Ho avuto un sussulto stamani quando ho letto tra la mia posta un invito il cui incipit è il seguente:
Sabato 13 Dicembre
Assemblea Nazionale
di presentazione
dell’Associazione
“Per la Sinistra”
DALLE 13.30 ALLE 18.00
TEATRO AMBRA JOVINELLI
VIA GUGLIELMO PEPE 41
A Sinistra, perché…
Il sussulto nasce dal fatto che Sergio Garavini, indiscusso leader della sinistra, poi segretario di Rifondazione Comunista dal 1991 al 1993, poi leader dei Comunisti Comunitari, dopo aver redatto un Appello all’Unità delle Sinistre ( 1995) fondò l’Associazione nazionale “per la sinistra” con molti di noi, Carrus, già segretario di RC in Sardegna, Tonino Zinni in Abruzzo, Vajola in Sicilia, e tanti altri come Fulfaro & Lopez poi Presidenti della medesima associazione dopo la morte di Sergio. Dal sussulto è nato uno scambio di battute con una intelligente ed attiva componente di questo gruppo, la Dott.ssa Letizia Palmisano, livemente venato di dolce polemica come spesso avviene a sinistra. Ci aspettavamo due cose: che venisse almeno ricordato Sergio e la sua lungimirante iniziativa politica. Essa preconizzò le amare difficoltà che molti dirigenti hanno fatto sopportare ai militanti mentre pontificavano nei salotti romani, in tenuta cachemere. Come seconda cosa, che si prendesse atto che, la teoria delle due sinistre è stata deleteria, è servita solo a qualche compagno per diventare Presidente del Consiglio e a gestire una liquidazione politica, che, come la caduta del muro, serve solo a pochi e costituisce materia strumentale di lotta politica.
Adesso, nell’estrema difficoltà, questa sinistra deve trovare uno sbocco in versione salamandra, ma fatica a superare una crisi di identità per il fatto che, tra le altre cause, nessuno trova idee che possano far lievitare il concetto di nuova società oppressa. L’eterna lotta tra capitalismo destruente, oggi mercato globale, che ha mostrato tutti i suoi limiti divaricando, fino alle estreme conseguenze,la forbice tra grandi ricchezze ( alla Abramovich per intenderci) ed emergenti enormi povertà che dal terzo mondo muovo verso i nostri lidi, è proprio da questa sinistra ritenuto concetto ormai desueto. Ebbene questa sinistra , “tutta questa sinistra”deve andare a casa fino a che non saprà rinnovarsi ab imis. Non serve, a mio infinitamente modesto modo di pensare, fregiarsi di titolazioni più o meno belle ed utopistiche per arricchire un bagaglio di idee che poi stentano a farsi strada tra gli strati della società. Non me ne voglia per questo la Compagna Palmisano della quale riporto integralmente la lettera indirizzata non tanto a me ma ai compagni che fecero scudo a Sergio. Speriamo che questo gruppo abbia almeno la forza e la capacità politica di raccogliere il testimone di Sergio Garavini verso un’unità federativa della sinistra.
a.f.
Gentile Professor Ferrara,
devo ammettere che l’incipit della mail stona col resto…
Dal Compagna al Plagio c’è di mezzo un mondo che mi da un po’ di amaro.
Poi, da Dottoressa in legge sarei curiosa di sapere cosa giuristi più esperti di me potrebbero ritenere plagio quando si usino termini assolutamente generici.
L’associazione che fondai con un gruppo di amici ha un nome molto più specifico ma non l’abbiamo potuta ritenere un “brand” e come la nostra ce ne sono altre in Italia con lo stesso nome, tant’è che noi siamo l’associazione “tal dei tali” di Roma con sede “tal dei tali”, non potendoci identificare con il solo nome.
E mi ha fatto venire in mente le celeberrime cause sull’uso della falce e martello e del nomen “comunista” che negli anni a dietro vide rifondazione opporsi ai comunisti italiani, con l’impeccabile (una volta tanto) decisione di ritenere tali simboli e nomi talmente di sentimento comune da non poterne fare un uso proprio e, come tali, non poterli registrare.
Al vostro posto avrei preferito, forse, partecipare all’assemblea e, in un intervento, simpaticamente ricordare chi già qualche anno fa aveva trovato “il nome giusto”.
Ma si sa, siamo lontani dall’era del comune sentire, del comunismo in senso etimologico e siamo per lo jus exludendi alios. Anche dall’uso di tre semplici, quando però per me intrise di significato, parole comuni.
Ringraziandola della segnalazione,
le porgo i migliori auguri di un buon fine settimana, dalla nuova Venezia d’Italia (Roma)
Dott.ssa Letizia Palmisano

