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r.e.d.s. rinnovamento evoluzione della sinistra

POLITICA, CULTURA, AMBIENTE, SANITA',
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Il titolo trae lo spunto dal refrain di una canzone di moda negli anni Cinquanta. Queste righe nascono perchè, a proposito del precedente articolo sul primo maggio a Portella della Ginestra, un nostro intelligente ed assiduo lettore, nonchè addetto ai lavori essendo un autorevole giornalista, mi chiede se avessi ancora in seno qualcosa che traspare nello scritto e che non è esplicitato. Altro chè!!!! Perchè dunque le “onorevoli” citazioni ? E’ ovvio che il paragone tra i politici siciliani che hanno lasciato una traccia nella storia del Paese (e non solo) e quelli di oggi non regge. Vittorio Emanuele Orlando, Giuseppe Paratore, Luigi Sturzo, Napoleone Colajanni, napoleone-coljanni.jpg ( nella foto) fondatore del primo sindacato socialista, i Fasci Siciliani, Enrico La Loggia (nonno) autore dello Statuto dell’Autonomia, Girolamo Li Causi, Leonardo Sciascia, a cavaliere tra la letteratura e la politica, Peppino Alessi, tuttora vivente, per citarne alcuni tra i più illustri, avevano sacro il concetto del “servizio allo Stato” ed alla Società. Molti di loro morirono poveri, come Salvo Randone che politico non era ma che, rispetto agli artisti di oggi, aveva un portafogli inversamente proporzionato alla sua bravura. Ricordo sempre che durante la campagna elettorale del 1958, fu stipulato un accordo tra Nenni ed il PSI da un lato ed il PRI siciliano dall’altro. Così Nenni visse per qualche giorno ospite in casa nostra; prendeva il caffè in cucina con mia madre alla quale chiese come si rivoltassero i cappotti usurati perché potesse spiegarlo a sua moglie, la Signora Carmen. Ecco perchè ho fatto queste citazioni. Vi immaginate Marcello Dell’Utri che si fa rivoltare i cappotti? O Calogero Mannino, figlio di emigranti in Eritrea ed ora proprietario di tenute agricole a Pantelleria? Indipendentemente dalle collusioni, alcune evidenti, altre documentate, altre sospettate, è nella realtà che i politici di oggi, compresi i “compagni” delle regioni rosse, abbiano fatto del potere un punto di arrivo e non di partenza e che la occupazione sistematica dei gangli nevralgici dell’apparato sia la costante politica anche a sinistra. Dunque i politici di oggi, senza generalizzazioni ma con pochissime eccezioni, appartengono alla “razza padrona”, di scalfariana memoria ed hanno trasformato il servizio allo Stato in servizio per sé stessi, hanno fatto occupazione del potere e si sono trasformati in casta. Se ci si accorge solo adesso della casta in Italia, per noi siciliani il fenomeno è noto dai tempi di Lima, Gioia, Restivo, Mattarella padre e via di seguito fino alla onorevole schiatta di Prizzi.

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