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CULTURA, AMBIENTE, SANITA’, GIUSTIZIA
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Il 1° maggio verrà eletto il nuovo Sindaco di Londra. E’ un evento storico, sia per la connotazione della metropoli, tra le più grandi ed estese d’Europa, sia per la connotazione dell’uscente, Ken il rosso, Ken Livingstone, noto più per le sue sparate, tipo “..non sprecate l’acqua dello sciacquone” e per la discussa Congestion Charge. Perché discussa? In verità, sarebbe una discreta idea se in Italia qualche Sindaco non l’avesse applicato male. Ed infatti al centro del dibattito politico londinese, ambiente e trasporti pubblici dominano i temi del dibattito.
Ecco la mappa della metro londinese. A dimensioni allargate, può venire utile in questi week end.
A contendersi l’incarico di primo cittadino, l’uscente Livingstone, il Tory Boris Johnson, la verde Sian Berry, il liberaldemocratico Brian Paddick. Dopo le schermaglie iniziali, la discussione si è spostata sulle proposte concrete amministrative per la metropoli. Il paragone con la battaglia per Roma è evidente: Alemanno e Rutelli stanno discutendo solo di sicurezza, dimenticando che a Roma ogni 100 mila abitanti, ben 140 ci lasciano le penne per Cancro polmonare da traffico e le malattie da smog nella Capitale Italiana costano al Sindaco ben 1 mld di euro/ anno. Torniamo a Londra! 
Ma quali sono le differenze nelle proposte fatte dai diversi candidati sulla questione dell’ambiente e dei trasporti pubblici? L’ambiente è il tema più importante per la maggior parte dei candidati seguito a distanza dalla questione della sicurezza. Livingstone rivendica le cose fatte sul terreno ambientale ed in particolare la congestion charge, la tassa che disincentiva la circolazione nel centro cittadino. Altro fiore all’occhiello è l’avere messo Londra alla guida del gruppo delle 50 più grandi città del mondo che lottano contro l’effetto serra. Il sindaco uscente promette di allargare la zona a basse emissioni e di mantenere la tassa di 25 sterline al giorno contro i veicoli più inquinanti e in particolare i SUV soprannominati “trattori di Chelsea”, perchè diffusi in quel quartiere londinese ricco e privilegiato. Johnson critica Livingstone sostenendo che migliaia di persone continuano a morire ogni anno a causa dello smog e che a Londra i risultati del riciclaggio sono i più scarsi di tutto il Regno Unito. Dunque, un tory che rivendica una politica a favore della salute pubblica e, sia pure sensibile all’ambiente, si è opposto alla tassa di 25 sterline contro i veicoli più inquinanti. L’ex poliziotto ha proposto di adottare una carta verde per consentire ai consumatori che comprano prodotti sostenibili di ottenere forti sconti sui trasporti pubblici. Inoltre ha sostenuto la creazione di diversi punti per la raccolta differenziata e compostaggio presso tutti i supermercati e le zone di edilizia popolare. Ma nessuno si batte meglio di Sian Berry, una giovane attivista ecologista, che ha fatto campagne contro i fuoristrada inquinanti. La candidata promette fondi per l’isolamento termico delle abitazioni ed pannelli solari su 100.000 palazzi cittadini entro il 2015, nel segno di un larghissimo impiego di fonti rinnovabili
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One Comment
Londra e gli inglesi sono civili, a dispetto delle differenze politiche. E da noi? Lasciamo perdere.