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r.e.d.s. rinnovamento evoluzione della sinistra

POLITICA, CULTURA, AMBIENTE, SANITA',
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Legislatura VIII 1979-83. In un corridoio del Senato, arricchito di mezzi busti di politici illustri del passato, prima di arrivare alla Sala Garibaldi, transatlantico di Palazzo Madama, un signore alto, elegante nei modi e nel portamento, si avvicina al mio accompagnatore, un Senatore della Sinistra Indipendente e Magistrato a Milano, e con fare deciso lo saluta amabilmente non da Collega Parlamentare bensì chiamandolo “ Giudice” come a misurare la distanza tra un politico di passaggio ed uno di estremo corso. Quello stesso “Collega” però lo salverà qualche mese dopo in Commissione Inquirente quando il suo voto determinante gli evitò l’impeachment e Lui restò Presidente del Consiglio, malgrado l’affare Sandalo fosse schiacciante ed il conflitto di interesse marchiano allorchè un Presidente del Consiglio fa trapelare segreti di Stato per favorire il figlio brigatista di un compagno di partito.

Selvino (BG) 23 luglio 1985. Eravamo una brigata di compagni ed amici nel ridotto della Val Seriana, sempre pronti all’armi politiche. Il dilemma nella politica milanese allora era: con o contro Craxi? Dibattito animato che aveva mandato all’aria parecchie amicizie consolidate. Dialogavamo su quello, io e sempre quel Senatore, ormai divenuto ex e proprio per quell’ improvvido voto favorevole. Nel bel mezzo mi dice: “ Ma domani votano ( per fine mandato di Pertini)! Chi dici tu?” ed io prontissimo “ Kossiga”. “Ma va?” “Certo, lo vuole De Mita. Il problema è: o subito al primo scrutinio o lo bruciano”. Cossiga fu eletto subito al primo scrutinio, da Presidente del Senato. Quando il Senatore mi chiese “ ma secondo te perchè proprio Lui? “ gli diedi la mia risposta: sa troppe cose ed il Quirinale ha Sale senza echi.

Giusto e sbagliato perché nel 1991, in marzo alla Fiera di Milano, cominciò a picconare i suoi stessi compagni di partito che lo volevano mandare a casa, in un bel palazzo della Roma Prati da cui aveva fatto le valigie Donna Giuseppina, la consorte che all’inizio della Presidenza della Repubblica aveva fatto ritorno a Sassari.

In questi giorni di tutto si parla fuorchè delle Donne Cossiga, Giuseppina, che ha scelto il silenzio assoluto e la  figlia Anna Maria, autrice del Volume Mirta e di altre opere di narrativa, che ha accompagnato il Padre con compostezza, dignità e grande signorilità.

Molto mediterraneo come atteggiamento: le Donne all’ombra di grande, triste, dolorosa compostezza, l’Uomo che non le mandava a dire. Risi compiaciuto quando una volta accennò a Leoluca Orlando, sulla cui genuinità di lotta antimafia bisognerebbe aprire un enorme capitolo a far tempo dalla mancata nomina del padre, Prof. Salvatore Orlando Cascio a Presidente del Banco di Sicilia (1965). La mia ilarità derivava da come Cossiga citava Leoluca con il “Cascio” finale. Quando basta aggiungere un cognome “vero” per capire la politica antimafia “bugiarda”. Questo Cossiga ci mancherà davvero!

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