prima puntata: la Società dello Stretto
il 26 ottobre del 2007 fu pubblicato un piccolo corsivo sull’Unità, riguardante la vicenda annosa e complessa della Società dello Stretto. Il Governo intendeva chiudere una volta per sempre la questione archiviando la Società, un tempo presieduta da un notabile della DC messinese, il Sen. Nino Calarco, proprietario della Gazzetta del Sud e di emittenti TV locali. La società, attualmente diretta da Pietro Ciucci, che annovera anche la carica di AD dell’ANAS, ha spese di pubblicità e consulenze che nel 2002 ammontavano a circa 110 mila €. Nel 2004, quando con il Governo Berlusconi, si pensava ancora in termini di realizzazione della faraonica opera, le spese toccano 1.480.000 €. Delle voci di spesa, la più rilevante è quella di gettoni e compensi agli amministratori che nel 2002 ammontano a 526.000 mila € e nel 2006 raggiungono il tetto di 1.616.000 €. Dunque il Governo, e si suppone con il consenso di Di Pietro, Ministro delle infrastrutture, decide di porre fine a questa società. Ma in Senato, con il voto determinante dell’IDV, il progetto governativo di ridurre le spese viene cassato e bocciato da destre e IDV.
Di Pietro qualche giorno prima aveva firmato con Fini un progetto di legge per il contenimento dei costi della politica. Ogni commento è superfluo, a partire da questa abbinata che la dice lunga!
Nell’esecutivo di Di Pietro spicca una presenza, un DC di annata, benché ancor giovane, un “assistente” di Casini, Mastella, Folloni, geologo , funzionario in aspettativa della SCAC, società di calcestruzzi che progetta, costruisce , istalla , viadotti autostradali. Il signore in questione raggiunge i galloni di deputato nel 2006, quando Di Pietro è in odore di Ministero delle Infrastrutture. Mi diceva un compagno di RC, deputato della Commissione Ambiente che per parlare con Di Pietro, bisognava prima interpellare il deputato in questione, di stanza permanente al Ministero. Non è certo l’unico esempio: tra i deputati di IDV segnaliamo Aurelio Misiti, già Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed Esperto nominato dal sindaco Leonardi (2000) per l’ipotesi di doppio approdo del traghettamento a Messina.
Altro che conflitto di interessi , questa è la Seconda Guerra Mondiali degli Interessi. Le inchieste di Panorama, che, si sa, sono articolate, ancorchè al vetriolo, non hanno mai citato queste argomentazione. Comunque, prima o poi, e speriamo prima del voto, la gestione affaristica della politica prima o poi viene a galla.
La domanda politica è questa: se un Impresario fa politica e ne trae vantaggi, bene, è sotto l’occhio di tutti che possono giudicare. Infatti il 50% degli italiani lo approva o comunque non lo stigmatizza, un buon 40% ci convive, solo il 10% lo combatte. Questi saranno i risultati finali dello scontro elettorale in atto.
Ma presentarsi agli Italiani come l’Alfiere della Trasparenza e poi fare questi giochi, beh è tutt’altra storia.
