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r.e.d.s. rinnovamento evoluzione della sinistra

POLITICA, CULTURA, AMBIENTE, SANITA',
This thing was constructed on April 22, 2010, and it was categorized as AMBIENTE & CLIMA pianeta con la febbre, SANITA' & SALUTE tra bisturi & pillole, TRA EVENTI & BREAKING NEWS.
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La qualità dell’aria nelle nostre città è controllata da centinaia di centraline delle agenzie regionali per l’ambiente, queste centraline rilevano ogni giorno i livelli di polveri sottili, il cosidetto Pm10, così dannoso per la nostra salute. I valori limite sono definiti in Italia dal Decreto Ministeriale del 2 aprile 2002, n. 60 che fissa due limiti accettabili di PM10  in atmosfera: il primo è un valore limite di 50 µg/m³  (microgrammi per metro cubo) come valore medio misurato nell’arco di 24 ore e da non superare più di 35 volte all’anno. Il secondo come valore limite di 40 µg/m³ come media annuale.

Ecco i dati che riguardano la Capitale; rispetto ad un anno fa, per quanto gli sforamenti del primo valore di Pm10 siano in leggera flessione, a Roma continua a tirare una brutta aria. Quella che respiriamo da tre mesi a questa parte, infatti, ha oltrepassato per ben 151 volte i limiti dei livelli delle polveri sottili registrati dalle centraline dell’Arpa sparse in città. Lo scorso anno, dopo un trimestre, ne erano state registrate cinque in più. Chi vede il bicchiere mezzo pieno potrà anche festeggiare ma, in realtà, lo smog a Roma resta un problema colpevolmente sottovalutato.
Se andiamo ad analizzare le zone della città dove l’inquinamento è più alto troviamo in cima alla classifica Cinecittà: dal primo gennaio al 31 marzo i livelli delle polveri sottili hanno sforato 25 volte, seguita a ruota da largo Preneste e corso Francia (22 volte sopra i livelli) e Fermi e Tiburtina con 20.

E se continuano gli sforamenti, ovviamente continuano pure le polemiche tra amministrazione e associazioni ambientaliste. Legambiente accusa la giunta Alemanno di sottovalutare il problema smog e di aver peggiorato la situazione. Gli sforamenti sono diminuiti per via delle abbondanti piogge e grazie agli ecoincentivi del governo che hanno permesso un ricambio della flotta di trasporto pubblico. L’assessore all’ambiente del Comune di Roma Fabio De Lillo è convinto che gli sforamenti in meno derivino da una più saggia strategia che ha evitato interventi spot concentrandosi su interventi strutturali, come, tra i tanti citati, il rinnovo degli autobus, per l’appunto, il potenziamento del car sharing, l’attivazione del bike sharing e l’installazione sui bus di speciali filtri che aspirano le polveri sottili. La situazione, dati alla mano, non è cambiata granché e, forse più di tanti altri, il problema dell’inquinamento è quello mal trattato con più continuità tra la giunta precedente e quella attuale.

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