Le notizie sulla stampa (Corriere della Sera, Corriere di Siena ottobre 2008) sul buco di bilancio dell’Università di Siena (circa 280 milioni di euro) non precisano che le responsabilità non appartengono all’attuale Dirigenza ma hanno radici molto lontane e si riconducono a Piero Tosi, Rettore dal 1994 al 2006 e Presidente della CRUI ( Conferenza dei Rettori Universitari Italiani) dal 2002 al 2006.
L’Università di Siena, guidata per 12 anni dal Tosi (sino al 24 febbraio 2006, giorno in cui è stato sospeso dall’incarico per iniziativa della Procura di Siena) che è stato anche, negli ultimi 4 anni, presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), si trova in uno stato comatoso (dal punto di vista economico-finanziario, amministrativo e morale). Tosi ha creato uno staff di docenti e dirigenti professionalmente inadeguati che, assecondandolo, hanno dapprima portato alla bancarotta questa Università e, in seguito, lo hanno condizionato.
24 febbraio 2006: il rettore, Prof. Piero Tosi (indagato dalla procura di Siena per abuso d’ufficio, falso e tentata concussione), viene sospeso dal suo incarico per abuso di ufficio aggravato e falso ideologico con un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari. Secondo il Gip Francesco Bagnai, che ha accolto la richiesta del procuratore della Repubblica Nino Calabrese, Tosi «ha commesso ripetute violazioni di legge allo scopo di favorire le persone a lui più vicine o accomunate da vincoli di interesse, ha mostrato un atteggiamento di sostanziale noncuranza dei vincoli di legge nell’espletamento della propria funzione». Il provvedimento arriva a un mese dalle elezioni del nuovo rettore e a 4 mesi dal passaggio delle consegne perché non era più possibile aspettare. «La permanenza nell’esercizio della funzione consentirebbe all’indagato – spiega il Gip – di reiterare fatti d’abuso d’ufficio e soprattutto di attivarsi per inquinare le prove che in parte dipendono da sommarie informazioni rese da persone che dipendono tutte dall’Università e sono umanamente influenzabili».
Quello che viene da tutti sottaciuto è che la Magistratura dovrà verificare se il rettore ha anche commesso ripetute violazioni di legge allo scopo di danneggiare le persone critiche del suo operato, che non erano a lui accomunate da vincoli di interesse e che pubblicamente avevano condannato il sistema “perverso” messo in piedi da Tosi. Questi docenti sono stati privati di fondi per la ricerca, di tecnici, di segretarie, di borse di Dottorato, di assegni per la ricerca, ecc.. (tutto documentato e documentabile).
Ma già nel 2007 veniva scritto quanto in appresso:
Capitolo 1. “Modifica dello Statuto ad personam”
Il rettore Prof. Piero Tosi propone una modifica dello Statuto ad personam, per allungarsi di un anno il mandato di rettore, senza sottoporsi al vaglio elettorale, al fine di conservare la poltrona di presidente della Conferenza dei rettori italiani fino al 2006, anno in cui si sarebbero svolte le elezioni politiche. La motivazione reale della modifica era quella di restare a capo di un organismo che gli avrebbe potuto conferire prestigio e visibilità sufficienti a garantirgli un seggio in Parlamento o un Ministero, quello dell’Università o della Sanità. (Progetto vanificato con la sospensione dall’incarico di rettore da parte della Procura di Siena).
Capitolo 2. “Inesistenza di regolamenti necessari e obbligatori”
È il capitolo più importante perché consente al magnifico di fare tutto e il contrario di tutto, di usare cento pesi e cento misure e di negare anche i diritti più elementari ai non allineati. Proprio dall’inesistenza di regolamenti necessari ed obbligatori discende la prassi e, secondo alcuni, la giustificazione per le ripetute violazioni. Con l’autonomia, l’università di Siena non è più soggetta alla giurisdizione dello Stato ed è consentito, secondo loro, operare al di fuori dei limiti stabiliti dalle leggi nazionali. Così l’inesistenza di regolamenti locali, in attuazione di una legge dello Stato, consente qualsiasi abuso. A Siena è ormai una consuetudine non rispettare le norme nazionali, se non vengono regolamentate localmente.
= Manca il “Regolamento di attuazione delle norme sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso ai documenti amministrativi”.
Un esempio illuminante. Nonostante che «al singolo professore o ricercatore è garantita la possibilità di opzione fra più dipartimenti (art. 83, comma 1, del DPR 382/80), l’Amministrazione impedisce, in maniera pretestuosa da più di due anni, a 2 docenti di afferire ad un Dipartimento, anche in presenza del silenzio-assenso (previsto dalla legge 241/1990, riformata dalle leggi 15/2005 e 80/2005). Infatti, essendo trascorsi 90 giorni senza che l’Amministrazione abbia adottato un provvedimento di diniego, l’istanza si deve intendere accettata, per effetto del silenzio-assenso, che equivale a provvedimento di accoglimento.
= Manca il “Regolamento generale di attuazione dello Statuto”.
= Manca il “Regolamento sul funzionamento del Senato Accademico”.
= Manca il “Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione”.
= Manca il “Regolamento sul funzionamento del Consiglio di molte Facoltà”.
= Manca il “Regolamento che disciplina le procedure per il reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di ruolo”. Tra l’altro a causa dell’inesistenza di tale regolamento, gli uffici hanno fornito alle commissioni concorsuali elementi procedurali fuorvianti e incompleti che hanno viziato i concorsi e, in alcuni casi, provocato contenziosi legali.
= Manca il “Regolamento che disciplina criteri e procedure per l’attivazione di posti di ruolo a tempo indeterminato con finanziamenti esterni”.
= Manca infine un “Sistema di Contabilità Economica e del Controllo di Gestione” (introdotto con D. L.vo 279/1997) per verificare efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati.
I bilanci, dell’Ateneo senese sono da verificare “in toto”. Esiste una situazione debitoria con le banche e l’INPDAP (non definitiva, in quanto non si è ancora proceduto ad una completa verifica dei conti) superiore ai 200 milioni di euro. In alcuni mesi del 2004 e 2005, per riuscire a pagare gli stipendi ai propri dipendenti, l’Ateneo senese non ha versato i contributi INPDAP, generando una situazione debitoria di 67 milioni di euro, in base alla rateizzazione fino al 2016 del debito contributivo. Una decisione di tale natura e gravità è stata presa senza informare il Consiglio di Amministrazione dell’Università, che ne viene a conoscenza solo il 29 maggio 2006. Infine, esistono spese, denominate “Assegnazioni diverse” e ammontanti, solo per gli esercizi 2003, 2004, 2005, a 20 milioni di euro, delle quali non è stata fornita alcuna giustificazione neppure al Consiglio di Amministrazione.
Capitolo 3. “Rilievi di illegittimità e vizi di forma nei bandi concorsuali”
Questo punto ha rappresentato uno dei capi d’imputazione che hanno portato la Procura di Siena alla sospensione di Tosi.
= Per bandire un concorso di professore ordinario, di associato o di ricercatore sono necessarie le deliberazioni del Senato accademico e del Consiglio di Amministrazione dell’Università, come prescrive il DPR 117/2000.
= I bandi concorsuali dell’Ateneo senese sono tutti privi della necessaria deliberazione autorizzativa alla spesa del Consiglio di Amministrazione.
= Due concorsi (quello di Medicina legale e quello di Chirurgia plastica) sono stati banditi anche senza la deliberazione del Senato Accademico.
Capitolo 4. “Irregolare chiamata diretta di studioso per chiara fama” (vedasi interesse privato sul quale sta indagando la magistratura).
= La normativa prevede che la chiamata diretta “per chiara fama” sia deliberata dalle competenti Facoltà a maggioranza dei due terzi degli aventi diritto.
= Il 20 giugno 2002), la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), approvando all’unanimità una mozione sulle chiamate dirette di studiosi impegnati all’estero, aveva espresso serie perplessità. «La CRUI è contraria all’istituzione di procedure che finiscono col costituire un nuovo canale di reclutamento del personale docente al di fuori del sistema concorsuale previsto dalla legge (con il dubbio che ciò possa costituire anche una lesione dello stato giuridico dei docenti universitari).»
= La Facoltà di Medicina di Siena ha deliberato su richiesta del Dipartimento di Patologia Umana ed Oncologia, diretto dal rettore Tosi, 17 gennaio 2003, la chiamata, sul posto di ruolo di professore ordinario, del Prof. Antonio Giordano in assenza del numero legale: con 47 voti, quando la maggioranza richiesta è di 53 voti.
= Il Senato Accademico ha in seguito approvato la chiamata il 20 gennaio 2003.
= Il Prof. Antonio Giordano ha preso servizio, in qualità di ordinario del settore scientifico-disciplinare MED/08 Anatomia Patologica (lo stesso settore del Prof. Tosi), il 1° gennaio 2004 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Siena.
= La Facoltà di Medicina e Chirurgia, il 23 Febbraio 2004, ha approvato la richiesta del Prof. Antonio Giordano di nulla osta per continuare a svolgere la sua attività negli Stati Uniti. In tal modo il Prof. Giordano prende servizio il 1° gennaio 2004 ma, di fatto, non lo prende perché gli viene consentito di continuare a stare negli USA.
= Esistono conflitti di interesse tra il rettore Piero Tosi e il Prof. Antonio Giordano? Una ricerca “PubMed” fatta incrociando i nomi di Giordano A. e Tosi P. oppure quelli di Giordano A. e Tosi G.M. (figlio di Tosi Piero) rivela che sono stati pubblicati 9 articoli firmati da Giordano e Tosi (padre), 6 articoli firmati da Giordano e Tosi (figlio) e 3 articoli firmati da Giordano, Tosi (padre) e Tosi (figlio).
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?CMD=search&DB=pubmed
Il settimanale Il Mondo del 14 luglio 2004 così si occupa del caso:
Ateneo di Siena, la «chiara fama» nel mirino dei giudici. Fabio Sottocornola. Dopo l’inchiesta sull’ex rettore Piero Tosi, che era stato sospeso a febbraio, la magistratura di Siena continua a indagare sull’università cittadina. Adesso nel mirino della Procura c’è la chiamata per «chiara fama» di Antonio Giordano, giovane biologo alla Temple university di Philadelphia e direttore di Sbarro institute for cancer research presso lo stesso Ateneo. Giordano è uno dei cosiddetti cervelli in fuga che da anni opera negli Usa: il suo rientro, approvato dalla facoltà di Medicina nel gennaio 2003, era finito sulle prime pagine dei giornali. Ma i magistrati vogliono capire meglio come è avvenuta l’operazione. La legge parla chiaro: la chiamata diretta per chiara fama, saltando quindi i concorsi, «è deliberata dalla facoltà a maggioranza dei due terzi». I dubbi dei magistrati, che avrebbero spedito alcuni avvisi di garanzia a un docente e un dirigente, sembrano riguardare proprio le procedure di voto. Una volta nominato, il professore per chiara fama è equiparato, per diritti, doveri e retribuzione, a un ordinario di carriera. A Siena Giordano tiene un corso opzionale per gli studenti (18 ore all’anno) sulle biotecnologie per la ricerca genica. Quasi mai presente ai consigli di facoltà, i colleghi lo hanno visto quest’anno solo nella riunione del 27 giugno. Più stretti invece i rapporti che il biologo ha con la famiglia dell’ex rettore: sono numerose le pubblicazioni scientifiche firmate da Giordano con Piero Tosi e con suo figlio Gian Marco. Anche grazie ad alcune di queste, nel 2003 Tosi junior ha vinto un concorso presso l’ateneo senese.
Capitolo 5. “Manovra di risanamento” e ricorso ai “finanziamenti esterni”
Il 10 dicembre 2001, a causa della difficile situazione finanziaria, il Senato Accademico dell’Università di Siena ha approvato una manovra che dispone il riassorbimento delle risorse corrispondenti ai posti di 227 docenti, in pratica di tutti coloro che andranno in pensione entro il 2012. Nella stessa seduta il Senato Accademico delibera che «l’Ateneo può bandire concorsi per ricercatori a tempo determinato, secondo le vigenti disposizioni su finanziamenti che non andranno ad incidere sul progetto di rientro».
A questo punto Tosi pensa bene di stornare parte dei fondi erogati dalla Regione Toscana (Finanziamento di sostegno delle attività delle aziende ospedaliere caratterizzate dalla rilevante presenza di funzioni di didattica e ricerca svolte dall’Università, art. 3.3.2.3 del Piano Sanitario Regionale) per far bandire concorsi per ricercatore e per professori associati ed ordinari. Il 19 aprile 2002, Tosi e Jolanda Semplici (Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese) firmano un accordo in tal senso e così la Facoltà di Medicina approva, nella riunione del 6 giugno 2002, un primo gruppo di 12 posti da bandire con finanziamenti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese ma non per ricercatori a tempo determinato ma a tempo indeterminato. Nel gruppo dei dodici vi è anche il concorso per ricercatore del figlio, Gian Marco Tosi, che prenderà servizio il 1° gennaio 2004 sui fondi esterni. A seguito della denuncia sulla stampa locale (settembre 2004) il marchingegno dei posti con finanziamenti esterni (vedi capitolo successivo) e soprattutto della incertezza dei fondi (infatti si profila una interruzione dei flussi dall’Azienda all’Università) il rettore Tosi, a distanza di circa 2 anni dalla presa di servizio, trasferisce l’onere del posto del figlio e di altri amici sul budget dell’Università. Un abuso ed un falso a danno della Facoltà di Medicina, all’insaputa anche degli organi di governo dell’Università e del Ministero.
Capitolo 6. “Truffa dei posti con finanziamenti esterni”
Le spese fisse e obbligatorie per il personale di ruolo delle Università statali non possono eccedere il 90% di quanto lo Stato trasferisce sul fondo di finanziamento ordinario. Per aggirare tale vincolo, l’Università di Siena ha deciso di fare ricorso a finanziamenti esterni per istituire nuovi posti di docente. All’inizio i fondi esterni non incidono sul vincolo del 90%, ma una volta cessati i finanziamenti esterni la spesa per i ruoli tornerà a gravare sul limite del 90% e, contestualmente, sarà necessario riassorbire nuove risorse, corrispondenti ai posti di altri docenti che andranno in pensione dopo il 2012. In assenza di un regolamento e delle relative Convenzioni con Enti che disciplinino i criteri e le procedure per attivare nuovi ruoli di docente con finanziamenti esterni, l’iniziativa, piuttosto che una risorsa per l’Ateneo, rischia di renderne caotica l’amministrazione, favorire le clientele e gli imbrogli, danneggiare discipline essenziali e, in alcuni casi, far risultare come fondi esterni le risorse proprie dei Dipartimenti. Su questo argomento vi è l’anarchia più completa. Mancano le deliberazioni del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione relative alla stipula di una convenzione tra l’Università ed i soggetti che propongono il finanziamento. Spesso non è precisato il numero di annualità del contributo. Mancano le necessarie ed adeguate fideiussioni bancarie e/o assicurative a garanzia dell’adempimento delle obbligazioni assunte dal soggetto finanziatore. Non vengono indicate le discipline che, al momento in cui tali risorse vengono meno, perdono posto e budget per continuare a pagare lo stipendio ai docenti assunti con finanziamenti esterni. Tali posti, che non sono aggiuntivi ma sostitutivi di altri, vengono attivati al di fuori di una reale ed effettiva programmazione di Facoltà e di Ateneo. In qualche caso sono indicati soggetti che non hanno titolo a stipulare una convenzione. In altri casi vengono usati fondi che non sono destinabili ad attivare posti di ruolo. Infine, non esiste (perchè non inserito nel bilancio d’Ateneo) il budget relativo ai posti di ruolo attivati con finanziamenti esterni. La situazione odierna è la seguente: circa 90 posti di ricercatore, professori associati e ordinari, la maggior parte dei quali senza copertura finanziaria.
Capitolo 7. “Voto di scambio”
Un solo dato. Nella Facoltà di Medicina sono stati arruolati con finanziamenti inesistenti ben 47 nuovi docenti (ricercatori, associati e ordinari). Vuol dire 47 nuovi voti, l’elezione a rettore non è andata a buon fine, ma i voti sono serviti due mesi dopo a rieleggere il Preside.
Capitolo 8. “Ricorsi e denunce”
= Ricorso al TAR toscano della Prof.ssa Lucia Bovalini contro l’Università di Siena e la Commissione giudicatrice per il reclutamento di un professore ordinario di Biochimica per la Facoltà di Farmacia. Sentenza (N. 1286/2005) che accoglie il ricorso e annulla i provvedimenti impugnati.
= Ricorso al TAR toscano del Dott. Mastrangelo per il primo concorso di ricercatore.
= Ricorso al TAR toscano del Dott. Mastrangelo per il secondo concorso di ricercatore vinto da Gian Marco Tosi, figlio del rettore. (Vi sono 7 richieste di rinvio a giudizio: 2 nei confronti di Tosi padre e Tosi figlio.
= Esposto alla magistratura del Dott. Mastrangelo per i concorsi di ricercatore.
= Ricorso al TAR toscano del Prof. Giovanni Grasso per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, di tutti gli atti riguardanti la modifica dello Statuto dell’Università di Siena che consente al Prof. Piero Tosi di allungarsi il mandato di Rettore di un anno, senza sottoporsi al vaglio elettorale, e farlo così coincidere con il proprio mandato di presidente della Crui.
= Ricorso al Consiglio di Stato del Prof. Grasso
= Ricorso al TAR toscano del Prof. Aldo Ferrara sull’Atto aziendale.
= Ricorso al TAR toscano del Prof. Marcolongo sull’Atto aziendale.
= Controricorso al TAR toscano della Dott.ssa Jolanda Dei Semplici, direttore dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, al Prof. Marcolongo sull’Atto aziendale.
= Controricorso al TAR toscano del Prof. Galeazzi al Prof. Marcolongo sull’Atto aziendale.
= Ricorso al TAR toscano del Prof. Aurelio Vittoria, che, pur essendo l’unico titolare della disciplina “Nefrologia”, non è stato nominato direttore della Scuola di specializzazione, in spregio della legge 174/88. Vinto dal ricorrente.
= Sentenza del TAR riconfermata dal Consiglio di Stato a favore del Prof. Aurelio Vittoria.
= Ricorso al TAR toscano del Prof. Fausto Lorè contro l’Università di Siena per la sospensione cautelare dal servizio.
= Esposto alla magistratura di Siena del Dott. Silvio Ciappi per un concorso di ricercatore di Medicina Legale.
= Esposto alla magistratura di Siena della Dott.ssa Antonella Fioravanti per un concorso di Prof. Associato in Reumatologia.
= Esposto alla magistratura del Prof. Aldo Ferrara ( 1° giugno 2007)
Il 12 marzo 2007 Silvano Focardi, rettore dell’ateneo senese, ha reso pubblico l’andamento del disavanzo degli ultimi 5 esercizi della gestione del suo predecessore, Piero Tosi. Il grafico è di per sé eloquente e credo che lo sia anche per quei sindacalisti che avevano dichiarato che «tutto il dibattito sul grave buco finanziario dovuto alle precedenti gestioni è assolutamente privo di ogni fondamento». È chiaro anche, considerando le dimensioni dell’ateneo, che non si tratta di un buco ma di una voragine in dettaglio ed in Euro : circa 7 milioni di disavanzo nel 2002, poi 12,2 milioni nel 2003, quindi 22,5 milioni nel 2004, dopo 33,8 milioni nel 2005, infine circa 49 milioni nel 2006. Di tutto ciò il prof. Tosi non ha mai informato il Consiglio d’Amministrazione? Di certo un’altra disattenzione lunga 5 anni! E SI RITORNA AL GRAFICO DELL’INIZIO ARTICOLO.
ALTRO CHE CONCORSI TRUCCATI!
TUTTA ROBA VECCHIA, L’UNIVERSITA’ SI SPENNA COSI’!!!!


