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Fuga radioattiva in Francia, la terza in due settimane, stavolta non mascherabile, sirene a tutta forza, evacuazione e 100 contaminati per la fuoriuscita di polvere arricchita di Cobalto58 da un tubo nella centrale numero 4 di Tricastin. E siamo a 200 chilometri dal confine italiano. Il terzo incidente, dunque, dopo la fuga di uranio dalla tubatura di Tricastin di due settimane fa e il successivo incidente di giovedì scorso nella centrale di Romans-sur-Isere, entrambi classificati di livello 1. Gli operai sono indicati come contaminati e per Alain Peckre, direttore della centrale, si è trattato di ”un episodio senza gravità”. Alle 9:30 del 22 luglio un gruppo di dipendenti addetti alla manutenzione del reattore 4 ha aperto un tubo all’interno dell’impianto ed è uscita polvere radioattiva, secondo quanto riferito dallo stesso Peckre. Scattati gli allarmi con evacuazione del sito, per circa 100 dipendenti coinvolti è stata segnalata contaminazione. 91 operai sono attualmente positivi per radioelementi 40 volte inferiori al limite annuale previsto, stando alla responsabile della comunicazione della centrale, Stephanie Biabaut. È il secondo episodio in pochi giorni a EDF-Tricastin, dove lavorano 1.200 persone e 550 sono distaccate in un’area di 600 ettari tra la Vaucluse e la Drome, area con la maggiore concentrazione di centrali nucleari. Dopo l’incidente, il ministro dell’Ecologia, Jean-Louis Borloo, non ha potuto fare a meno di annunciare una prossima verifica di tutte le falde freatiche situate nei pressi delle centrali nucleari francesi, nel timore di possibili contaminazioni idriche.
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