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Si racconta che quando qualche malcapitato deputato del PCI si rivolgeva a lui dandogli del tu, Palmiro Togliatti, con freddo distacco, gli faceva presente che il “tu” si dava ai compagni di scuola. Era il leader dell’opposizione di sinistra negli anni che vanno dal 1947 al 1964, 17 anni di lotte, di scontri, di diatribe, che hanno dato alla sinistra fulgore unico,irripetibile mai più visto. Non dava in escandescenze Togliatti, era freddo, anche scostante, con gli occhiali da professore, la penna nel taschino ma quando morì nel 1964 in Crimea, il popolo italiano gli rese il tributo che si deve ad un padre della Repubblica ed ancora oggi, a quasi 50 anni dalla morte, ci manca l’esempio irripetibile del progetto e della lotta politica. Teneva in enorme considerazione il ruolo degli intellettuali, posizione che Valentino Gerratana così riassume…” di fronte agli artisti, agli uomini di cultura che non si accontentano più della libertà entro certi limiti, ma che vogliono la libertà totale di esprimersi anche sul piano politico, di fronte a questa tendenza che può rivelarsi centrifuga e che egli non si sente più di controllare con interventi diretti, preferisce sempre più spesso rinunciare a prendere posizione” ( da Palmiro Togliatti di G. Bocca, Cap. XXX, pag. 647).
Un salto di 44 anni, una vita, sembra di sognare e ci si strabuzza gli occhi quando si legge il comunicato dell’ANSA del 28 giugno che riporto integralmente.
CAMPOBASSO ANSA - Prima l’attacco a Berlusconi sulla vicenda delle telefonate con Agostino Saccà. “L’allora aspirante capo del governo - ha detto Antonio Di Pietro - mi sembra facesse un lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina”. E poi…”voglio dire: vendevano parti di film piuttosto che di fiction e quant’altro utilizzando i soldi della Rai, soldi nostri, soldi del canone. In cambio di che cosa? Quella è bona, quella è bella, quella c’ha le tette grosse. Ma insomma, abbiate pazienza, fate gli statisti o i magnaccia?”, ha concluso Di Pietro.
Grande questa opposizione, degna di essere ricordata nella Storia Italiana. Sono battute all’acido folklorico ma niente di più, sotto la battuta,niente non c’è niente,anzi qualcosa c’è ma lo sanno solo Di Pietro ed i suoi cari.
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