV e XV legislatura) siedono tuttora alla Camera. Sonia Alfano, figlia di Giuseppe, ucciso dalla mafia per le sue scomodissime inchieste, invece è a Bruxelles, Parlamento Europeo.</p>
<p>La sorella di Borsellino, da farmacista, è improvvisamente diventata Politica: all’ARS, poi in Parlamento Europeo.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/rita-borsellino.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1566" title="rita-borsellino" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/03/rita-borsellino.jpg" alt="" width="540" height="376" /></a></p>
<p>Strana società quella italiana: molte famiglie, vittime della mafia e del terrorismo, piangono i loro morti in silenzio, altre in Parlamento!</p>
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		<title>FESTA AL CASTELLO DI MALPAGA</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 09:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Eh si, questa volta le allusioni non mancano. Il Castello di Malpaga, in territorio di Cavernago ( Bergamo) era la residenza di Bartolomeo Colleoni. E&#8217; noto a tutti che Bartolomeo , condottiero nato nel 1400, deve il suo cognome ad un patronimico che deriva da cum lione o caput lionis. Ma pare fosse affetto da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Eh si, questa volta le allusioni non mancano. Il Castello di Malpaga, in territorio di Cavernago ( Bergamo) era la residenza di Bartolomeo Colleoni. E&#8217; noto a tutti che Bartolomeo , condottiero nato nel 1400, deve il suo cognome ad un patronimico che deriva da cum lione o caput lionis. Ma pare fosse affetto da poliorchidismo.</h3>
<h3>Perchè Malpaga? perchè  alcuni dei signori, interessati nella vicenda raccontata da Spider Truman, li paghiamo noi.</h3>
<h3>DAL BLOG &#8221; I SEGRETI DELLA CASTA&#8221; DI SPIDER TRUMAN</h3>
<h3>Carriera, inni e Bunga Bunga di Maria Rosaria Rossi la nuova &#8220;musa&#8221; del Cavalier Berlusconi</h3>
<p>I posteri magari la ricorderanno (??) come la &#8220;musa ispiratrice&#8221; di <strong>Silvio Berlusconi</strong> nel comporre l&#8217;ultimo mirabile inno del PDL <em>&#8220;Gente di Libertà&#8221;</em>. Un testo di struggente coinvolgimento lirico che recita più o meno:&#8221; Gente che ama la luce, che non prova invidia e odiare non sa. Gente che non ha rancore e ha come valore la sua libertà&#8230;&#8221;.<br />
Per alcuni è  la fedele accompagnatrice del potentissimo uomo politico nella fase declinante del suo potere. Per altri, più prosaicamente, è la sua ultima &#8220;badante&#8221;.<br />
Ma chi è <strong>Maria Rosaria Rossi,</strong> deputata del Pdl classe 1972 della provincia di Caserta, ormai inseparabile accompagnatrice di Silvio Berlusconi!?<br />
La sua carriera politica è fatta di balzi fulminanti, da astro nascente: diplomata all&#8217;istituto tecnico commerciale, negli anni &#8216;90 è animatrice e<strong> pr delle discoteche</strong> romane. La sua prima esperienza politica è nel consiglio di circoscrizione del decimo municipio a Roma. Poi arriva il &#8220;talent scout&#8221; Silvio Berlusconi ed ecco il triplo salto carpiato in avanti: candidata alla Camera per espresso volere del capo nelle liste bloccate del <strong>PDL</strong> per la circoscrizione Lazio1. Diventa parlamentare e subito dopo &#8220;membro della commissione giustizia&#8221;. Quali i meriti acquisiti per una tale accelerazione è difficile dirlo, ma qualche idea ce l&#8217;ho&#8230; però non vorrei che Maria Rosaria, viste le bellissime parole dell&#8217;inno, mi accusasse di essere solo &#8220;invidioso&#8221;&#8230;<br />
Lei è una risoluta: quando finisce nelle intercettazioni  liquida tutto in due parole, da vera Pr: &#8220;Che è peccato rilassarsi un pò!?&#8221;.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/02/BB.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1560" title="BB" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/02/BB.jpg" alt="" width="656" height="717" /></a></p>
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		<title>ESKIMO CHE SI SOFOKLE</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 07:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DALL&#8217;UOMO DELLA PROVVIDENZA ALL&#8217;UOMO DELLA PREVIDENZA
Ci sono tratti della politica italiana attuale che ricordano, per certi versi, quelli del passato. E ci sono tratti della politica che sembrano presi, pari pari, da sequenze cinematografiche. In una scena dell’Armata Brancaleone del compianto Monicelli, Gassman e Volontè si scontrano a duello nella contesa per Catherine Spaak. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DALL&#8217;UOMO DELLA PROVVIDENZA ALL&#8217;UOMO DELLA PREVIDENZA</strong></p>
<p>Ci sono tratti della politica italiana attuale che ricordano, per certi versi, quelli del passato. E ci sono tratti della politica che sembrano presi, pari pari, da sequenze cinematografiche. In una scena dell’Armata Brancaleone del compianto Monicelli, Gassman e Volontè si scontrano a duello nella contesa per Catherine Spaak. La loro lotta è così sterile e vuota che alla fine finiscono con i loro spadoni, le durlindane, per arare il campo. Nell’ormai lontano 1976 la situazione era simile. DC e PCI avevano sterilizzato la loro  lotta ormai esaurita che Moro inscriveva nella democrazia bloccata ed incompiuta. Quell’anno avvennero alcuni eventi che furono poi determinanti. Le lacerazioni in seno alla DC erano frutto di  sconfitte come quella sul divorzio del 1974 come erano cocenti le ferite dello scandalo Lochkeed. Moro deve cedere il governo e si va alle urne. Nell’altro campo Berlinguer, in un&#8217;intervista al Corriere della Sera, afferma la necessità della presenza dell’Italia nella Nato. Mantiene questa scelta di campo anche di fronte al PCUS dove sostiene l&#8217;inevitabilità di un mutamento di lotta politica della classe operaia ed ancora <em>“..la necessità di un pluralismo politico per costruire il socialismo nella libertà”. </em>Parole che segnano nuova rotta e avvicinamento verso il centro moderato. Avvicinamento che non vuol dire avvicendamento né la proposizione di una politica alternativa. Siamo ancora lontani dall’alternanza ma questa verrà con Bettino Craxi eletto nel luglio segretario del PSI.</p>
<p>Una democrazia bloccata dunque che non porta a termine le legislature sin dal 1968 (V) legislatura, interrotta nel &#8216;72; la VI interrotta nel 76 e la VII interrotta nel &#8216;79. Una democrazia che non riesce a risolvere il fattore K, una democrazia che quando ritiene di aver recuperato il PCI nell’alveo governativo subisce la perdita di Aldo Moro.</p>
<p>Non che i comunisti fossero estranei alle attività di governo. Basti pensare alla Riconversione Industriale voluta dalla DC per supportare le perdite FIAT ed articolata in buona sostanza da Napoleone Colajanni, stratega economico PCI, eletto a Torino (collegio Aeritalia). Nelle realtà locali erano perfettamente integrate le manovre congiunte DC-PCI. Solo che non dovevano essere istituzionalizzate, secondo la dottrina Kissinger. Di qui lo scontro violento di questi con Moro e l’inzio del suo calvario.</p>
<p>In tal clima di incertezza programmatica e prospettica arriva il Secondo Uomo della Provvidenza, il Primo finì la sua storia a Giulino di Mezzegra. E&#8217; Bettino Craxi che, da subito, fa intendere la voglia matta di scardinare i giochi. Ma è ancora presto e nessuno può impedire il compromesso storico affidato alla manovra congiunta Andreotti-Berlinguer.</p>
<p>Bettino impiegò 7 anni prima di arrivare al Governo e di imporre il suo decisionismo. Non riuscì a completare la sua opera perché arrivò un altro Uomo, ma quello dell’Improvvidenza ad avviare il processo di destabilizzazione dei difficili equilibri finora raggiunti, mandando a casa DC, PSI ed in buona sostanza anche la strategia consociativa del PCI. Bastò mutare nome per cambiare attitudini politiche? Forse no.</p>
<p>E difatti vediamo adesso un concerto di propositi pseudo-consociativi che vanno in Parlamento dal PDL, all’UDC  al PD.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/02/craxi_berlusconi.gif"><img class="alignright size-full wp-image-1546" title="craxi_berlusconi" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/02/craxi_berlusconi.gif" alt="" width="550" height="377" /></a></p>
<p>Più volte, anche da queste misere righe, abbiamo fatto riferimento al Partito Unico Italiano (PD + PD con la L). Troppe similitudini, troppi consociativismi ci inducono a ritenere che siano facce dell’identica medaglia, Partiti non partiti, fluidi , legati tutti a comitati elettorali o derivanti da Liste Monoteiste. Le 17 correnti del PD stanno a significare che, più che di correnti, trattasi di comitati elettorali per garantire questo o quel personaggio della Nomenklatura. Pochi ricordano che la Legge Regionale Elettorale, voluta in Toscana da Vannino Chiti, ora Vicepresidente del Senato, è l’anticipazione del Porcellum: Lista Bloccata e tanti saluti.</p>
<p>L’U0mo della Previdenza, nelle vesti di Monti, fa <em>pendant </em>con il decisionismo alla Craxi. Meno duro, trachant, più consapevole, supportato da bagaglio tecnico ineccepibile ma democraticamente paradossale. Una via di mezzo tra il Commissario Politico e l’Esecutore Testamentario della Seconda Repubblica.</p>
<p>Poco importa se deciderà, ma lo ha deciso, di restare o meno. Fatto sta che la nostra democrazia quando si spiaggia sul terreno dell’incapacità di rimuovere le conflittualità, quando sceglie l’arrendevolezza del percorso invece di dirimere le differenze tra soggetti politici, preferisce non scegliere e delegare a Terza Persona Politica le decisioni ordinarie che poi finiscono per sconfinare in quelle straordinarie, come riforme quasi sempre in senso dirigista.</p>
<p>E senza andare tanto lontano da porre un paragone tra il Governo Berlusconi e quello di Luigi Facta, riteniamo che il 1976, con le sue contraddizioni e la politica craxiana che ne seguì, fa pendant perfetto con il 2012.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/02/Monti-Italy-PM-AFP-54311.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1548" title="Monti-Italy-PM-AFP-5431" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/02/Monti-Italy-PM-AFP-54311.jpg" alt="" width="543" height="275" /></a></p>
<p><strong>Indosso l’Eskimo di sempre per chiedere al Prof. Monti quanto durerà la nottata della democrazia. E’ persona perbene e dunque niente Tunisia. Possiamo però proporgli il lago di Varese dove appunto è nato.</strong></p>
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		<title>VESTI STRACCIATE</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[TRA EVENTI & BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Addosso all’untore! Sembra la riedizione manzoniana e Luigi Lusi del PD non sarebbe certo piaciuto a Cesare Lombroso, con quella faccia un po’ così, quel pizzetto arrogante un po’ così che hanno molti signori ( si fa per dire) della sua età. Specie se sono uomini del Rinascimento.
Inteso questo come Corso dove è sito Palazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/02/dp01.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1539" title="dp0" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/02/dp01-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a>Addosso all’untore! Sembra la riedizione manzoniana e Luigi Lusi del PD non sarebbe certo piaciuto a Cesare Lombroso, con quella faccia un po’ così, quel pizzetto arrogante un po’ così che hanno molti signori ( si fa per dire) della sua età. Specie se sono uomini del Rinascimento.</p>
<p>Inteso questo come Corso dove è sito Palazzo Madama. Tuttavia bisogna spezzare una lancia a suo favore perché essere contaminati dal Virus del Valore Immobiliare non è più un reato ed è stato depenalizzato da quando  Tonino Di Pietro lo ha reso azione virtuosa.</p>
<p>Leggiamo cosa scrivevano Chiocci e Rocca su&#8221; il Giornale&#8221; ( 6 marzo 2008)</p>
<p><strong>Gian Marco Chiocci</strong> e <strong>Luca Rocca</strong></p>
<p>da Roma<br />
Si chiama «Antocri» la società che negli ultimi tempi sta togliendo il sonno ad Antonio Di Pietro e al gip di Roma chiamato a decidere sul rinvio a giudizio del ministro delle Infrastrutture indagato per truffa, falso, appropriazione indebita.</p>
<p>Intorno a questa Srl immobiliare, infatti, che si muove l’inchiesta della magistratura romana scaturita dalle rivelazioni di uno dei soci fondatori dell’«Italia dei Valori», l’ex braccio destro di Tonino, Mario Di Domenico. L’immobiliare «Antocri» (acronimo ideato con le iniziali dei tre figli dell’ex pm, Anna, Toto e Cristiano) ha una particolarità non da poco: come socio unico ha Antonio Di Pietro. È stata costituita a Bergamo nel 2003 &#8211; 1 aprile &#8211; all’indomani del giallo sulle presunte firme false apposte sull’atto che ha certificato l’approvazione del bilancio prodromico all’ottenimento dei finanziamenti pubblici.<br />
TUTTO IN CASA<br />
Del suo cda, almeno fino al luglio 2006, faceva parte Silvana Mura, deputata-tesoriera dell’Idv mentre amministratore unico è Claudio Belotti, compagno della Mura. La particolarissima storia dell’«Antocri» corre lungo i medesimi binari dell’«associazione» «Italia dei Valori» creata nel settembre del 2000 e inizialmente composta da tre soci: appunto Di Pietro, che ne diventa presidente, Di Domenico, segretario, e la Mura, tesoriera. Per la sua associazione politica, che ha incassato oltre 22 milioni di euro dallo Stato come rimborso elettorale, Di Pietro ha voluto uno statuto di ferro, più volte modificato, che gli ha consentito un’ampia libertà di manovra. Dopo soli tre anni, infatti, nel novembre 2003 l’ex pm si ritrova socio unico dell’«associazione Idv», proprio come in «Antocri». Un solo nome, lo stesso, per la Srl immobiliare e per il partito senza prestare particolare attenzione ad un conflitto di interessi che via via si faceva palese. C’è chi prova ad opporsi a questo modo di fare. Uno è Mario Di Domenico, che a suo dire sarebbe stato messo da parte dopo aver denunciato la gestione anomala del fondo dell’Idv.<br />
SOCIO UNICO<br />
Stando agli atti depositati in procura da Di Domenico, l’ex pm sarebbe rimasto socio unico dell’Idv per più di 7 mesi, e ciò in barba alla legge che prevede l’estinzione dell’associazione qualora questa resti con un solo socio per più di due mesi. Ed inoltre Di Pietro avrebbe sostanzialmente modificato lo statuto di modo che l’originario progetto associativo «plurale aperto» non fosse più possibile in questa situazione di conflitto d’interessi determinata dal suo socio unico. Se la premessa fosse vera, le conseguenze per l’Idv sarebbero pesanti. Tant’è. Nel luglio del 2004 Di Pietro si farà affiancare da Susanna Mazzoleni, moglie e madre di due dei suoi tre figli, e dall’immancabile Mura. Sostanzialmente non cambia nulla. Tranne il fatto che ora nessuno potrà più mettere bocca negli affari di Tonino. Da qui cominciano le stranezze. «Antocri» ha un capitale sociale molto modesto: appena 50mila euro. Nonostante ciò gli acquisti messi a bilancio sono sorprendentemente alti. La sede dell’«Idv» &#8211; ad esempio &#8211; all’inizio risulta a Busto Arsizio ma dopo qualche anno viene trasferita a Milano, e precisamente in un appartamento di nove vani nella centrale via Casati. L’immobile appartiene al gruppo Pirelli Re, ma poco tempo dopo viene acquistato proprio dall’«Antocri». Dunque l’«Idv», che ha come socio unico Di Pietro, paga l’affitto all’«Antocri» dello stesso Di Pietro. L’ipotesi investigativa è che paghi l’affitto a se stesso con i soldi dello Stato (provenienti dai finanziamenti elettorali). Non solo.<br />
La Srl del ministro compra anche dieci vani nella capitale, in via Principe Eugenio. E l’Idv ci trasferisce la sede. Ancora una volta il partito di Di Pietro paga l’affitto alla società di Di Pietro. Il valore degli immobili è cospicuo: 1 milione 788mila euro. Le cifre del mutuo che pesano sulle fragili spalle dell’«Antocri» e con le quali il suo plenipotenziario acquista le due importanti sedi, le si possono leggere sul bilancio del 2005: 276mila euro per quello milanese, sottoscritto nell’aprile del 2004; 385 per il mutuo romano, stipulato nel giugno del 2005. Totale: 661mila euro da versare alla Bnl. Al Gip Di Pietro ha detto che la metà per l’acquisto di questi due appartamenti l’ha conferita personalmente. Nel bilancio 2006 Antocri risulta un prestito del socio unico per circa 1milione 200mila euro.<br />
PRESTITO A SE STESSO<br />
Di Pietro, quindi, avrebbe prestato i soldi a se stesso. Ma da dove provengono questi denari accumulati nel breve periodo 2003-2004? Di Domenico ha chiesto al gip di appurarlo. Tornando ai due mutui, questi scadranno nel 2019 il primo e nel 2015 il secondo. Si suppone, dunque, che gli interessi saranno onerosi. Si suppone anche che queste cospicue somme saranno riscattate con l’affitto versato dall’«Idv» all’«Antocri», visto che questa non ha introiti provenienti da altra sconosciuta attività. E ci risiamo: da dove saltano fuori i soldi con i quali una società con un capitale di soli 50mila euro è riuscita ad acquistare immobili così costosi? È qui che solo ora il gip fa accertamenti dopo la curiosa richiesta d’archiviazione del pm arrivata a solo una settimana dall’iscrizione nell’apposito registro degli indagati del ministro.</p>
<p>Dunque, il sospetto di Di Domenico è che l’«Antocri» abbia stornato il denaro dai rimborsi elettorali dell’«Idv». Quello che si sa è che nel 2003 il «socio unico» Di Pietro versa alla sua Srl 100mila euro come «prestito infruttifero», l’anno dopo altri 300mila euro e nel 2005, 783mila euro, per un totale di 1 milione 183mila euro in contanti, in soli tre anni. Ma leggendo bene i documenti contabili si scopre un’altra cosa, e cioè che nel 2001, grazie alle tornate elettorali, il partito del gabbiano comincia a incassare i primi denari: circa 250mila euro di rimborsi elettorali come anticipo, più 400mila euro, rateizzati, nei successivi quattro anni. A questi si aggiungono altri 2 milioni di euro nel 2002. Nel 2003, l’anno di nascita di «Antocri», le casse del partito sono piuttosto piene, anche perché ai soldi degli anni precedenti vanno ad aggiungersi altri 2 milioni e mezzo di euro. Nel 2006 l’«Idv» riceve altri 10 milioni e 726mila di euro per le elezioni politiche, che aggiunti a quelli degli anni precedenti, fanno oltre 22 milioni. Il destino di tutti questi quattrini è, dunque, nelle mani di un solo uomo: Antonio Di Pietro.<br />
IMMOBILIARE DI FAMIGLIA<br />
Quando a Di Domenico, assistito dall’avvocato Roberto Ruggiero, gli è stato chiesto se secondo lui l’«Antocri» abbia acquistato i costosi immobili coi soldi dei rimborsi elettorali, l’interessato ha risposto: «Lo sospetto». Precedentemente, però, l’ex uomo ombra di Di Pietro era stato ben più loquace: «La Antocri è una sorta di immobiliare di famiglia, sottocapitalizzata, senza dipendenti, senza mandati immobiliari, senza niente. Ma con un patrimonio da far già invidia a chiunque nel settore». Al di là della decisione che il gip sarà chiamato a prendere su Di Pietro, dalla lettura degli atti giudiziari e dei bilanci dell’«Idv» e della «Antocri» traspare un comportamento eticamente e moralmente non immune da critiche. «Abbiamo passato anni ad attaccare Berlusconi per i suoi macroscopici conflitti d’interesse &#8211; ha dichiarato l’ex deputato dell’Idv, Elio Veltri &#8211; ed ora ce ne troviamo in casa uno grande come una portaerei».</p>
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		<title>Addio  Presidente</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2002 iniziammo la lotta strenua, politica e tecnica, contro il Ponte sullo Stretto. M’eran compagni di quella avventura, non proprio dei giovinetti ma autorevoli esperti del settore. A più mani, stavamo contestualmente scrivendo il volume sulla Sicurezza stradale che, unitamente ad un Libro Bianco sulle Infrastrutture, avremmo presentato al più presto.
Un pomeriggio del 2002, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2002 iniziammo la lotta strenua, politica e tecnica, contro il Ponte sullo Stretto. M’eran compagni di quella avventura, non proprio dei giovinetti ma autorevoli esperti del settore. A più mani, stavamo contestualmente scrivendo il volume sulla Sicurezza stradale che, unitamente ad un Libro Bianco sulle Infrastrutture, avremmo presentato al più presto.<a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/COSTITUZIONE-Scalfaro-448-340.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1531" title="COSTITUZIONE Scalfaro 448-340" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/COSTITUZIONE-Scalfaro-448-340.jpg" alt="" width="448" height="340" /></a></p>
<p>Un pomeriggio del 2002, annunciai ad alcuni compagni stranulati che avevo semplicemente telefonato a Palazzo Giustiniani e chiesto udienza al Presidente Scalfaro. Andammo io ed un compagno, già componente del CNEL ed autorevole Vicepresidente Lega COOP. La nostra storia originava dal simbolo del libro e del sole nascente, passava, per alcuni di noi attraverso RC, insomma un percorso diversissimo da quello di Scalfaro. Lo trovammo pronto ad aprirci la porta dell’ascensore di Palazzo Giustiniani. Insieme andammo nel suo studio e gli prospettammo l’idea di un Convegno che approfondisse il problema delle infrastrutture specie al Sud. Da buon calabrese, capì al volo e subito indossò le vesti di Ministro dei Trasporti che era stato negli anni settanta.</p>
<p>Con la necessità di organizzare il Convegno, andai più volte a Palazzo Giustiniani. Ricordo che una volta ci fermammo così a lungo a parlare che il commesso di sala venne ad interrompere il colloquio. Cosa avevamo da dirci, Lui, politico di lunghissimo, estenuante corso, uno dei pochi a sedere sui tre vertici più alti dello Stato: Presidente della Repubblica, Camera e per poco tempo anche Senato ed una scheggia impazzita della sinistra rifondaiola e massimalista? La cosa suonava male a molti compagni ma posso assicurarvi che non ho mai avuto conversari politici di così alto livello. Partendo da conoscenze comuni e magari risalendo a Randolfo Pacciardi che mi tenne letteralmente sulle ginocchia, Pietro Nenni e risalendo per Iso, Aldo Aniasi e Sergio Garavini, apprezzai moltissimo quel lungo itinerario storico e cronistorico che faceva del Presidente affabulatore straordinario. Non dimenticherò la notazione su un grande e celebrato politico DC degli anni cinquanta del quale disse: “…lo apprezzavo come cristiano, politico e statista, di più come cristiano però…”. Pochi i ricordi menzionati su Scelba e la cosa mi stupì, conoscendone l’attaccamento politico. Molti di più quelli su Don Sturzo.</p>
<p>Che strana vicenda politica quella di Oscar Luigi, discendente della più nobile Famiglia di Catanzaro ma che tuttavia amava ricordare il lavoro del Padre funzionario delle Ferrovie. Non ci fu colloquio che non scivolasse sull’amatissima Figlia, al ricordo di averla affidata alla Famiglia quando morì la moglie giovanissima.</p>
<p>Che importanza può assumere il contestato, e forse ricamato, episodio del 1953 e del rimbrotto ad una Signora in generoso decolletè?</p>
<p>Oggi, con il Suo decesso, abbiamo perduto la Memoria Storica di questo Paese, un Uomo che è stato coerentemente attaccato alle Istituzioni alla cui nascita contribuì con forza e che da centrista ha lasciato che le forze della sinistra moderata si spostassero verso intendimenti più moderati.</p>
<p>Come non ricordare la scena drammatica in cui è investito dalla folla nella Chiesa di S. Domenico a Palermo per i funerali di Falcone, Morvillo ed agenti della scorta? Un uomo che si assunse, sempre a Palermo, nove anni prima, la responsabilità della morte del giovane Marino in questura. Un uomo che ebbe il coraggio delle sue azioni di fronte all’Impresario straripante. Senza il Presidente non avremmo mai avuto la strenua difesa della Costituzione  che è stata trincea per fermare chi voleva dissolverla.</p>
<p>Nel Convegno che poi si tenne nel 2003, sul Ponte disse amabilmente: “…. Ne parlavano già quando ero giovane deputato alla I legislatura, vedrete che ne parleranno ancora per altri 50 anni senza che nulla succeda…” Oggi il Ponte è stato dichiarato finalmente inutile. Scalfaro aveva sempre ragione.</p>
<p>Addio Presidente hai avuto sempre il coraggio delle Tue azioni e della Tua coerenza. Vogliamo ricordarti anche per questi esempi che ci hai dato.</p>
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		<title>ESISTE ANCORA UNA SANITA&#8217; DAL VOLTO UMANO?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 16:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rodighiero di Castiglia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è ancora chiara la linea della politica sanitaria che  instaurerà il neo Ministro Renato Balduzzi ma il suo compito sarà reso complesso non solo dalle ristrettezze di bilancio quanto  dalla necessità di dipanare una matassa che negli scorsi è stata avviluppata creando conflitti di competenze, disparità e difformità, anche regionali, quanto a rapporto costo/beneficio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è ancora chiara la linea della politica sanitaria che  instaurerà il neo Ministro Renato Balduzzi ma il suo compito sarà reso complesso non solo dalle ristrettezze di bilancio quanto  dalla necessità di dipanare una matassa che negli scorsi è stata avviluppata creando conflitti di competenze, disparità e difformità, anche regionali, quanto a rapporto costo/beneficio ed in definitiva un’offerta di salute carente.</p>
<p>La devoluzione alle Regioni con la modifica del Titolo V della Costituzione non ha dato i risultati sperati, avviando appunto criticità di competenze tra Ministero ed Enti locali. Appare sempre più lontana l’ipotesi del federalismo sanitario e continuano invece le peregrinazioni dei nostri malati in direzione Sud-Nord. I “viaggi della speranza” finiscono per aggravare i costi e rendere centripeta la sanità che invece dovrebbe essere periferizzata. A cascata questo aggrava le liste d’attesa e le Aziende Ospedaliere non sanno più rispondere adeguatamente alla domanda di salute. Se il compagno Luigi Mariotti, Ministro della sanità che avviò una Riforma mai finita, vedesse questo stato di cose, rimpiangerebbe di aver dato il suo nome a quel progetto.</p>
<p>Tra i tanti problemi che rendono la nostra sanità spesso carente vi è quell’annoso problema dell’aziendalizzazione che avrebbe dovuto sanare i costi e quanto meno smaltire la domanda. Alle criticità insite in questo processo, se ne aggiunge un&#8217;altra, dettata da un recente provvedimento della Regione Lombardia, come è evidenziato con molta chiarezza dal Prof. Giorgio Lambertenghi Deliliers, Presidente dell’Associazione Medici Cattolici di Milano, sul Quotidiano Repubblica del 18 gennaio 2012, di cui a seguito il link.</p>
<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/lambertenghi-foto.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1524" title="lambertenghi foto" src="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/lambertenghi-foto.jpg" alt="" width="160" height="240" /></a></p>
<p><a href="http://associazionereds.com/wp-content/uploads/2012/01/La-Repubblica-18_1_2012.pdf">La Repubblica 18_1_2012</a></p>
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