PARK ASSIST PER LA MANOVRINA
Mister T. (Treconti per intenderci) dovrebbe chiedere a Marchionne uno speciale dispositivo di assistenza- parcheggio per la manovrina, il park –assist appunto.
La manovra da 47 miliardi è ripartita in 1,5 mld per quest’anno, 5,5 nel 2012 e 20 miliardi per ciascuno degli anni 2013-2014.
Nel metodo: fino alle elezioni, previste 2013 e forse anticipate, ci si assicura la sopravvivenza poi chi verrà vedrà e …chi ha dato ha dato e chi avuto ha avuto. Un comportamento da banda del Buco più che da Statisti Illuminati. Il pareggio di bilancio appare comunque lontano ed anche quando fosse raggiunto, il costo sarebbe elevatissimo per le classi sociali meno abbienti. Su queste incide il peso di ticket sanitari in previsione (dal P.S. a quello per i farmaci). Facciamo il caso di un anziano con 800 € di pensione, recarsi al pronto soccorso in codice bianco gli costerà ben 25 €.
Se si fosse applicata la tassa dell’1.5%° sulle transazioni finanziarie (la vecchia Tobin Tax) il gettito fiscale sarebbe stato 10 volte superiore al famoso scudo che Treconti si è inventato due anni addietro per il recupero di capitali all’estero. Basti ricordare il significato finanziario e politico dell’idea poi ripresa da Ramonet nel 1997. Ramonet propose di creare un’associazione per l’introduzione di questa tassa, che venne chiamata ATTAC (Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie per l’Aiuto dei Cittadini). La tassa ha assunto un significato antiglobalizzazione, anti Holding (specie assicurative e bancarie) e di sostegno ai cittadini.
Né ad alcuno viene da pensare circa il futuro di numerose Compagnie Assicurative e Bancarie che potrebbero tornare in possesso dei loro utlizzatori-utenti-liberi cittadini mediante la messa sul mercato di capitale azionario destinato all’utenza: le cosidette Public Companies.
Se avessimo applicato una seria lotta all’evasione ed elusione fiscale, il gettito sarebbe stato circa la metà della manovra in tre anni, potendo recuperare almeno 20 mld di € al contrario dei 9 mld recuperati nel 2008 e dei 6 recuperati nel 2009 e 5 potenziali per il presente anno. Potenziare la lotta all’evasione significherebbe raddoppiare quest’entrata.
L’azione sui costi della politica deve fare i conti con le amministrazioni locali che, come noto, tra Comuni, Province e Regioni, assorbono cifre record che se decurtate potrebbero portarci, da sole al pareggio di bilancio. Ma la legge sul federalismo fiscale impone una politica di incentivazione della spesa locale e non della sua decurtazione. E tra l’altro non vengono sbloccati i fondi per i comuni virtuosi.
E’ recente lo strappo sui “frontalieri” ticinesi, i lavoratori italiani che lavorano nel Canton Ticino. Il Consiglio di Stato di Bellinzona ha deciso il 30 giugno di non versare il 50% all’erario Italiano le imposte prelevate dalle buste paga dei lavoratori italiani. Di colpo vengono meno 22 milioni di euro, un buco che mette in seria difficoltà amministrazioni pubbliche distribuite tra la province di Varese, Como, Sondrio e Verbania e che contano sulle rimesse fiscali dalla Svizzera per far quadrare i loro bilanci.
Ma al Nord c’è Pisapia. La nuova formula vincente non è solo il suo incoraggiante sorriso ma una manovra che da sola corregge quella svizzera. 25 mld è il recupero forzoso che Giuliano sta operando, senza mettere mano alle tasche di chi lo ha votato. È un primo intervento sul contenimento dei costi che dovrà fare la nuova giunta di Milano per far quadrare il bilancio dopo la gestione di Letizia Moratti che avrebbe lasciato in eredità un buco potenziale di 186 milioni di euro. La manovra da 25 milioni di euro che si aggiungerà ad ulteriori tagli in quanto entro fine anno si dovrebbe arrivare a recuperare i 186 milioni per coprire il buco denunciato da Pisapia e una situazione finanziaria viziata dal fatto che le spese correnti al momento sono coperte con entrate straordinarie. Le ulteriori correzioni, comunque, sono collegate anche all’esito della vendita della quota del 18,6 della società autostradale Serravalle detenuta dal Comune. Un’operazione su cui gravano dubbi perché per la scarsa appetibilità del prodotto.
Lo “ sbriciolamento” delle entrate ( tagli per auto e voli blu, tassa sui Suv oltre i 300 CV, progressione dei limiti per la pensionabilità) sono tutte mini-operazioni che nascondono:
- la reale volontà di incidere su un’evasione fiscale da oltre 250 mld di euro che neanche lo scudo ha ridotto nei suoi contenuti.
- L’ancor più reale intendimento di Mister Olg e Tin di non affrontare con misure impopolari un elettorato che
comunque gli volge le spalle e di rimandare al suo successore lacrime e sangue. A tale proposito Winston Churchill che invece le chiese agli inglesi, in cambio di una sonora vittoria (coloniale), fu comunque messo alla porta ed al suo posto arrivò Mister Nessuno nei panni di Clement Attlee.
Quanto ai tagli sulla politica, si tratta solo di enunciazioni…enunciazioni…. Sennò Di Pietro che ci sta a fare in Parlamento?
- Nessuna riduzione del numero delle Province
- Nessuna riduzione dei parlamentari
- Nessuna limitazione (con legge quadro) agli emolumenti dei consiglieri regionali. A Palermo i deputati regionali prendono il 5% in più dei parlamentari nazionali
- Nessuna riduzione dei rimborsi elettorali. Insomma enunciazioni…enunciazioni…..
- Sennò, ribadiamo per chi non l’avesse letto, Di Pietro che ci sta a fare in Parlamento?
LAST BUT NOT LEAST: se “questa” sinistra dicesse solo il 10% delle cose ora enunciate, sarebbe davvero tale.


