Log in | Jump |

r.e.d.s. rinnovamento evoluzione della sinistra

POLITICA, CULTURA, AMBIENTE, SANITA',
This thing was constructed on April 22, 2010, and it was categorized as AMBIENTE & CLIMA pianeta con la febbre, TRA EVENTI & BREAKING NEWS.
You can follow comments through the RSS 2.0 feed. You can leave a comment, or trackback.

E la benzina sale a dispetto della stabilità del barile. Inefficienze nostrane o politica permissiva nei confronti dei PetroPaperoni? I nostri conti energetici sono sempre più in deficit, basta guardare quanto ci costa sulla cassa trimestrale quel barile che già avevamo pronosticato a quota 100 nell’ottobre 2005 (Avvenire Lavoratori di Zurigo)e che è comunque adesso a quota 86,85 dollari. Si paga una politica inefficiente di riscatto energetico e di risorse che non possediamo. Si paga la mancata utilizzazione della Bilancia Tecnologica dei Pagamenti (BTP), ossia pagare i paesi produttori con tecnologia corrente ed esclusiva ( vedi ad esempio impianti di Nuovo Pignone dell’ENI) anziché infierire sulla Cassa, pagando il petrolio con contanti che pesano. Dunque mentre Romae consulitur sul PDL e dintorni, il dibattito politico sulle questioni energetiche langue e si perde un’occasione formidabile per eviscerare il magico fluido dalla Basilicata, uno dei più ricchi giacimenti europei. Ed ovunque manca il dibattito sulle energie alternative sostenibili riproducibili (ASR). Un’occasione che si sta perdendo nel Molise, regione cara a tantissimi immigrati svizzeri.

Dall’ultimo, ormai lontano, Piano Energetico Nazionale (1988), le condizioni per la produzione, l’importazione, la trasformazione e l’utilizzo dell’energia sono quasi completamente cambiate, eccezion fatta per i costi sempre in crescita e le possibilità di auto-approvviggionamento sempre più limitate.

Le preoccupazioni sulla disponibilità di energia si sono attenuate per il ricorso a riserve di combustibili fossili mentre i consumi ed i prezzi del petrolio sono in progressiva ascesa. Parimenti sono cresciute le preoccupazioni sulla destabilizzazione ambientale sul clima globale. Il concetto di sviluppo sostenibile, da formula per pochi iniziati, è diventato un’idea largamente diffusa.

In Italia, agli inizi degli anni ‘90, la politica energetica era vista come una responsabilità nazionale, da affrontare con un Piano Energetico centrale, utilizzando come strumenti di attuazione prima di tutto gli Enti governativi preposti come ENI ed ENEL. Oggi, da una parte ha acquistato importanza sempre crescente il condizionamento internazionale, soprattutto la nostra partecipazione all’Unione Europea, e dall’altra il processo di decentramento ha coinvolto sulla politica energetica i governi regionali e locali. Tuttavia manca una lungimiranza ad intraprendere programmazioni virtuose in campo ambientale così come nella trattativa internazionale quasi mai si ricorre all’interscambio tecnologico (BTP) mentre si preferisce pagare in moneta con aggravio per la Cassa. La privatizzazione degli Enti energetici, la deregolamentazione e la riscrittura di regole attraverso le “Autorità” si incrociano con queste necessità in un intreccio che non è sempre facile dipanare, anche per i conflitti di competenze.

Ottenere gli stessi servizi con meno energia è un obiettivo che permette di cogliere insieme vantaggi economici ed ambientali. In questa ottica anche l’approvazione del Piano Energetico Regionale va vista come l’inizio di un processo destinato a prolungarsi nel tempo e, come la convalida di un nuovo modo di fare politica energetica anche nella nostra Regione, basato sulla concertazione, sulla valorizzazione dei contributi dei moltissimi attori coinvolti, sul decentramento, sull’integrazione della politica energetica nelle politiche del territorio. È bene comunque ribadire che alcune decisioni specifiche non sono ulteriormente procrastinabili senza rischiare di non riuscire più a governare i fenomeni. In particolare all’assetto del sistema elettrico regionale. Il decreto “sblocca centrali” ha dato il via libera a 14 centrali elettriche da realizzarsi in Italia per un totale di 7.500 MegaWatt. Tra queste è compresa la centrale turbogas di 750 MW che dovrebbe essere realizzata all’interno del nucleo industriale di Termoli. Tale centrale può avere una produzione teorica annua stimabile in circa 6.000 GigaWatt mentre il consumo di energia elettrica della Regione Molise nel 2000 è stato di 1.352 GWh di cui 1.144 prodotti in Molise e 208 fuori regione. Se si realizza la centrale turbogas a Termoli, nella Regione ci saranno impianti capaci di produrre una quantità di energia elettrica pari a circa cinque volte il fabbisogno regionale. Ma in bilancio c’è la valutazione economica dell’impatto ambientale che ha un suo costo.

L’alternativa possibile, sulla quale sono decisivi i criteri per uno sviluppo compatibile con l’ambiente e rispettoso del territorio molisano, è quella delle centrali eoliche. Il vento può fornirci energia pulita e rappresentare una potenzialità di sviluppo. Ai correnti prezzi di mercato installare un MW di potenza elettrica da fonte eolica costa circa 900 mila euro e produce energia elettrica per circa 250 mila euro/anno, si tratta quindi di investimenti molto allettanti.

Inoltre, per la realizzazione delle centrali eoliche sono necessarie sia le navicelle e le pale, per la costruzione delle quali c’è bisogno di tecnologie piuttosto sofisticate e coperte da brevetti, si rendono necessarie infrastrutture come strade, linee elettriche, sottostazioni etc. Un indotto da cui potrebbero derivare ottime possibilità di lavoro anche per le imprese e le maestranze locali. A tutt’oggi in Molise sono stati installati 54 pali eolici, distribuiti in sei comuni, (la distribuzione è molto diversificata si va da un piccolo aerogeneratore da 320 kW a Macchiagodena ai 23 da 660 kW di Monacilioni) per una potenza installata complessiva di 32,8 MW; nel 2001 questi impianti hanno prodotto 61,5 GWh di energia elettrica.

Risulta peraltro che più di venti comuni hanno già stipulato delle convenzioni con delle ditte per ricerche anemometriche e per la successiva installazione di impianti eolici. Altri otto comuni hanno ricevuto delle proposte ma non hanno ancora concluso nessun accordo. Un solo comune ha espresso, con una delibera del Consiglio Comunale, il proprio parere contrario alla installazione sul proprio territorio di pali eolici. Per cogliere appieno tutte le opportunità sono necessari chiari criteri, prescrizioni e divieti da rispettare nella scelta dei siti, e precisi accordi affinché vi siano delle positive ricadute anche sulle comunità locali che dovranno convivere con i nuovi impianti. In mancanza di precise regole assisteremo ad una ennesima privatizzazione dei benefici e socializzazione dei costi.

This thing was constructed by .


You can follow comments through the RSS 2.0 feed. You can leave a comment, or trackback.

Post a Comment

You must be logged in to post a comment.