Ricorre il decennale della scomparsa di Sergio Garavini, (8 aprile 1927- 7 settembre 2001) sindacalista e Segretario Confederale della CGIL, dirigente politico prima nel PCI e poi in Rifondazione. Ricordato da tutti come espressione del Sindacato, in vero, per chi l’ha conosciuto, aveva delle straordinarie doti di Economista che aveva marcato nella sua posizione di componente della Commissione Bilancio della Camera dal 1987 fino al 1994. 
Giorno 7 settembre presso la CGIL di Corso italia Roma, verrà ricordato l’Uomo, Il Sindacalista, il Politico. Ma riteniamo altresì doveroso chiedere che si tenga in una sede del Parlamento una manifestazione pubblica volta ad analizzare le motivazioni della frammentazione della sinistra che Sergio, con molta preveggenza, aveva intuito.
Ricordare la Sua Figura significa ripercorrere un tratto di storia del paese e della sinistra di cui fu protagonista dapprima nel sindacato e successivamente in Parlamento.
Nato nella Torino dei contrasti sociali tra mondo operaio e ceto borghese, cui lui stesso appartenne per nascita, difese apertamente i lavoratori della FIOM. Erano gli anni bui della Fiat, poco prima della riconversione industriale nei cui confronti espresse la sua critica.
Ministro delle Risorse Energetiche nel Governo-Ombra, istituito dal PCI, rivelò, da dirigente politico, peculiarità insospettate che poi riversò nella sua attività parlamentare, quando, eletto alla Camera nella X legislatura (1987-1992) fu componente della Commissione Bilancio. Proprio nel 1992, al termine della Legislatura, dopo la svolta della Bolognina, Sergio, unitamente ad Armando Cossutta e Lucio Libertini, fu promotore e cofondatore del Partito della Rifondazione Comunista, di cui fu Segretario Politico fino al giugno del 1993.
In quell’anno il PRC raggiunse il suo massimo risultato con il 17% alle amministrative di Torino, contribuendo al grande successo della sinistra. Uscito, con altri deputati, dal PRC nel 1995, fu promotore prima dell’iniziativa parlamentare dei Comunisti Comunitari e successivamente interprete unico dell’Appello per la Federazione delle Sinistre, un appello ad una unità tanto ricercata e che fu sempre perseguita nella sua lotta politica. Negli anni che seguirono, tramite l’Associazione “per la sinistra” da lui fondata con il concorso di numerosi compagni, Sergio lottò con tutte le sue forze per evitare la diaspora comunista, che poi si realizzò in un magma di frammentazione politica ed ideale, dapprima con la nascita del PdCI e successivamente con la scissione che portò alla formazione di Sinistra, Ecologia e Libertà (2008).
La sinistra di oggi, frammentata e disunita, appare quella che Sergio previde molti anni prima, intuendone l’evoluzione in contrasto con l’unità delle forze operaie e sostanzialmente priva della spinta ideale, che l’aveva sostenuta sin dai tempi delle Resistenza.
Per tali motivazioni, riteniamo doveroso che la CGIL e la Camera dei Deputati ricordino questa Figura che appartiene, di diritto, non solo alla Sinistra, ma anche a tutta la politica italiana.
