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Il 22 marzo, presso uno stabilimento Marcegaglia di Boltiere, un lavoratore di un’impresa esterna è rimasto vittima di un incidente.
“………L’infortunio si è verificato nelle prime ore della giornata presso una palazzina in fase di costruzione, dove erano al lavoro oltre ai lavoratori dell’impresa a cui era affidato l’appalto, anche altri lavoratori in subappalto ………ancora da approfondire rimane la posizione lavorativa del lavoratore gravemente infortunato.
Come Fiom-Cgil Bergamo, ancora una volta denunciamo le scarse condizioni di sicurezza in cui molti lavoratori operano quotidianamente e come quotidianamente assistiamo ad una catena di gravi infortuni sul lavoro….”
Questi alcuni passi del comunicato FIOM –CGIL di Bergamo del 22 marzo u.s.
In data 20 maggio un altro infortunio mortale nello stabilimento Marcegaglia di Casalmaggiore (Cremona), dove, nel corso del primo turno di lavoro, è morto un lavoratore di 32 anni, che lascia la moglie e due bambini. Il sindacato, che ha definito l’incidente come un «evento sconcertante, che lascia senza fiato», ha sottolineato che «il coordinamento, le Rsu e i lavoratori della Marcegaglia sono da sempre costantemente impegnati sui temi della sicurezza, perchè negli anni passati nel gruppo vi sono stati altri infortuni». Tuttavia «l’impegno non è mai sufficiente», dal momento che «i carichi di lavoro, la fatica del lavoro, la fretta del lavoro e l’organizzazione del lavoro devono essere a misura d’uomo, non contro l’uomo». Sull’accaduto è intervenuta anche Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo l’incontro tra il ministro Tremonti e le parti sociali. «E’ per me un giorno molto triste» ha detto Emma Marcegalia. «In una azienda del mio gruppo c’è stato un incidente mortale, una tragedia, che ha coinvolto un giovane. Alla famiglia della vittima - ha aggiunto - va tutta la mia solidarietà e qui riaffermo, sia da presidente di Confindustria sia da imprenditrice, che il nostro impegno sulla sicurezza nei posti di lavoro sarà fortissimo».
Ma da qui a dimenticare il passo è brevissimo e subito dopo la Presidente si dilunga sulle modalità con cui condurrà la Confindustria e le trattative di settore. Riparte dall’accordo del 1993 ma che, sempre secondo la Presidente, non corrisponde più alle esigenze di coniugazione della produttività con i salari.
Cara Presidente, tutto giusto ma noi scontiamo 1334 morti all’anno, per l’esattezza alla data odierna 409 morti, 409.852 infortuni,10.246 invalidi per incurie e per deficienze strutturali. E’intervenuto il Capo dello Stato su questo delicatissimo e comunque vergognoso problema che il mondo della produzione non riesce a risolvere. Non le è venuto in mente per caso che sarebbe stato più etico ed elegante annunciare subito azioni preventive e misure da adottare contro i padroni e padroncini per il quali la sicurezza sul lavoro è ancora un costo? Senza dimenticare che spesso sono omicidi veri e propri, altro che “morti bianche”!
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